✕

Le lacrime della Turchia: Montella sotto processo

Vincenzo Montella a fine partita

 

Ascolta l'audio

La sconfitta contro il Paraguay costa l’eliminazione ma l’allenatore italiano non si dimette: “Abbiamo tirato 62 volte in porta, mai vista una cosa simile”
2 minuti di lettura

Non doveva andare così. Nessuno pensava finisse subito. Il 3 giugno un corteo di oltre cento auto rosse ha accompagnato la nazionale turca sui ponti sul Bosforo verso l’aeroporto di Istanbul. Una scorta d’amore verso il Mondiale, a cui la Turchia tornava ventiquattro anni dopo l’ultima volta. Per seguire l’esordio con l’Australia sono stati installati maxischermi nell’anfiteatro di Antiphellos, nella fortezza di Yedikule e lungo le antiche mura di Costantinopoli, presi d’assalto da migliaia di tifosi. Doveva essere un sogno, si è rapidamente trasformato in un incubo. Contro ogni pronostico, considerando l’ottimo Europeo di due anni fa (quarti di finale).

Turchia: 62 tiri in due partite senza segnare neanche un gol

La Turchia è st…

Non doveva andare così. Nessuno pensava finisse subito. Il 3 giugno un corteo di oltre cento auto rosse ha accompagnato la nazionale turca sui ponti sul Bosforo verso l’aeroporto di Istanbul. Una scorta d’amore verso il Mondiale, a cui la Turchia tornava ventiquattro anni dopo l’ultima volta. Per seguire l’esordio con l’Australia sono stati installati maxischermi nell’anfiteatro di Antiphellos, nella fortezza di Yedikule e lungo le antiche mura di Costantinopoli, presi d’assalto da migliaia di tifosi. Doveva essere un sogno, si è rapidamente trasformato in un incubo. Contro ogni pronostico, considerando l’ottimo Europeo di due anni fa (quarti di finale).

Turchia: 62 tiri in due partite senza segnare neanche un gol

La Turchia è stata la seconda nazionale (dopo Haiti) eliminata aritmeticamente nella fase a gironi dei Mondiali. Ha perso 2-0 contro l’Australia, è caduta di nuovo con il Paraguay pur giocando un tempo in 11 contro 10. Il simbolo del fallimento è Vincenzo Montella, il ct italiano diventato diavolo dopo essere stato definito simbolo della rinascita del calcio turco. Costretto a saltare tra un paradosso e l’altro. Il primo: nelle due gare giocate, la Turchia ha messo insieme 62 tiri, 30 con l’Australia e 32 con il Paraguay, senza riuscire a fare lo straccio di un gol. Zero assoluto, nonostante di fronte avesse squadre non di prima fascia (sconfitte agilmente dagli Stati Uniti). Il secondo: Montella è uscito perché da quest’anno gli scontri diretti hanno sostituito la differenza reti come primo criterio dirimente in caso di arrivo a pari punti. L’ultima gara del girone con gli Usa sarà utile solo per salvare la faccia. Chiusa l’avventura mondiale, la federcalcio turca deciderà sul futuro del ct.

Perché Montella è finito sotto processo: perché lo accusano

Finito nel frullatore, nemico pubblico numero uno per la stampa locale, Montella è rimasto a galla e non ha intenzione di dimettersi. Ha però colpe evidenti. Lo accusano di essersi smarrito nel momento più importante e di aver sprecato un biennio avendo tra le mani la generazione turca più talentuosa degli ultimi due decenni. Non ha trovato un centravanti e le stelle sono svanite nelle ombre: Çalhanoglu, Yildiz, Güler si sono mostrati nella loro versione sbiadita. Non ha aiutato la guerra verbale che l’Aeroplanino ha ingaggiato con i media, a cui ha imputato il caos che circondava la nazionale tanto da definirsi «più turco di loro». Lasciando il Levi’s Stadium di San Francisco ha smorzato i toni, mentre il centravanti Aktürkoglu litigava con i tifosi: «Il destino non è stato dalla nostra parte — le sue parole — ma non è mancato lo spirito. È incredibile, abbiamo calciato sessantadue volte verso la porta in due gare senza segnare. Non mi era mai successo in 35 anni di calcio».

La corsa della Turchia verso Euro 2032

Il movimento sul Bosforo è in crescita, la frenata inaspettata. Non è solo una questione di risultati. La Turchia da qualche anno ha iniziato a investire sul calcio (nazionale e club), facendo leva sulla cultura e sulla passione sportiva enorme di un Paese da 80 milioni di persone. Basket e pallavolo sono esempi scintillanti del lavoro fatto, ora tocca al pallone. È questione di tempo. «Siamo stati sfortunati. Presto ci saranno altri tornei», ha detto Çalhanoglu, il capitano. Nel 2032 ospiteranno gli Europei insieme all’Italia, che ha dovuto appoggiarsi a loro per ottenere il sì dell’Uefa. Sulle infrastrutture volano veloci: hanno inaugurato nel 2011 l’Ali Sami Yen del Galatasaray, nel 2015 la Timsah Arena a Bursa, nel 2016 il Vodafone Park di Istanbul (la casa del Besiktas). Per Euro 2032 saranno pronti nuovi stadi ad Ankara e Antalya e verrà ammodernato l’Atatürk. Il confronto con le nostre strutture è impietoso. La strada è tracciata, difficile che il timoniere resti Montella. Un anno fa ha rinnovato il suo contratto fino al 2028, ma il crollo americano potrebbe essergli fatale. In due partite, da simbolo del rilancio a problema: il potere dei Mondiali.

Leggi i commenti