LOS ANGELES – Si sostiene Ronaldo. Resuscita. Il Portogallo ce l’ha con lui, lo vuole fuori squadra, lui al 6’ la butta dentro con la rapidità di un giovane centravanti, su assist di João Cancelo. E replica più tardi, stavolta su passaggio di Bruno Fernandes, che fa lo scudiero. Chiaro il messaggio: tenetevi i temporali, io sono il sole. «I’m back». Sono tornato. Da Houston lo urla al mondo e alle telecamere.
Il record di Ronaldo
Doppietta, avviso ai naviganti, ci sono anch’io non solo Messi, Mbappé, Haaland. Mettete pure da parte il fado di Amalia Rodrigues, non è il caso di essere tristi. Anche se confessa: «Ero stanco del calcio, ma ho tenuto duro, non è stato facile, ho sempre continuato a lavorare». Cristiano sarà pur nato nel secolo breve, ma la sua carriera è lunga. A 41 anni e 138…
LOS ANGELES – Si sostiene Ronaldo. Resuscita. Il Portogallo ce l’ha con lui, lo vuole fuori squadra, lui al 6’ la butta dentro con la rapidità di un giovane centravanti, su assist di João Cancelo. E replica più tardi, stavolta su passaggio di Bruno Fernandes, che fa lo scudiero. Chiaro il messaggio: tenetevi i temporali, io sono il sole. «I’m back». Sono tornato. Da Houston lo urla al mondo e alle telecamere.
Il record di Ronaldo
Doppietta, avviso ai naviganti, ci sono anch’io non solo Messi, Mbappé, Haaland. Mettete pure da parte il fado di Amalia Rodrigues, non è il caso di essere tristi. Anche se confessa: «Ero stanco del calcio, ma ho tenuto duro, non è stato facile, ho sempre continuato a lavorare». Cristiano sarà pur nato nel secolo breve, ma la sua carriera è lunga. A 41 anni e 138 giorni diventa il primo giocatore ad aver segnato in sei mondiali, il miglior marcatore portoghese, con 10 gol supera Eusebio (9, ma tutti nello stesso mondiale del ’66). Se Garibaldi è l’eroe dei due mondi, Ronaldo lo è dei quattro continenti (Europa, Africa, Asia, Americhe). Non solo: è il più vecchio a segnare una doppietta ai mondiali. E tra il primo e l’ultimo gol sono passati 20 anni e 11 giorni. In tutto le reti sono 145 in 230 selezioni.
Se i tifosi tramite sondaggio lo volevano pensionare, il ct Roberto Martinez e la squadra lo hanno salvato e riconfermato. Lui ha fatto il resto, ha corso, si è mosso, ha effettuato il maggior numero di tocchi (10) in area avversaria, 5 tiri in porta. Bastava vedere la gioia con cui ha festeggiato il suo ritorno sulla scena mondiale: ha fatto il suo gesto di Hulk, il suo Siuuu, ha sorriso, ha guardato tutti, è andato verso la panchina a prendersi l’abbraccio. Un povero miliardario che cerca affetto e che rivendica il suo ruolo.
Il Portogallo ne fa cinque (segna anche Leao) e due portano la firma di Ronaldo. CR7 non è un soprammobile, resta un pezzo pregiato della collezione, aveva solo bisogno di una spolverata. E di non sentirsi escluso dal Pantheon della storia. «È 23 anni che faccio così e rispondo alle critiche. L’importante era lavorare per il team e avere fiducia, stiamo lavorando bene e stiamo migliorando dopo una settimana non semplice. Ho obiettivi prestigiosi da raggiungere ma preferisco quelli di squadra, per questo sono felice del nostro buon piazzamento». Il ct Martinez dopo la brutta partita con il Congo avrà sottoposto la squadra a una seduta-video dell’Argentina e avrà detto: vedete come servono Messi, come giocano per lui, e anzi come si scansano e gli lasciano la palla nelle buone occasioni?
Direte: facile segnare contro l’Uzbekistan di Cannavaro. Ma onestamente è stato un altro Ronaldo. Più considerato e più considerevole. Lo si è visto nel secondo gol del Portogallo, punizione dal limite dell’area. Ci sono Ronaldo e Nuno Mendes. Ronaldo scalcia, soffia, sbuffa. È pronto, ma a sistemare la barriera ci vuole un’eternità. L’Uzbekistan ne mette sette a muro, più quello sdraiato a coccodrillo. Tutti i cellulari dei tifosi sono zoomati su Ronaldo che però fa il Kagemusha, alla fine gran sinistro di Nuno Mendes che calcia sul palo del portiere. Ronaldo serve anche così, a spaventare, poi a uccidere ci pensano gli altri. Prima o poi bisognerà dirlo: Vavà, Didì, Pelè, Garrincha e ancora Jairzinho, Tostão, Pelé e Rivelino. Tutti super e tutti nello stesso favoloso Brasile, ma anche questo mondiale con le leggende sparse merita la pomposa dichiarazione: Io c’ero quando il calcio ri-diventò immenso. La corsa di Ronaldo su Messi continua, certo non ha mai vinto un mondiale ed Eusebio non è stato per lui una figura ingombrante come Maradona per Leo. Ma alla fine i due vecchi ragazzi (oggi Messi ne fa 39, buon asado) condividono lo stesso primato: sono i marcatori più giovani e più anziani delle loro nazionali. E Houston grazie, Ronaldo è riparato, seduto nel posto di comando. Accendete i razzi.
Portogallo-Uzbekistan 5-0 (3-0)
PORTOGALLO (4-2-3-1): Diogo Costa 6; Cancelo 7 (1' st Semedo 6), Dias 7, Veiga 7, Mendes 7.5; Joao Neves 7 (31' st Bernardo Silva sv), Vitinha 7 (38' st Leão 7); Neto 6.5 (1' st Conceição 6), Bruno Fernandes 7, Felix 6.5 (19' st Trincão 6); Ronaldo 7.5.
In panchina: Araújo, Dalot, Nunes, Ramos, Silva, Sß, Inßcio, Guedes, Neves, Costa.
Allenatore: Martínez 7
UZBEKISTAN (3-4-3): Nematov 5; Khusanov 5, Abdullaev 4.5, Ashurmatov 5; Karimov 5 (45' +2' st Jiyanov sv), Xamrobekov 5 (1' st Alijonov 5.5), Shukurov 5 (45' +2' st Esanov sv), Nasrullaev 5 (1' st Mozgovoy 5.5); Ganiev 6, Shomurodov 5.5, Fayzullayev 5 (28' st Sergeev sv).
In panchina: Yusupov, Sayfiyev, Iskanderov, Uronov, Eshmurodov, Ergashev, Hamdamov, Amonov, Ulmasaliev, Urozov.
Allenatore: Cannavaro 5
ARBITRO: Jayed (Mar) 6
RETI: 6' pt Ronaldo, 17' pt Mendes, 39' pt Ronaldo, 15' st Nematov (aut.), 42' st Leao.
NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Ammoniti: Khamrobekov, Veiga. Angoli 3-2. Recupero 6' pt, 5' st.