Los Angeles – Sex, lies, and football games non va più. Niente più scandali sessuali mondiali, fughe notturne, allusioni. Adesso è tempo di Voglia di Tenerezza. La signora Ana Cândida Évora, madre di Vozinha, portiere di Capo Verde, viene filmata quando arriva a Miami per assistere alla partita del figlio contro l’Uruguay. E inquadrata con accredito Fifa al collo, anche allo stadio. L’eroina venuta da fuori è lei. La Mamma. Il debuttante Vozinha che a 40 anni (meglio specificarlo) era scoppiato in singhiozzi dopo aver fermato la Spagna: «Mi manca la mamma che non ha né soldi né visto per arrivare in America». Mobilitazione generale, lieto fine, baci e abbracci.
La promessa di Doku
Jeremy Doku poi ha mantenuto la promessa: è volato a Londra pe…
Los Angeles – Sex, lies, and football games non va più. Niente più scandali sessuali mondiali, fughe notturne, allusioni. Adesso è tempo di Voglia di Tenerezza. La signora Ana Cândida Évora, madre di Vozinha, portiere di Capo Verde, viene filmata quando arriva a Miami per assistere alla partita del figlio contro l’Uruguay. E inquadrata con accredito Fifa al collo, anche allo stadio. L’eroina venuta da fuori è lei. La Mamma. Il debuttante Vozinha che a 40 anni (meglio specificarlo) era scoppiato in singhiozzi dopo aver fermato la Spagna: «Mi manca la mamma che non ha né soldi né visto per arrivare in America». Mobilitazione generale, lieto fine, baci e abbracci.
La promessa di Doku
Jeremy Doku poi ha mantenuto la promessa: è volato a Londra per stare vicino alla moglie e assistere alla nascita del loro primo figlio, Praise, con l’approvazione della federazione belga che aveva spiegato con l’influenza la sua assenza contro l’Iran. Doku raggiungerà oggi i compagni a Seattle. Pochi giorni prima il genoano Ostigard aveva assistito alla nascita del suo primo figlio in videochiamata.
La cura Michels
Era stato l’allenatore olandese Rinus Michels nel mondiale tedesco del ’74 a togliere i lucchetti delle camere e a invitare la banda Cruyff&Neeskens a portare in ritiro le signore. «L’amore non fa male ai campioni» sentenziò. No, ma le insinuazioni sì. Il giorno prima della finale il tabloid Bild pubblicò in prima pagina un articolo dal titolo «Cruyff, champagne e ragazze nude». C’era stato un party in piscina, forse anche un festino a luci rosse. La federazione olandese conserva ancora in archivio le fatture dell’albergo con il conto telefonico di quella vigilia e l’enorme traffico di chiamate che partì dalla stanza di Danny Cruyff, la moglie. Lo sapete, dove vince l’amore non sempre il resto va bene. L’Olanda perse, ma liberò il pensiero.
Dove sono finite le wags inglesi?
Sport e sesso potevano convivere. Ma i tempi cambiano e anche le priorità. Where have all the Wags gone? si chiede la stampa inglese. Dove sono finite le wives and girlfriends che fecero la gioia dei paparazzi ai Mondiali 2006 in Germania? Vuoi mettere Victoria Beckham, ex Spice Girls, con Cheryl Cole, moglie all’epoca di Ashley, e Coleen Rooney, consorte di Wayne. Consumavano litri di champagne, lo bevevano direttamente dalla bottiglia con la cannuccia, erano capaci di entrare in una boutique e di spendere 100 mila dollari senza pensarci. Abbronzate, extension ai capelli, look da scapigliate. Victoria Beckham era partita con sessanta paia di occhiali da sole e trenta paia di jeans per seguire il torneo del marito e una di loro, Elen Rives, era stata fatta sbarcare dal volo dopo le scenate contro le restrizioni sul bagaglio a mano della compagnia aerea. Hooligans with Visas, le avevano chiamate. Ovvero hooligans con carta di credito. Ora la famiglia Beckham fa foto per la festa del papà e David in questo Mondiale fa pubblicità a una ditta di bricolage come ogni bravo padre che si mette a riparare i guasti di casa. Per la trasgressione un’altra volta.
La tenerezza di Raul Jimenez e Diomande
Stavolta solo metà squadra è accompagnata, e le presenze femminili sono discrete e anche impegnate nel sociale. È un Mondiale che ha voglia di famiglia e di affetto. Raul Jimenez del Messico guarda il cielo e dedica in lacrime il suo gol contro il Sudafrica al papà. Era una promessa. Lo ha perso tre mesi fa. Yan Diomande, attaccante della Costa d’Avorio scrive una lettera toccante alla sorella Roxane, scomparsa a 15 anni: «Ricordi quando giocavamo con sandali di plastica o indossavamo maglie false con la scritta Ronaldo 7? Voglio che si sappia che tutto quello che faccio è per te».
L’attesa dei calciatori olandesi
I calciatori olandesi che hanno le mogli in attesa chiedono di essere presenti al parto (almeno in video), Gio Reina, 23 anni, centrocampista americano, segna e festeggia con il pollice in bocca e la palla sotto la maglia. E così dà l’annuncio al mondo e alla squadra: sua moglie Chloe è in attesa del primo figlio. Qualcuno si diverte con un fotomontaggio a mettere insieme le diverse generazioni dei norvegesi Haaland, Sorloth e Thorstvedt. I figli sono qui, i padri Alf-Inge, Goran ed Erik erano in campo a Usa ’94 per il successo contro l’Italia. Leo Messi, recordman mondiale di gol (18), al suo debutto americano ne aveva fatti tre ed era uscito in lacrime. «Grazie alla squadra che mi ha aiutato». A fare gol? Non solo, per il loro sostegno, suo papà è ammalato e si sta curando. La Francia è in Massachusetts, in un hotel vicino a Boston. Le famiglie invece sono in centro e hanno orario fisso per le visite.
La simpatia di Curaçao
La Germania dopo il successo (7-1) contro Curaçao è volata a Winston-Salem con mogli e fidanzate che hanno passato la domenica sera nel quartiere generale della squadra, in una specie di castello medioevale in mezzo al nulla. Ci sono anche i genitori in un resort vicino. Il ct Julian Nagelsmann si è portato dietro la madre Burgi e si è fatto fotografare mentre va a spasso in bicicletta con la moglie. C’è da sfatare il brutto ricordo del ’94 quando la Germania (poi eliminata dalla Bulgaria) si accampò vicino a Chicago e le mogli dei giocatori vollero essere coinvolte in tutto creando divisioni interne. Ah e poi c’è Curaçao che fa simpatia anche ai reali d’Olanda. Il loro ct Dick Advocaat, 78 anni, il tecnico più anziano dei Mondiali ha deciso: porte aperte a tutti. Ognuno dorma con chi gli pare. Non per aver letto Freud o Jung ma perché molte famiglie della piccola isola non hanno la disponibilità economica per soggiornare negli Stati Uniti. Più che la Dolce Vita ha vinto il Carovita.