Impresa Ecuador, batte 2-1 la Germania e si qualifica. Avanti anche la Costa d’Avorio
dal nostro inviato Emanuele GambaBoston – Fino a questo pomeriggio, l’Ecuador era stata la nazionale più deludente e sfortunata del Mondiale. Era arrivato negli Stati Uniti con parecchie e malcelate ambizioni dopo l’eccellente girone di qualificazione sudamericano, finito al secondo posto alle spalle dell’Argentina e con appena cinque gol subiti: del resto la difesa è imperniata su Pacho e Hincapié, che si sono sfidati nella finale di Champions, e su Ordoñez che è una colonna del Bruges e che presto farà il salto in un grande club.
Le ambizioni di Beccacece
Il Ct Beccacece, argentino dai lunghi capelli biondi che somiglia a Caniggia, prima del torneo aveva sbandierato senza remore le ambizioni ecuadoriane (“Ci dice in continuazione che possiamo tornare a casa da campioni del mondo”, aveva rivelato il portiere Galindez) ma giorno dopo giorno era stato scaricato della vecchia guardia e, se non avesse passato il turno, sarebbe stato il secondo ct silurato dopo il tunisino Lamouchi. Invece per la gara contro la Germania …
Boston – Fino a questo pomeriggio, l’Ecuador era stata la nazionale più deludente e sfortunata del Mondiale. Era arrivato negli Stati Uniti con parecchie e malcelate ambizioni dopo l’eccellente girone di qualificazione sudamericano, finito al secondo posto alle spalle dell’Argentina e con appena cinque gol subiti: del resto la difesa è imperniata su Pacho e Hincapié, che si sono sfidati nella finale di Champions, e su Ordoñez che è una colonna del Bruges e che presto farà il salto in un grande club.
Le ambizioni di Beccacece
Il Ct Beccacece, argentino dai lunghi capelli biondi che somiglia a Caniggia, prima del torneo aveva sbandierato senza remore le ambizioni ecuadoriane (“Ci dice in continuazione che possiamo tornare a casa da campioni del mondo”, aveva rivelato il portiere Galindez) ma giorno dopo giorno era stato scaricato della vecchia guardia e, se non avesse passato il turno, sarebbe stato il secondo ct silurato dopo il tunisino Lamouchi. Invece per la gara contro la Germania ha cambiato modulo tattico, passando dalla difesa a quattro a quella a tre (era l’unica nazionale di livello ad utilizzarla ancora) e giubilando Estupiñan all’inizio e il totem Valencia a gara in corso, guarda caso dopo che erano venute fuori voci sull’insoddisfazione della vecchia guardia nei suoi confronti.
Il vento cambiato nell’Ecuador
Ma oltre alla formula è cambiato il vento, perché è vero che l’Ecuador aveva messo insieme un solo punto, ma aveva perduto all’ultimo minuto contro la Costa d’Avorio dopo aver colpito tre pali e pareggiato contro Curaçao dopo aver fatto 15 tiri in porta, record della storia della Coppa del Mondo in partite di 90’, supplementari inclusi. La vittoria sulla Germania, che consentirà il ripescaggio per i sedicesimi di finale, le ha restituito tutto e un certo peso lo ha avuto la complicità dei tedeschi, che nel secondo tempo hanno giocato con distratta indifferenza e anche sul gol decisivo di Plata sono rimasti a guardare.
Nagelsmann non fa turnover
Nagelsmann non ha fatto turnover nonostante l’inutilità della partita contro l’Ecuador, visto che il primo posto nel Gruppo C era già matematico dal turno precedente. Il secondo lo ha conquistato la Costa d’Avorio, che ha battuto 2-0 Curaçao. Evidentemente o si fida così tanto dei suoi titolari da preferirli in campo (saltare una gara può spezzare il ritmo, togliere la concentrazione) oppure non si fida abbastanza delle riserve, anche se sono stati i panchinari Amiri e Undav a risolvere la gara contro la Costa d’Avorio, che prima del loro ingresso stava andando malissimo, offrendo la prospettiva di uno spareggio disperato all’ultima giornata.
La Germania dura 2’
L’unico titolare tenuto a riposo è stato Brown, sostituito da Raum, che però è sempre stato il terzino sinistro in capo prima che esplodesse, quasi all’improvviso, il ragazzo dell’Eintracht, che ha debuttato nella Mannschaft solamente a ottobre. I tedeschi hanno giochicchiato senza spremersi, tenendo a bada l’Ecuador che aveva l’assoluto bisogno della vittoria per sperare nel ripescaggio. I sudamericani hanno avuto una fase di forte pressione nel primo tempo, ma per il resto hanno faticato a imporre le loro voglie dopo l’inizio scoppiettante, dopo i gol repentini di Sané (azione viziata da un fallo iniziale di Pavlovic ignorato da arbitra a Var) e di Angulo, con una sventola da fuori. Ma poi la Germania s’è quasi fatta da parte e l’orgoglio ecuadoriano ha fatto festa, in uno stadio colorato di giallo.
Ecuador (4-4-2): Galindez 6.5 – Franco 5.5 (19’ st Preciado 6), Ordoñez 6, Pacho 6.5, Hincapié 6 (26’ st Estupiñan 6) – Yeboah 6 (40’ st Torres sv), M.Caicedo 6.5, Vite 6.5, Angulo 7 (40’ st J.Caicedo sv) – Valencia 5 (19’ st Rodriguez 6.5), Plata 7. Ct Beccacece 7.
Germania (4-2-3-1): Neuer 5 – Kimmich 6 (15’ st Thiaw 5), Tah 5.5, Rüdiger 5.5, Raum 5.5 – Nmecha 6.5 (19’ st Beier 5.5), Pavlovic 6 (1’ st Stiller 5.5) – Sané 6.5, Musiala 6, Wirtz 5.5 (38’ st Gross sv) – Havertz 5.5 (15’ st Undav 5.5). Ct Nagelsmann 5.5.
Arbitro: Penso (Usa) 5.5. Reti: 2’ pt Sané, 9’ pt Angulo, 33’ st Plata
Note: ammoniti Hincapié, Pavlovic, Franco, Plata.
Spettatori 80.663.