Un mondiale extralarge, ma anche intimo. Di emozioni condivise nel privato, di amicizia, solidarietà, affetto. Tutto dolce, tutto sanguigno, da chi ricorda i compagni che non sono al Mondiale a chi si getta tra le braccia della moglie che in passato ne ha viste di belle. C’è un cattivo come il Messi che si piazzò a Qatar 2022 davanti a Van Gaal facendogli il Topo Gigio di Riquelme, per vendicare le esclusioni del talento argentino ai tempi del Barça? Finora no, forse arriverà, intanto ai Mondiali 2026 il campione egocentrico sta facendo spazio a uno più altruista.
La dedica di Dembélé a Kvara
Come Ousmane Dembélé, che ha dedicato uno dei tre gol alla Norvegia a Kvaratskhelia. Suo compagno del Psg, ultimo dell’esclusivo club dei fuoriclasse senza un Mondiale. Il francese h…
Un mondiale extralarge, ma anche intimo. Di emozioni condivise nel privato, di amicizia, solidarietà, affetto. Tutto dolce, tutto sanguigno, da chi ricorda i compagni che non sono al Mondiale a chi si getta tra le braccia della moglie che in passato ne ha viste di belle. C’è un cattivo come il Messi che si piazzò a Qatar 2022 davanti a Van Gaal facendogli il Topo Gigio di Riquelme, per vendicare le esclusioni del talento argentino ai tempi del Barça? Finora no, forse arriverà, intanto ai Mondiali 2026 il campione egocentrico sta facendo spazio a uno più altruista.
La dedica di Dembélé a Kvara
Come Ousmane Dembélé, che ha dedicato uno dei tre gol alla Norvegia a Kvaratskhelia. Suo compagno del Psg, ultimo dell’esclusivo club dei fuoriclasse senza un Mondiale. Il francese ha piazzato il gesto “Ice in my veins” reso popolare in Nba da D’Angelo Russell dei Wizards: tre dita sull’avambraccio, per rappresentare freddezza nei momenti decisivi. “Kvara” ha portato la mimica in Champions con la doppietta al Bayern, ma la piccola Georgia non è riuscita a portare “Kvara” al Mondiale. Ecco quindi il compagno Pallone d’oro a ricordare l’assenza.
Ronaldo, non solo Siuuuuuuu!!!
Come Cristiano Ronaldo ha ricordato che non c’è solo il suo Siuuuuuuu!!! diventato idolatria tra i bambini di tutto il mondo. Quando ha segnato il primo gol all’Uzbekistan, che lo ha reso l’unico giocatore di sempre con gol in sei Mondiali, è corso verso la panchina per celebrare non se stesso ma la squadra. Solo dopo, esaurito l’abbraccio collettivo, è arrivato il Siuuuuuuu!!! accolto dal boato di sempre anche nello stadio di Houston. A dare sostanza a questo spirito di gruppo, forse non è un caso che il Portogallo abbia deciso di interrompere l’allenamento, osservando un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Venezuela. Spesso il gol apre uno squarcio nel dolore: il senegalese Abdoulaye Seck ha mostrato la maglietta del figlio perduto con la scritta “Forever”, con gli occhi gonfi di lacrime. Impossibile non emozionarsi.
Il surf di Cunha
In attesa che Kylian Mbappé esibisca il gesto del flauto che ha promesso, si cavalca l’onda sul surf di Matheus Cunha che Ancelotti ha lanciato contro Haiti a Philadelphia. Due gol, e quell’esultanza tipo “Un mercoledì da leoni” che è piaciuta ai bambini che non sanno magari chi è Italo Ferreira. Primo campione olimpico di surf a Tokyo 2020, amico dell’attaccante che accanto a lui sulle spiagge di Baía Formosa ha scoperto «la parte migliore della mia vita, un modo per staccare la spina». Surfare non per giocare meglio, ma per essere migliori. Andando avanti con chi ti sta accanto, e se in Sudafrica il bacio Casillas-Carbonero divenne l’emblema dell’amore che nasce, nel 2026 spopola l’amore resiliente. Come quello che ha spinto due ct a saltare o correre in tribuna tra le braccia delle mogli. Stale Solbakken da Anniken che c’era quando il suo cuore si fermò per sette minuti. E Sebastian Beccacece, ct dell’Ecuador, da Patricia subito dopo il gol della vittoria alla Germania. Anche lei c’era quando i tifosi contestavano il marito. Non ha avuto dubbi, e gli ha tirato addosso un bicchiere d’acqua.