Le strade per la finale: Argentina e Francia prenotano la rivincita
dal nostro inviato Emanuele GambaHouston – Se tutto andasse come previsto, per come lo prevedono sia le intelligenze artificiali sia quelle naturali, le semifinali sarebbero Francia-Spagna e Inghilterra-Argentina, con la sola incertezza che riguarderebbe gli inglesi: siamo sicuri che nel teorico quarto di finale contro il Brasile sarebbero i favoriti? Le elaborazioni, per esempio quelle di Opta e di The Athletic, le più evolute, mettono la Francia in cima al pronostico assieme all’Argentina: avremmo dunque la stessa identica finale di quattro anni fa (come Argentina-Germania nel 1986 e nel 1990) e Mbappé e Deschamps (e Dembélé, che però nel 2018 rimase in panchina) sarebbero alla terza di fila. Se così fosse, avrebbero qualcosa in più di un posto nella storia.
La Francia rimarrà sulla East Coast
Fortunatame…
Houston – Se tutto andasse come previsto, per come lo prevedono sia le intelligenze artificiali sia quelle naturali, le semifinali sarebbero Francia-Spagna e Inghilterra-Argentina, con la sola incertezza che riguarderebbe gli inglesi: siamo sicuri che nel teorico quarto di finale contro il Brasile sarebbero i favoriti? Le elaborazioni, per esempio quelle di Opta e di The Athletic, le più evolute, mettono la Francia in cima al pronostico assieme all’Argentina: avremmo dunque la stessa identica finale di quattro anni fa (come Argentina-Germania nel 1986 e nel 1990) e Mbappé e Deschamps (e Dembélé, che però nel 2018 rimase in panchina) sarebbero alla terza di fila. Se così fosse, avrebbero qualcosa in più di un posto nella storia.
La Francia rimarrà sulla East Coast
Fortunatamente il calcio è però lo sport meno pronosticabile mentre la sorpresa è, quella sì, prevedibile, al punto che sarebbe una sorpresa pure se non ci fossero sorprese. Ma cervelloni elettronici e sguardi tecnici concordano su un punto: la Francia è la formazione con il potenziale più elevato e finora lo ha confermato tutto, anzi lo ha persino dilatato un po’. È l’unica, assieme al Messico, ad aver inanellato tre prestazioni di altissimo livello (fa parziale eccezione il primo tempo contro il Senegal), vincendo a mani basse un girone che era il più difficile, al contrario di quelli di altre squadre fortissime come Argentina e Spagna, la quale si è in effetti tarata per crescere alla distanza, centellinando Nico Williams e Lamine Yamal. La Francia ha un altro vantaggio, quello degli spostamenti ridotti: semifinale a parte (le toccherebbe Dallas), si è sempre mossa e sempre si muoverà tra Boston, New Jersey e Filadelfia, mantenendo il ritiro nel Massachusetts, allenandosi e giocando in condizioni climatiche omogenee e non cambiando mai il fuso orario, al contrario della Spagna che rimbalza tra pianura e altura (Monterrey), tra l’aria condizionata (Dallas, Atlanta) e il caldo californiano (Los Angeles), dove ci sono anche due ore di differenza (tre rispetto alla East Coast). Non sono dettagli. Nella parte alta del tabellone, in ogni caso, sembra scritto il percorso che porta alla sfida semifinale tra le due squadre migliori, anche se le trappole non mancano: la Francia ha sulla strada la Germania e una tra Olanda e Marocco, la Spagna può avere il derby col Portogallo agli ottavi e gli Usa, spinti dal fattore campo, ai quarti.
Il Giappone prima, possibile sorpresa
Se la parte alta del tabellone è a forte impronta europea, con il Marocco a far da guastatore, la parte bassa rappresenta i cinque continenti. È panamericana, con Brasile e Argentina che si incontrerebbero in semifinale, il Messico che ai 2000 metri dell’Azteca, dove giocherebbe anche gli ottavi (Inghilterra?), ha i suoi vantaggi (ma il sedicesimo contro l’Ecuador è assai insidioso) e la Colombia con la sua imprevedibilità. Qui si annida l’Africa più sorprendente (Capo Verde, Congo, Ghana) e quella ambiziosa (Egitto, ma anche Algeria) e l’unica Asia rimasta, il Giappone (è in quel continente, prima di tutto, che Infantino deve tagliare un paio di posti per darli all’Europa). Proprio il Giappone si candida a essere la prima sorpresa, perché ha un tipo di gioco (ritmo, verticalità, velocità) e di organizzazione (è la squadra che è stata più squadra) in grado di mettere in crisi il Brasile. Ancelotti ha un cammino complicato: agli ottavi troverebbe Norvegia o Costa d’Avorio, ai quarti Inghilterra o Messico. Ma a Carletto piace così, si diverte di più.