Germania eliminata, polemica e giallo per il post del cancelliere Merz. Ma potrebbe essere un errore
di Domenico MarcheseL’eliminazione della Germania contro il piccolo Paraguay, la prima ai sedicesimi dopo non essere riuscita a passare la fase a gironi per due volte, ha dato il via alla resa dei conti nel calcio tedesco. Subito dopo l’ultimo rigore è partita la demolizione sistematica del tecnico Nagelsmann e dei suoi calciatori: tutto il mondo è paese, insomma, e anche nella fredda Germania ci si scalda per il calcio e per la nazionale. L’unica voce fuori dal coro è stata quella del cancelliere Fredrick Merz: “Anche se l'eliminazione fa male: che partita! – ha scritto su Twitter -. Con il vostro impegno e lo spirito di squadra in questo Mondiale, avete entusiasmato il nostro Paese. Siamo orgogliosi di voi". Post che ha provocato una valanga di commenti negativi sia sul social network che sui giornali. Anche se intorno a quel post che ha scatenato critiche soprattutto dell’opposizione e dell’estrema destra nasce un giallo. Secondo Tagesspiegel è frutto di un errore.
Secondo il il quotidiano berlinese, …
L’eliminazione della Germania contro il piccolo Paraguay, la prima ai sedicesimi dopo non essere riuscita a passare la fase a gironi per due volte, ha dato il via alla resa dei conti nel calcio tedesco. Subito dopo l’ultimo rigore è partita la demolizione sistematica del tecnico Nagelsmann e dei suoi calciatori: tutto il mondo è paese, insomma, e anche nella fredda Germania ci si scalda per il calcio e per la nazionale. L’unica voce fuori dal coro è stata quella del cancelliere Fredrick Merz: “Anche se l'eliminazione fa male: che partita! – ha scritto su Twitter -. Con il vostro impegno e lo spirito di squadra in questo Mondiale, avete entusiasmato il nostro Paese. Siamo orgogliosi di voi". Post che ha provocato una valanga di commenti negativi sia sul social network che sui giornali. Anche se intorno a quel post che ha scatenato critiche soprattutto dell’opposizione e dell’estrema destra nasce un giallo. Secondo Tagesspiegel è frutto di un errore.
Secondo il il quotidiano berlinese, per la partita che si è conclusa ben oltre la mezzanotte europea l'Ufficio stampa federale aveva preparato diverse versioni di un testo per i social da parte del Cancelliere ma un giovane collaboratore avrebbe pubblicato il tweet sbagliato, diverso da quello concordato in precedenza.
Le parole di Klopp, possibile nuovo ct
Quella di Merz non è stata l’unica dichiarazione fuori bersaglio, probabilmente dettate dalla delusione per l’eliminazione con il modesto Paraguay, arrivata dopo il ko con il non irresistibile Ecuador, o edulcorate dal ruolo politico. Al primo caso appartengono quelle di Jurgen Klopp, commentatore della tv tedesca e responsabile tecnico del Red Bull Lipsia, candidato alla successione di Nagelsmann, che ha però preannunciato di non voler rassegnare le dimissioni. “Io voglio continuare, sono pronto ad andare avanti, ma so che nel calcio non si ha il controllo totale e che non dipende da me. Se la Federazione non mi vuole, deve dirmelo, se non mi vogliono me lo facciano sapere”, ha detto.
Klopp ha attaccato l’arbitro per la decisione di annullare il gol del possibile 2-1 di Tah: “L’Arsenal ha segnato il 60% dei gol così” ha tuonato l’allenatore tedesco. Difficile essere d’accordo con lui, e anche se fosse così, riferito ai Gunners, il problema probabilmente sarebbe della Premier League. Diverse le considerazioni sul suo futuro in panchina, sulla possibilità di prendere il posto di Nagelsmann – sotto contratto fino al 2028 - se arrivasse una chiamata dalla federazione: “Non ci ho ancora pensato. Mi sono trovato spesso in situazioni simili, da allenatore, in cui un grande sogno si è infranto. Capisco che quando si parla del commissario tecnico della nazionale, il mio nome venga menzionato. Ma non è il momento giusto per parlarne, soprattutto non con me".
Il duro attacco di Hamann
Non è andato per il sottile Dietmar Hamann, ex calciatore della Nazionale tedesca e del Liverpool, intervenuto come commentatore per l'emittente irlandese RTÉ Sport. L’attacco a Nagelsmann è totale: "Credo che la grinta nasca dallo spirito di squadra, dallo stare insieme, dal fidarsi dei propri compagni e sapere che saranno lì quando ne avrai bisogno. Credo che questo non sia mai successo con questo allenatore". E ancora: “Hanno avuto alcune prestazioni discrete, ma in media le loro prove sono state deludenti. È stato così agli Europei, così alle qualificazioni e così ai Mondiali. Parlano sempre dell'atmosfera nel ritiro, è bello dirlo, ma bisogna dimostrarla con i fatti!”. Fino all’attacco frontale: “Ovviamente la colpa è dell'allenatore. È compito dell'allenatore riunire i ragazzi. Questo allenatore guarda raramente le partite. Non era nemmeno a Milano per vedere Bisseck, un giocatore che avrebbe dovuto portare ai Mondiali. In due anni e mezzo, non è mai andato a Brentford a vedere Schade, un giocatore che ha segnato dieci gol la scorsa stagione. Probabilmente guarda una o due partite di Bundesliga al mese. Ecco perché non provo alcuna simpatia per lui. Credo che lui e la squadra abbiano avuto ciò che si meritavano". Volano gli stracci in Germania.
La stampa: “Un nuovo incubo”
Come prevedibile i media hanno cavalcato la delusione del popolo tedesco, tradito per la terza volta dalla loro Nazionale. Un “nuovo incubo per il calcio tedesco”, mentre l’eliminazione per mano del Paraguay viene definita “imbarazzante” dalla Bild. E a chi sostiene che il 6 affibbiato a Nagelsmann sia un voto troppo alto, basta ricordare che il sistema di valutazione tedesco parte proprio da quel valore: il nostro “zero”, in parole povere.
“Una nuova umiliazione” per il Süddeutsche Zeitung, il principale quotidiano di Monaco, "Un torneo da incubo, nel quale la squadra non è mai riuscita a entrare davvero" per il Frankfurter Allgemeine Zeitung. Duro attacco di Kicker, senza infierire su Nagelsmann, accusato di “non riuscire a canalizzare e sviluppare i punti di forza della squadra: nell'arco di tre cicli mondiali, la nazionale tedesca ha mancato l'accesso agli ottavi di finale”. La considerazione generale però è molto più profonda: “È un dato di fatto e la prova che la Germania sta perdendo sempre più la sua influenza sul calcio mondiale. Le ragioni sono molteplici e sarebbe troppo semplice attribuire la colpa a Julian Nagelsmann".
Oggi ci sarà una conferenza stampa all’Università di Wake Forest, quella in cui è cresciuto Tim Duncan, anche se difficilmente ci saranno grandi novità: “Non sono io la federcalcio tedesca da solo – ha spiegato il dt tedesco, Voeller -. Tutti sanno cosa penso di Julian. Rimane un allenatore di assoluto livello. Sono convinto che sia probabilmente l'uomo giusto per proseguire. È un combattente. Al momento non posso né voglio aggiungere altro sulla questione. Ci siederemo di nuovo a un tavolo nei prossimi giorni e poi vedremo. Per quanto mi riguarda, è la persona giusta al posto giusto".