Fino alla fine del mondo. La storia riscritta dai gol oltre il novantesimo
di
Silvia Scotti
Gabriel Martinelli (afp)
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Martinelli e Diop sono solo gli ultimi protagonisti di una tendenza: una rete ogni dieci arriva nel recupero. Il caldo favorisce gli errori
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Quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la partita. Si vince e si perde. Ma in quel momento lì, quando pensi che sia finita. C’è vita oltre il novantesimo: ci sono gol, qualificazione, supplementari. Sono quei minuti lì, quando credi che il verdetto sia rimandato, che invece decidono tutto. Non si fa più melina, non ci si arrende, non si aspetta in preda alla paura, per giocarsi tutto solo dopo, nei 30 minuti successivi o ai rigori. No, bisogna saper stare al Mondiale. E in questa Coppa extralarge, il finale viene scritto all’ultimo.
La gioia di Diop dopo la rete in Marocco-Olanda
Il Canada e il Brasile last minute
Il colpo di scena che cambia tutto. Canada-Sudafrica sembrava finita. Supplementari? Erano vicinissimi. Ma no, Eustaquio segna al 92°. Brasile-Giappone, Martinelli al 95°, evita l’extra time e qualifica Ancelotti. E il Marocco che ha eliminato l’Olanda ai rigo…
Quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la partita. Si vince e si perde. Ma in quel momento lì, quando pensi che sia finita. C’è vita oltre il novantesimo: ci sono gol, qualificazione, supplementari. Sono quei minuti lì, quando credi che il verdetto sia rimandato, che invece decidono tutto. Non si fa più melina, non ci si arrende, non si aspetta in preda alla paura, per giocarsi tutto solo dopo, nei 30 minuti successivi o ai rigori. No, bisogna saper stare al Mondiale. E in questa Coppa extralarge, il finale viene scritto all’ultimo.
La gioia di Diop dopo la rete in Marocco-Olanda
Il Canada e il Brasile last minute
Il colpo di scena che cambia tutto. Canada-Sudafrica sembrava finita. Supplementari? Erano vicinissimi. Ma no, Eustaquio segna al 92°. Brasile-Giappone, Martinelli al 95°, evita l’extra time e qualifica Ancelotti. E il Marocco che ha eliminato l’Olanda ai rigori? Ha evitato l’eliminazione e si è regalato l’appendice con il gol di Diop al 91°. Tre delle prime 4 partite a eliminazione diretta sono state decise nei minuti di recupero. Ma era già successo tante altre volte: nella fase a gironi, dal 3-0 del Messico con la Repubblica Ceca alla vittoria del Ghana su Panama, in 19 partite si è segnato oltre il novantesimo. E almeno sei volte quel gol ha cambiato il segno della partita.
La gioia di Eustaquio per il gol in Canada-Sudafrica
Il preparatore atletico
Su oltre 220 gol segnati finora, quelli nel recupero sono il 10%, una percentuale altissima. Da non sottovalutare, da spiegare. Massimo Neri, già preparatore di Roma, Juventus, Real Madrid, Inghilterra, ora al Lecce con Di Francesco: «Ci sono due motivi. Il primo è mentale. Soprattutto con il caldo che c’è in Messico e negli Stati Uniti, nei minuti finali c’è perdita di concentrazione, un prevedibile calo fisico e nervoso. La tensione scende, l’attenzione anche. Aumentano gli errori. E un momento di disattenzione in fase difensiva ti predispone a subire un attacco, che crea quell’ultima occasione. Il secondo è il tempo. Il recupero si è allargato: una volta se ne davano due, tre minuti al massimo, oggi sono sei, otto e possono allungarsi ancora. Si gioca una parte importante di partita».
Massimo Neri
Il ruolo della pausa a metà tempo
Forse il cooling break obbligatorio, lungo tre minuti, permette ai giocatori di ricaricarsi ed avere più energie. I quattro tempi come nel basket, quando nell’ultimo si decide spesso il match. Così si spiegherebbe il numero così alto di gol nel recupero: «In realtà io non credo che siano collegate direttamente le due cose. Un gol nel finale non dipende dalla condizione fisica, ma mentale. Anzi, vedendo quanti giocatori hanno avuto i crampi durante queste prime gare del Mondiale, le dico che quella pausa è fondamentale, la reidratazione è indispensabile. Non ricarica le energia mentali, ma evita guai fisici ai calciatori. Anzi sa che le dico? Che in tornei così lunghi andrebbero tolti i supplementari, per andare direttamente ai calci di rigore, o almeno accorciati. L’ideale, se serve per lo spettacolo, sarebbe dimezzarli. Ai giocatori si sta chiedendo veramente troppo. Il fisico ne risente. Il calcio non è uno sport salutistico, è abrasivo. Crea danni alle articolazioni, ai muscoli, alla schiena. Con un po’ di buonsenso si potrebbero trovare soluzioni: qualcuno, prima o poi, dovrà considerare anche la salute di chi va in campo».