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Chi ha visto Messi tra gli scaffali

Messi al supermercato 

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La rubrica “Schermaglie Mondiali”
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Con i grandi attaccanti e le grandi canzoni si va avanti, ai Mondiali. Come hanno dimostrato Kane e la Wonderwall cantata in coro con i tifosi a fine gara. Davvero difficile immaginare qualcosa del genere con Kean o Retegui: e poi tutti in coro davanti ai tifosi azzurri cantando Sarà per sempre sì.

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«Lukaku mi sembra, dico mi sembra, di averlo visto con qualche chilo di troppo» (Trovatevi nella vita qualcuno che fa apprezzamenti sul vostro stato di forma con la stessa delicatezza di Marco Tardelli. Notti mondiali, Raiuno).

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A Miami l’istrionico Umberto Martini di Raisport si è inventato la gag prolungata del braccare Messi fuori dalla sua magione, o nei dintorni, o comunque raccogliere più testimonianze possibili di chi vive tutti i giorni nelle vicinanze dell’asso argentino. Ieri, a Italia chiama America su Raidue, spiccava l’intervista alla cassiera del supermercato dove una volta Messi andò a fare la spesa di persona, con tanto di foto rubata tra gli scaffali.

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Con i grandi attaccanti e le grandi canzoni si va avanti, ai Mondiali. Come hanno dimostrato Kane e la Wonderwall cantata in coro con i tifosi a fine gara. Davvero difficile immaginare qualcosa del genere con Kean o Retegui: e poi tutti in coro davanti ai tifosi azzurri cantando Sarà per sempre sì.

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«Lukaku mi sembra, dico mi sembra, di averlo visto con qualche chilo di troppo» (Trovatevi nella vita qualcuno che fa apprezzamenti sul vostro stato di forma con la stessa delicatezza di Marco Tardelli. Notti mondiali, Raiuno).

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A Miami l’istrionico Umberto Martini di Raisport si è inventato la gag prolungata del braccare Messi fuori dalla sua magione, o nei dintorni, o comunque raccogliere più testimonianze possibili di chi vive tutti i giorni nelle vicinanze dell’asso argentino. Ieri, a Italia chiama America su Raidue, spiccava l’intervista alla cassiera del supermercato dove una volta Messi andò a fare la spesa di persona, con tanto di foto rubata tra gli scaffali.

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A Wimbledon intanto ci si diverte. In pieno match contro Tsitsipas, Djokovic a bordocampo chiede a una raccattapalle di aiutarlo a tagliare con le forbici il nastro-taping che ha sul braccio. Lei esegue, timorosa ma diligente, quando Nole ha un sobbalzo cacciando un urlo. È uno scherzo: lui ride come un matto, lei ha sul viso l’espressione del più puro terrore. Ma poi ride anche lei.

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Il calciomercato preme alle porte, i fanatici sanno che, purtroppo, il Mondiale finisce, mentre le trattative vanno a oltranza. E se c’è il colpo Tonali al Tottenham, l’emozione vera è sempre quella di veder sbucare all’improvviso, in piene gare dei Mondiali, trasferimenti diciamo minori: “Watford: in definizione l’arrivo a titolo definitivo di Luca Kjerrumgaard dall’Udinese”.

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Gilberto Mora, 17enne gioiellino del Messico, è alto 1.68. Contro l’Ecuador, all’ingresso in campo, come sempre ogni giocatore era accompagnato da un ragazzino. Il suo però era praticamente alto come lui: e quindi Mora ha fatto cambio con quello di un suo compagno.

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«Siamo a casa del Diavolo. Che non è la famosa frazione di Perugia, ma il ritiro del Belgio» (Fabrizio Tumbarello, Italia chiama America, Raidue).

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