LOS ANGELES – Olè Spagna. Dai e dai ne fa 3 all’Austria, povera di idee e di possibilità. Il terzo porta ancora la firma di Mikel Oyarzabal, sempre su perfetto assist di Cucurella, il secondo è una grande inzuccata del terzino destro Pedro Porro, che arriva di corsa, libero come il vento. La rete iniziale di Oyarzabal è di prima: un sinistro rapido, Schlager è preso di sorpresa. Oyarzabal, 29 anni, nato nella provincia di Gipuzkoa, nel cuore dei Paesi Baschi, è un attaccante che non ha mai voluto lasciare la Real Sociedad di cui è capitano. Non avrà un gran fisico, ma sa sempre dove mettersi e dove va il gioco. E infatti qui al Mondiale siamo a quota 4 e ne ha segnati 16 nelle ultime 15 partite in nazionale.
Partita a senso unico
Il portiere austriaco Schlager si farà perdonare con bellissime doppie parate, anche su Yamal che arrivava allo stadio con catenona d’argento, occhialoni e cappello. Lamine, sostituito a cinque minuti dalla fine, non è (ancora) una scatenata macchina da gol, …
LOS ANGELES – Olè Spagna. Dai e dai ne fa 3 all’Austria, povera di idee e di possibilità. Il terzo porta ancora la firma di Mikel Oyarzabal, sempre su perfetto assist di Cucurella, il secondo è una grande inzuccata del terzino destro Pedro Porro, che arriva di corsa, libero come il vento. La rete iniziale di Oyarzabal è di prima: un sinistro rapido, Schlager è preso di sorpresa. Oyarzabal, 29 anni, nato nella provincia di Gipuzkoa, nel cuore dei Paesi Baschi, è un attaccante che non ha mai voluto lasciare la Real Sociedad di cui è capitano. Non avrà un gran fisico, ma sa sempre dove mettersi e dove va il gioco. E infatti qui al Mondiale siamo a quota 4 e ne ha segnati 16 nelle ultime 15 partite in nazionale.
Partita a senso unico
Il portiere austriaco Schlager si farà perdonare con bellissime doppie parate, anche su Yamal che arrivava allo stadio con catenona d’argento, occhialoni e cappello. Lamine, sostituito a cinque minuti dalla fine, non è (ancora) una scatenata macchina da gol, è fermo a uno (contro l’Arabia Saudita). In tribuna a incoraggiarlo è arrivata la sua fidanzata, Ines Garcia, che ha rivelato che si sono conosciuti sui social (ma va? Chi l’avrebbe detto?). Più che una partita è un tiro a segno. Con il portiere Simon sempre più imbattibile e che supera Walter Zenga (519 minuti contro i 517 nel ’90) nella classifica di quelli della porta inviolata. Dominio Spagna anche nel primo tempo, che però tira sempre troppo sul portiere. Austria solo cuore e contropiede. Valga il conto dei passaggi spagnoli: 308 contro i 178 degli avversari. L’1-0 di Oyarzabal di sinistro al 36’ (il numero 28 in 57 presenze con la nazionale) porta in vantaggio la Spagna. Ma i gol potevano essere molti di più. Spagna-Austria era anche la rappresentazione di due filosofie contro: quella di De La Fuente e il suo calcio veloce y vertical, e quello di Rangnick, padrino del gegenpressing, il pressing ultra-offensivo, un manifesto rigoroso della riconquista. Non proprio Cartesio contro Nietzsche magari, ma il duello appassiona lo stesso. E teorie a parte (e passati i primi 21’ troppo timidi), la pratica la vince la Spagna.
Le star in tribuna
Il presidente della federcalcio iberica (Rafael Louzán) la vive con nonchalance vicino al sempre presente Gianni Infantino, presidente Fifa, che con il suo jet alla fine inquinerà come 500 persone in un anno (se interessa il calcolo è stato effettuato da Greenly, una società francese specializzata in valutazioni dell’impronta di carbonio). I reali ufficiali di Spagna non ci sono, ma ne fanno benissimo le veci Javier Bardem, capellino very american e T-shirt color tortora, che se la gusta di fianco a sua moglie Penelope Cruz (gioiosa e con maglietta della Spagna addosso). Sul campo, invece, Yamal vive di strappi: un colpo di testa, qualche accelerata, tunnel, orpelli, dribbling, no look. E un tiro da pochi passi respinto dal portiere in vena di miracoli. Laimer e Sabitzer sono costretti agli straordinari per ricacciare Yamal indietro. Annullato un gol di Cucurella (al 29’) per fallo su Schlager (Alexander), che devia pure un altro diagonale di Oyarzabal e ci mette la manona sulla punizione da 25 metri di Baena, finita sul palo. Se Belgio e Inghilterra avevano faticato a imporre la legge del più forte (molti i meriti delle squadre africane), la Spagna ha dovuto soffrire di meno. La nazionale di Rangnick non ha la fisicità del Congo, né l’intensità del Senegal. Arnautovic a 37 anni è troppo solo per provarci. E l’attacco è un deserto. Tocca dirlo: gli austriaci Billy Wilder e Erich von Stroheim a Hollywood hanno fatto di meglio.
Il tabellino
SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simon 6.5; Porro 7, Cubarsì 6.5, Laporte 7 (48' st Pubill sv), Cucurella 7.5; Pedri 6.5 (48' st Ruiz sv), Rodri 7; Yamal 7 (40' st Gavi sv), Dani Olmo 7 (26' st Merino 6), Baena 6.5 (26' st Ferran 6); Oyarzabal 8.
In panchina: Raya, Garcia, Grimaldo, Garcia, Llorente, Zubimendi, Pino, N.Williams, Munoz, Iglesias.
Allenatore: De la Fuente 7.5.
AUSTRIA (4-2-3-1): Schlager 6; Posch 5 (40' st Prass sv), Danso 5, Alaba 5.5, Laimer 5; Seiwald 5 (1' st Chukwuemeka 6), Schlager 5.5
(1' st Grillitsch 5.5); Schmid 5 (15' st Kalajdzic), Wanner 5, Sabitzer 6; Gregoritsch 4.5 (15' st Arnautovic 5.5).
In panchina: Wiegele, Pentz, Affengruber, Lienhart, Mwene, Friedl, Svoboda, Ljubicic, Schoepf, Wimmer.
Allenatore: Rangnick 5.5.
ARBITRO: Glenn Nyberg (Svezia) 6.
RETI: 36' pt Oyarzabal; 21' st Pedro Porro, 44' st Oyarzabal.
NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori: 70.000
circa. Ammonito: Posch. Angoli: 9-0 per la Spagna. Recupero: 4'; 6'.