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La grande paura dell’Argentina, Messi: “Imparare la lezione, al Mondiale nessuno ti regala nulla”

Lionel Messi (agf)

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Le parole della stella albiceleste dopo la faticosa vittoria ai supplementari contro Capo Verde e la qualificazione agli ottavi
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MIAMI – L'Argentina ha festeggiato a lungo e con trasporto, era la felicità di chi ha avuto paura, era il sollievo di chi se l'è vista brutta. L'unico davvero calmo, anche dopo, anche fuori, era naturalmente Messi, che si è immediatamente incaricato di ridimensionare l'enorme pericolo corso, senza tuttavia trascurare le difficoltà incontrate e gli errori commessi. "Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, Capo Verde non ha pareggiato per caso contro Spagna e Uruguay e le nazionali non le si giudicano dal nome che portano. Al Mondiale nessuno ti regala nulla, specie quando comincia il mata-mata (le partite ad eliminazione diretta, ndr), e la caratteristica di questa Coppa del Mondo è l’equilibrio. Però dovevamo fare sicuramente meglio".

Mess…

MIAMI – L'Argentina ha festeggiato a lungo e con trasporto, era la felicità di chi ha avuto paura, era il sollievo di chi se l'è vista brutta. L'unico davvero calmo, anche dopo, anche fuori, era naturalmente Messi, che si è immediatamente incaricato di ridimensionare l'enorme pericolo corso, senza tuttavia trascurare le difficoltà incontrate e gli errori commessi. "Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, Capo Verde non ha pareggiato per caso contro Spagna e Uruguay e le nazionali non le si giudicano dal nome che portano. Al Mondiale nessuno ti regala nulla, specie quando comincia il mata-mata (le partite ad eliminazione diretta, ndr), e la caratteristica di questa Coppa del Mondo è l’equilibrio. Però dovevamo fare sicuramente meglio".

Messi, bernoccolo sulla testa

In effetti nell'Argentina molto non ha funzionato e tante sono le critiche che Scaloni ha cominciato a ricevere. Qualche cenno lo ha azzardato Messi stesso, lucidissimo nonostante un vistoso bernoccolo sulla fronte (chichón, in spagnolo), procuratosi per essere andato a sbattere, cadendo, sul ginocchio di Pina. "Ci era riuscita la cosa più difficile, segnare il primo gol, e pensavamo che questo ci avrebbe aiutato a imporre il nostro gioco e a giocare con maggiore calma, ma è accaduto esattamente il contrario". E l'Argentina ha cominciato ad arrancare.

Gli errori dell’Argentina

Qui Leo ha fatto un'annotazione tattica precisa, che potrebbe anche sembrare indirizzata a Scaloni: "Abbiamo cominciato a perdere palloni, ci siamo ritirati un po' indietro e non siamo riusciti a pressare i loro centrocampisti come andava fatto. Così in mezzo ci siamo spesso trovati in inferiorità numerica e non riuscivamo a superare il loro pivote", che nel linguaggio calcistico argentino è il mediano davanti alla difesa, nella fattispecie il capoverdiano Pina. "Le distanze tra le linee sono rimaste troppo ampie e questo ci ha reso difficile rimanere coordinati, mentre loro tenevano meglio di noi il pallone".

Il gol segnato da Messi a Capo Verde 

Così la partita è di fatto finita nelle mani di Capo Verde, ma l'Argentina in qualche modo ne è uscita, affidandosi alle palle ferme ("Sono importanti, vanno sfruttate") e alle parate del Dibu Martinez. "Ora", ha chiuso Messi, "l'importante è riposare, pensare alla prossima partita e cercare di trarre gli aspetti positivi dall'incontro con Capo Verde".

Scaloni e Messi 

Scaloni e le scelte che non convincono

Su quelli negativi dovrà invece riflettere Scaloni, che è stato salvato dai gol dei difensori: ad allenarsi a farsi sentire anche nell'area avversaria sono Walter Samuel e Roberto Ayala, due giganti del mestiere. Scaloni dovrà invece spiegare perché in una squadra così monocorde, nel ritmo come nelle idee, non ha cercato di inserire chi potesse accendere scintille, come Giuliano Simeone o Nico Paz, oppure provando ad affiancare Alvarez a Lautaro, invece di alternarli. "La realtà è che questa squadra non molla mai, ha del fegato. Alla fine eravamo stanchissimi e ci siamo difesi come potevamo, come se avessimo un gatto sulla schiena. Dite ciò che volete, ma questa squadra ha una qualità, va sempre avanti", anche se qui a Miami ha rischiato di farsi fermare da sé stessa. “Ma è impossibile non uscire più forti da una partita come questa”.

Messi colpito alla testa da Pina 

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