Quando Maximiliano “Maxi” Araújo, esterno sinistro della nazionale uruguaiana e dello Sporting, è arrivato all’aeroporto “General Berisso” di Montevideo dopo l’eliminazione dai Mondiali, appena fuori dal gate ha trovato suo padre: era venuto a prenderlo con il vecchio furgone, un pickup Daihatsu abbastanza sgangherato. C’erano, nel cassone, anche la mamma e la sorella. Maxi ha caricato da sé borse, borsoni e sacchi di plastica, pareva una partenza operaia per le ferie negli anni Settanta, poi si è sistemato pure lui in piedi nel cassone e la famiglia è ripartita. Gente normale, popolare. A dirla tutta, sembravano quasi poveri. Di solito, i calciatori che tornano sconfitti fanno un rapido scalo e poi volano verso spiagge esotiche e remote, oppure sgommano su fuoriserie con i vetri oscurati. Hanno, quasi sempre, scuri anche gli occhiali, e donne bellissime. Maxi Araújo, nulla di tutto ciò. Proseguirà, vincendo o perdendo, a vivere in questo mondo, ed è come vincere un mondiale. “Ma un u…
Quando Maximiliano “Maxi” Araújo, esterno sinistro della nazionale uruguaiana e dello Sporting, è arrivato all’aeroporto “General Berisso” di Montevideo dopo l’eliminazione dai Mondiali, appena fuori dal gate ha trovato suo padre: era venuto a prenderlo con il vecchio furgone, un pickup Daihatsu abbastanza sgangherato. C’erano, nel cassone, anche la mamma e la sorella. Maxi ha caricato da sé borse, borsoni e sacchi di plastica, pareva una partenza operaia per le ferie negli anni Settanta, poi si è sistemato pure lui in piedi nel cassone e la famiglia è ripartita. Gente normale, popolare. A dirla tutta, sembravano quasi poveri. Di solito, i calciatori che tornano sconfitti fanno un rapido scalo e poi volano verso spiagge esotiche e remote, oppure sgommano su fuoriserie con i vetri oscurati. Hanno, quasi sempre, scuri anche gli occhiali, e donne bellissime. Maxi Araújo, nulla di tutto ciò. Proseguirà, vincendo o perdendo, a vivere in questo mondo, ed è come vincere un mondiale. “Ma un uomo camion vive ancora in me/e ancora mille strade ti aprirà” (l’ha scritta Conte, Paolo, non Antonio).