Caso Balogun, Trump: “Ho parlato io con la Fifa”. Infantino conferma: “Ci siamo sentiti”
di
Franco Vanni
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Durissimo comunicato della Uefa. La UE denuncia “strumentalizzazione dello sport a fini politici”. Il numero uno del calcio mondiale conferma i contatti ma precisa: “Gli organi sono indipendenti”
Aggiornato alle 4 minuti di lettura
ROMA – Donald Trump ha ammesso di avere parlato con Gianni Infantino a proposito del cartellino rosso a Folarin Balogun, prima della decisione della FIFA di sospendere la squalifica del giocatore. "Sì l'ho fatto", ha detto il presidente degli Stati Uniti. "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati", ha aggiunto il tycoon. "L'arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.
Mondiali, Trump: "Ho telefonato io a Infantino, il fallo non c'era"
Trump: "Infantino è molto rispettato”
"Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Sono due grandi atleti che si sono scontrati, ha detto Trump, definendo Balogun "uno dei migliori giocatori" della nazionale americana. "Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho d…
ROMA – Donald Trump ha ammesso di avere parlato con Gianni Infantino a proposito del cartellino rosso a Folarin Balogun, prima della decisione della FIFA di sospendere la squalifica del giocatore. "Sì l'ho fatto", ha detto il presidente degli Stati Uniti. "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati", ha aggiunto il tycoon. "L'arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.
Mondiali, Trump: "Ho telefonato io a Infantino, il fallo non c'era"
Trump: "Infantino è molto rispettato”
"Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Sono due grandi atleti che si sono scontrati, ha detto Trump, definendo Balogun "uno dei migliori giocatori" della nazionale americana. "Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante", ha messo in evidenza Trump. Poi, il giro di vite: "Se Balogun fosse rimasto fuori, l’incontro sarebbe stato truccato come il voto nel 2020". Da sei anni Trump accusa i democratici di brogli elettorali, senza fornire alcuna prova.
Infantino conferma: “Sì, ci siamo sentiti”
“Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump”, l’ammissione del numero uno della Fifa Gianni Infantino. "In questo caso specifico, ho ricevuto una telefonata dal presidente. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un procedimento che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che la decisione sarebbe stata presa a tempo debito dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre”, spiega.
Infantino si difende: “Organi Fifa sono indipendenti”
“Ho preso atto dei commenti pubblici relativi alla decisione della Commissione disciplinare indipendente della Fifa sulla squalifica di Folarin Balogun e desidero ribadire un principio fondamentale della governance della Fifa”, si legge ancora nel comunicato. “Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi basandosi sui regolamenti vigenti e sui fatti specifici loro sottoposti”.
Chi è l’arbitro insultato da Trump
Le insinuazioni di Trump sul fatto che Raphael Claus sarebbe “sospetto” dipendono dal fatto che l’arbitro brasiliano era stato ascoltato nel 2024 come testimone dalla Commissione parlamentare d'inchiesta brasiliana sulle combine e sulle scommesse sportive, dopo le proteste di alcuni club per presunte decisioni arbitrali anomale. L'indagine, però, si era conclusa senza conseguenze: la Confederazione aveva escluso qualsiasi irregolarità e non erano emerse prove di un coinvolgimento di Claus. La FIFA ha continuato a considerarlo un arbitro affidabile, confermandolo tra i direttori di gara delle proprie competizioni internazionali.
Uefa all’attacco: “Superata linea rossa”
Durissimo il commento della Uefa. La sospensione della squalifica di Balogun, caso unico se si esclude l’annullamento della giornata di stop a Garrincha che si perde nella notte dei tempi (1962), spacca (ulteriormente) i rapporti tra Infantino e Ceferin. L’Uefa ha criticato in modo aspro la Fifa per la sua decisione di attivare l’articolo 27 del regolamento – si ricorre a questa scorciatoia in casi estremi o per scambi di persona – e permettere a Balogun di giocare la partita degli USA contro il Belgio. Per Ceferin “è stata superata la linea rossa”. E la decisione è “incomprensibile”.
Il comunicato durissimo
Nel comunicato si legge di “regole e principi violati”. Di eccezioni che non esistono. Di certezza del diritto. E di credibilità. "La decisione di ieri ha oltrepassato il limite. Una squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è un'opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere attuata. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere soggetto a eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Inoltre, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa".
La Fifa rigetta il ricorso del Belgio: “Inammissibile”
Dopo aver ottenuto il diritto di appellarsi contro la decisione, il Belgio si è visto respingere il ricorso presentato alla Fifa, giudicato “inammisibile” dal governo del calcio mondiale. La punta statunitense potrà scendere dunque in campo negli ottavi di finale.
La reazione dell’Unione Europea
Il caso Balogun arriva anche nelle istituzioni europee. Intervenendo sul caso, il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, ha definito il contrasto alla "strumentalizzazione dello sport a fini politici” una delle principali sfide per la governance del settore. Micallef ha precisato di ritenere “sbagliata la squalifica iniziale di Balogun”, condividendo il giudizio di molti tifosi ed ex calciatori. Tuttavia, ha ribadito che le decisioni sportive devono spettare esclusivamente agli organi competenti: “Influenzare le decisioni sportive minerebbe l’autonomia dello sport”. Pur senza citare direttamente Trump, il commissario ha invitato a “concentrarsi sulle vere sfide della governance sportiva”, mettendo in guardia contro qualsiasi interferenza politica nelle decisioni della Fifa.
Il post di Blatter
Fra i tanti che hanno commentato la vicenda, anche l’ex presidente della Fifa Joseph Blatter, che sul social X ha scritto: “I cartellini rossi non devono essere ribaltati da telefonate politiche. Devono essere ribaltati da regole, prove e organismi indipendenti. Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico. Se un presidente degli Stati Uniti interviene sul presidente della Fifa, e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: quo vadis, Fifa?".
Il retroscena
Ma come è arrivata la fifa a prendere una decisione che avrebbe inevitabilmente diviso? I media americani, NYT e Politico raccontano il retroscena, il dietro le quinte di questa interferenza degli Stati Uniti. Ecco il retroscena: Trump è stato messo al corrente di questa situazione da Andrew Giuliani, capo del comitato organizzatore della Coppa del Mondo, vicino al presidente degli Stati Uniti e figlio dell'ex sindaco di New York e avvocato del tycoon, Rudolph Giuliani. In collaborazione con Lutnick, segretario al commercio i cui legami che ha rapporti strettissimi con Infantino, dimostrati da una cena segreta poco prima del Mondiale. Loro, insieme agli avvocati messi a disposizione dalla casa Bianca, avrebbe preparato un dossier contro l’arbitro brasiliano che ha espulso Balogun. Poi ha esaminato tutti i cavilli per attivare l’art. 27, senza tuttavia pubblicare un rapporto ufficiale e alcuna spiegazione.
Le altre reazioni
Alle reazioni durissime di Uefa e Belgio si unisce mezza europa.
La Germania chiede di sapere se c’è stato l’intervento di Trump: "La FIFA dovrebbe rilasciare una dichiarazione immediata in merito alle notizie secondo cui la decisione di annullare il cartellino rosso sarebbe stata preceduta da una telefonata tra il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente della FIFA Gianni Infantino”.
Il ct dell’Inghilterra Tuchel: “Non ha deciso l’arbitro, ma il Var, quindi tre arbitri e la tv. Chi ribalta questa decisione e quando? E su quali basi? E... fino a che punto si spinge ora? Per me è semplicemente strano. Vogliamo solo coerenza nelle decisioni".
Il ct della Norvegia Solbakken: “Grosso errore da parte della Fifa che ricadrà sugli Stati Uniti. È una decisione sbagliata che danneggerà i Mondiali e mi dispiace anche per loro perché se vincono, il successo rimarrà sempre in discussione”.
Il presidente della Federcalcio Malagò. "Strana storia, mi è sembrata un'assurdità. Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l'Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico. È un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto”.