Haaland fa doppietta, il Mondiale del Brasile di Ancelotti è già finito: 2-1, Norvegia ai quarti
di Massimo BasileEast Rutherford (New Jersey) - Carlo Ancelotti ha provato nella ripresa a trasformare il Brasile in una promessa quasi letteraria: aggiungere calcio, fantasia e variazione nel momento in cui in campo dominava la paura. Ha messo dentro due giocatori nella tradizione brasiliana, Endrick, 19 anni, e Neymar, 34, invocati dalla torcida. Ma alla fine la complessità del ragionamento del ct italiano si è scontrata con la semplicità assoluta del calcio. Erling Haaland non gioca le partite in senso estetico: le risolve. E in quella differenza al MetLife in New Jersey, davanti a ottantamila spettatori, in maggioranza brasiliani, il racconto è cambiato.
Norvegia per la prima volta ai quarti
La rete dell’1-0 del centravanti del City, al 79’, bravo a sovrastare Gabriel e a schiacciare in rete di testa un cross dalla sinistra di Schjelderup, è stato il momento decisivo e la fine di un’idea di calcio. Il Pablito Rossi 34 anni dopo. Sancito dal raddoppio, al 90’, su una conclusione da fuori, senza mar…
East Rutherford (New Jersey) - Carlo Ancelotti ha provato nella ripresa a trasformare il Brasile in una promessa quasi letteraria: aggiungere calcio, fantasia e variazione nel momento in cui in campo dominava la paura. Ha messo dentro due giocatori nella tradizione brasiliana, Endrick, 19 anni, e Neymar, 34, invocati dalla torcida. Ma alla fine la complessità del ragionamento del ct italiano si è scontrata con la semplicità assoluta del calcio. Erling Haaland non gioca le partite in senso estetico: le risolve. E in quella differenza al MetLife in New Jersey, davanti a ottantamila spettatori, in maggioranza brasiliani, il racconto è cambiato.
Norvegia per la prima volta ai quarti
La rete dell’1-0 del centravanti del City, al 79’, bravo a sovrastare Gabriel e a schiacciare in rete di testa un cross dalla sinistra di Schjelderup, è stato il momento decisivo e la fine di un’idea di calcio. Il Pablito Rossi 34 anni dopo. Sancito dal raddoppio, al 90’, su una conclusione da fuori, senza marcatura, con il norvegese quasi incredulo di tanta libertà. La Norvegia approda per la prima volta ai quarti di un Mondiale, Haaland raggiunge quota 7 nel torneo.
Si chiude così il confronto tra due idee opposte di come si costruisce un campione, e in fondo, una nazione. Da una parte il Paese di Vinicius che ha fatto dell’immaginazione collettiva uno stile, dall’altra una società ordinata e programmatica, che ha prodotto uno degli attaccanti più devastanti, Haaland, non attraverso il mito della strada, ma attraverso metodo e disciplina.
Il rigore sbagliato da Guimaraes
Nei primi quarantacinque minuti le due squadre non avevano giocato solo a calcio. Avevano negoziato con la paura. Un gol annullato ai norvegesi per fuorigioco dopo appena tre minuti e un rigore sbagliato dai brasiliani al 14' non sono stati solo episodi, ma fratture psicologiche: la partita ha smesso di essere solo un confronto tra modelli tattici - la fantasia dei brasiliani contro il pragmatismo norvegese - per diventare una questione di nervi collettivi. Fino al momento del rigore sbagliato da Guimaraes, per un netto fallo di Ajer su Cunha, che l’arbitro americano non aveva visto, la Norvegia aveva avuto il 60 per cento del possesso palla: dopo la parata di Nyland, facilitato dalla rincorsa troppo rallentata da Guimaraes, si e chiusa dietro, spaventata dall’idea di farsi infilare così facilmente in velocità.
Ancelotti e il pericolo Haaland
Alla stessa conclusione erano arrivati i brasiliani, dopo aver visto lo spettro dello 0-1 sul gol annullato a Berg: partiti con l’idea di controllare il gioco, hanno scelto subito di agire in contropiede, spezzando la squadra in due, la scelta meno brasiliana di tutte. Per due volte Martinelli è ripartito, seguito solo da Vinicius, mentre gli altri otto compagni erano rimasti nella propria metà campo. Troppa la preoccupazione di isolare Haaland, su cui Ancelotti aveva costruito un quadrilatero formato da Marquinhos, Casemiro, Danilo e Guimaraes. L’obiettivo non era solo limitare il norvegese ma tagliargli ogni linea di passaggio. L’unica volta in cui Haaland è riuscito a entrare in area, il pallone è finito sui piedi di Odegaard, che ha tirato a colpo sicuro. Allison, uscito dai pali in modo perfetto, lo ha neutralizzato. Danilo ha sollevato i pugni come davanti a un gol. In tribuna i tifosi brasiliani sono rimasti incerti se quello fosse stato solo un pericolo mancato, o l’antipasto di qualcosa di peggiore.
L’inutile rigore di Neymar
La ripresa è stata, se possibile, ancora più segnata dalla paura di entrambe le squadre. Ma sono arrivate le occasioni da tutte e due le parti. Con Neymar in campo è sembrato come se il Brasile volesse tornare a giocare da Brasile. Il pubblico l’ha accolto come un segnale liberatorio. Neymar ha segnato il rigore dell’1-2, giusto per la storia, salvo poi andare a dire qualcosa al portiere avversario. L’arrembaggio finale è stato inutile. Bambini brasiliani in lacrime. Ma dall’altra parte c’era Haaland, ghiaccio contro sabbia. Il giocatore più lontano dall’idea brasiliana di calcio, ma il più dentro di tutti a questo Mondiale.
Brasile-Norvegia 1-2 (0-0)
Brasile (4-2-3-1): Alisson 6; Danilo 5.5, Marquinhos 6, Gabriel 5, Douglas Santos 5.5; Bruno Guimaraes 5 (34' st Ederson Silva 6), Casemiro 5.5; Rayan 6 (23' st Danilo Santos 6), Martinelli 5.5 (23' st Neymar 6), Vinicius 6; Cunha 6.5 (13' st Endrick 5). In panchina: Ederson Moraes, Weverton, Alex Sandro, Bremer, Leo Pereira, Ibanez, Fabinho, Raphinha, Luiz Henrique, Igor Thiago. Allenatore: Ancelotti 5.5
Norvegia (4-3-3): Nyland 8; Ryerson 6 (19' st Aursnes 6), Ajer 5.5, Heggem 6.5, Wolfe 6.5 (45' +5' st Ostigard 5.5); Odegaard 6.5, Berge 6.5, Berg 7; Sorloth 5.5 (1' st Bobb 6.5), Haaland 8, Nusa 6 (1' st Schjelderup 7). In panchina: Tangvik, Selvik, Bjorkan, Pedersen, Langas, Falchener, Thorsby, Thorstvedt, Aasgaard, Hauge, Strand Larsen. Allenatore: Solbakken 7
Arbitri: Elfath (Usa) 5.5
Reti: 34' st Haaland, 45' st Haaland, 45' + 10' st Neymar (rig.).
Note: cielo sereno, campo in buone condizioni. Al 14' pt, Nyland para un rigore a Bruno Guimaraes. Ammoniti: Neymar. Angoli 5-5.
Recupero 6' pt, 7' +5' st.