Dallas – Il mata-mata, come lo chiama il mondo di lingua spagnola con onomatopeica efficacia, è un gioco crudele, lo sapevano già i latini (mors tua, vita mea) e figurati se non lo sa Cristiano, sbattuto fuori dal suo ultimo Mondiale all’ultimo secondo con un gol di uno che è bravissimo soprattutto a giocare senza palla, Mikel Merino, a testimonianza che la Spagna sa far tutto, anche se non sempre l’ha fatto. Ronaldo ha chiuso con una prestazione dignitosissima, il problema non è stato lui ma essenzialmente che due squadre non possono vincere la stessa partita: è giusto che abbia vinto la Spagna, lo sarebbe stato anche altrimenti.
il gioco scorre equilibrato
È stato infatti un ottavo di finale appassionante ed equilibrato, di toni e fasi diversi. Per un tempo, il primo, addirittura la partita più bella del Mondiale, con contenuti tecnici altissimi e paradossalmente così alti da annullarsi a vicenda, costringendo il gioco in un equilibrio permanente che ha riempito gli occhi di chi non…
Dallas – Il mata-mata, come lo chiama il mondo di lingua spagnola con onomatopeica efficacia, è un gioco crudele, lo sapevano già i latini (mors tua, vita mea) e figurati se non lo sa Cristiano, sbattuto fuori dal suo ultimo Mondiale all’ultimo secondo con un gol di uno che è bravissimo soprattutto a giocare senza palla, Mikel Merino, a testimonianza che la Spagna sa far tutto, anche se non sempre l’ha fatto. Ronaldo ha chiuso con una prestazione dignitosissima, il problema non è stato lui ma essenzialmente che due squadre non possono vincere la stessa partita: è giusto che abbia vinto la Spagna, lo sarebbe stato anche altrimenti.
il gioco scorre equilibrato
È stato infatti un ottavo di finale appassionante ed equilibrato, di toni e fasi diversi. Per un tempo, il primo, addirittura la partita più bella del Mondiale, con contenuti tecnici altissimi e paradossalmente così alti da annullarsi a vicenda, costringendo il gioco in un equilibrio permanente che ha riempito gli occhi di chi non guarda solo alla meraviglia (quindi non il pubblico americano, che va allo stadio essenzialmente per fare wow) ma al quadro d’insieme di un panorama meraviglioso. Se s’è tardato a segnare è perché Nuno Mendes (il cui infortunio nella ripresa ha tolto molto ai portoghesi) ha centrato la traversa al 42’, perché qui sono bravissimi pure i portieri – entrambi si sono distinti per due parate formidabili nella stessa azione, Simón su João Félix e Ronaldo, Diogo Costa su Lamine Yamal e Baena, quest’ultima sensazionale, da vero wow – ma anche perché in questo festival di calcio puro ha stonato proprio Lamine, il più bravo di tutti, ma chiaramente ancora lontano da una forma accettabile dopo l’infortunio muscolare di aprile, al punto che è sembrato molto più pimpante persino Cristiano, che da parte sua ha sfiorato il gol al 12’, poco dopo un imperdonabile errore sottoporta dell’infallibile Oyarzabal.
Spagna, qualche errore di troppo
A un certo punto la Spagna s’è messa a collezionare insolite sbavature tecniche, compromettendo l’accentuamento della spinta offensiva esercitata nella ripresa, che finiva per affievolirsi a causa dell’imprecisione (ma anche della prova gigantesca di Dias e Danilo Veiga, che però all’ultimo verranno gabbati), ma al tempo stesso inibendo anche i contropiede del Portogallo, che intanto s’era fatto meno spavaldo, benché l’azione più pericolosa della ripresa (30’, Bruno Fernandes sull’esterno della rete) fosse stata sua e malgrado qua e là Lamine Yamal avesse dato qualche bagliore di sé, anche se non abbastanza per farsi riconoscere.
Il guizzo di mago Merino
Nel rimescolamento dei cambi ci ha però guadagnato la Spagna: quelli di Martinez sono stati discutibili, quelli di De la Fuente decisivi, visto che il gol che ha spedito gli spagnoli a Los Angeles l’hanno confezionato Torres e il mago Merino, che un attimo dopo il 90’ s’è infilato tra i due giganti della difesa portoghese con il fiuto e il tempismo che solo lui ha (è il miglior incursore senza palla del mondo: è il suo genere di magia), freddando Diogo Costa a un palmo dai supplementari. Giusto o sbagliato, uno squadrone va avanti e l’altro torna a casa, perché il tabellone è stato crudele e non ha guardato in faccia nessuno, men che meno Cristiano, in lacrime ma osannato dal popolo del wow. Non però da quello del siuuu.
Portogallo-Spagna 0-1
Portogallo (4-2-3-1) Diogo Costa 7 – Cancelo 6.5 (27’ st Dalot 5.5), Dias 6.5, Renato Veiga 6.5, Nuno Mendes 7 (11’ st Semedo 5) – Vitinha 6.5 (38’ st Bernardo Silva sv), João Neves 6 – Pedro Neto 5.5 (38’ st Conceição sv), Bruno Fernandes 6.5, João Felix 5.5 (27’ st Leão 5.5), Ronaldo (6). Ct Martinez 5.5.
Spagna (4-2-3-1) Simon 7 – Porro 6, Cubarsì 6.5, Laporte 7, Cucurella 6 – Rodri 6, Pedri 6.5 (30’ st Fabian sv) – Lamine Yamal 5.5, Dani Olmo 6.5 (40’ st Merino 7.5), Baena 6.5 (30’ st Torres 7) – Oyarzabal 5.5. Ct De La Fuente 7.
Arbitro: Taylor (Ing) 6.5.
Reti: 46’ st Merino
Note: ammoniti Bernardo Silva, Renato Veiga, Torres. Spettatori 70.649.