✕

Messi, rigore sbagliato, assist, gol e lacrime: l’Argentina ribalta l’Egitto (3-2) e vola ai quarti

Messi in lacrime a fine partita (reuters)
I campioni in carica vincono in rimonta, al 79’ erano sotto 2-0. Leo ancora una volta decisivo, di Fernandez il gol qualificazione
3 minuti di lettura

ATLANTA – La mistica di una rimonta (da 0-2 a 3-2) inverosimile affidata alla trascendenza di un omino che per 80’ aveva sbagliato tutto, incluso un rigore, stenderà un velo di silenzio su tutto il resto, sul modo convulso che l’Argentina ha di vincere le partite, sul doppiopesismo di arbitro e Var, accusati platealmente di razzismo dal ct egiziano, sul fatto che l’eliminazione dell’Argentina avrebbe gettato nello sconforto Infantino (s’era già visto contro Capo Verde, ai gol egiziani ha fatto le stesse facce disperate) inducendo i nordafricani a parlare di mondiale truccato, sulle miserie di una partita assurda e sulle meraviglie del gioco dell’Egitto che alla fine non sono servite a niente, se non a mescolare le sue lacrime rabbiose e quelle commosse di Messi, l’omino trascendente.

ATLANTA – La mistica di una rimonta (da 0-2 a 3-2) inverosimile affidata alla trascendenza di un omino che per 80’ aveva sbagliato tutto, incluso un rigore, stenderà un velo di silenzio su tutto il resto, sul modo convulso che l’Argentina ha di vincere le partite, sul doppiopesismo di arbitro e Var, accusati platealmente di razzismo dal ct egiziano, sul fatto che l’eliminazione dell’Argentina avrebbe gettato nello sconforto Infantino (s’era già visto contro Capo Verde, ai gol egiziani ha fatto le stesse facce disperate) inducendo i nordafricani a parlare di mondiale truccato, sulle miserie di una partita assurda e sulle meraviglie del gioco dell’Egitto che alla fine non sono servite a niente, se non a mescolare le sue lacrime rabbiose e quelle commosse di Messi, l’omino trascendente.

Tutto passa, nulla resta se non l’indicibile ultima impresa di Leo, che al Mondiale segna da 9 partite di fila (lui è davvero l’unica ragione per cui l’Argentina vince): dopo il pianto, perché a una certa età ci si emoziona per tutto, è stato lanciato in aria dai suoi compagni, dai suoi devoti, e per un attimo la fantasia ha immaginato che rimanesse sospeso in volo.

Egitto avanti 2-0 a 10’ dalla fine

A 10’ dalla fine l’Argentina era fuori, surclassata dal gioco di gruppo dell’Egitto, dai tocchi sapienti di Salah, dalle corse forsennate di Hassan, dai gol annullati e no di Zico. Messi era una figurina smunta, aveva camminato come un’anima errante senza mai trovare posizione e ispirazione. Aveva pure sbagliato un rigore, un altro dopo quello contro l’Austria, e quando aveva scheggiato il palo su punizione sembrava soltanto un’innocua ribellione al giorno del giudizio: se ne stava tornando a casa neanche 24 ore dopo Cristiano.

Messi portato in trionfo dai compagni di squadra 

Messi si accende e la partita cambia

L’Argentina era inciampata in tutti i difetti che si trascina dietro dal primo giorno, forse da quattro anni, e che tra le magie di Messi e la strada spianata percorsa finora si poteva anche fare a meno di notare, se l’unica cosa che conta è andare avanti. L’Egitto aveva smascherato tutto questo e specialmente il passo stanco di una squadra episodica, che gioca aspettando che qualcosa succeda. Solo che poi succede sempre, implacabilmente. A un certo punto, con l’area piena di centravanti aggiunti, di centrocampisti in incursione e difensori in avanscoperta, Leo ha deciso di uscirne, quasi di astrarsi in un angolo di partita, un po’ più indietro, sulla destra, e da lì ha prima arabescato un cross al bacio per la testa dello stopperone Romero e poi scaraventato un esterno all’incrocio dopo che la palla gli era arrivata sul piede divino dopo una serie di episodici rimpalli.

Il gol di Fernandez che ha deciso la partita (afp)

Fernandez segna su assist di Lautaro

Messi ha cominciato a cercare di dribblare tutti e a momenti ci riusciva, ma poi l’Egitto è ripartito, ha buttato un contropiede con Marmoush, ma il secondo stava per funzionare: due cadute in area di Salah e di Marmoush stesso l’hanno vanificato e sul contro-contropiede cross di Lautaro, testa di Fernández, 3-2. Gli egiziani hanno reclamato un intervento del Var che non ci sarà mai, eppure i due contatti nell’area argentina non sembravano meno lievi di quello che aveva fatto annullare la prima rete di Zico, un travolgente contropiede cancellato da un fallo successo 80 metri prima.

Il gol di Fernandez che ha deciso la partita (afp)

Le accuse dell’Egitto

A quel punto il ct egiziano Hassan ha messo le braccia a X: è il segno convenzionale ideato dalla Fifa per denunciare espressioni di razzismo, gesto indirizzato contro l’arbitro Letexier e l’intero sistema di questa Coppa. È stata una provocazione grave, pesante, eppure l’arbitro si è limitato a condannarlo con un’ammonizione. «Forse aveva qualcosa da nascondere», ha punto Hassan. «È inutile mi trattenga, devo dirlo: la Fifa non vuole che Messi esca dal torneo, è una questione di soldi? Abbiamo perso in campo ma soprattutto fuori, è stata un’ingiustizia, chissà chi sarà il prossimo. Non guarderò più partite di questo Mondiale». Neanche Zico forse: «È truccato».

Argentina-Egitto 3-2 (0-1)

Argentina (4-1-3-2): E.Martinez 6 – Molina 5 (29’ st Montiel 6.5), Romero 6.5 (50’ st Otamendi sv), L.Martinez 5, Tagliafico 6.5 (21’ st Nico Gonzalez 6) – De Paul 5 (21’ st Lautaro 6.5), Paredes 6, Fernandez 6.5 - Mac Allister 6 – Alvarez 5.5 (50’ st Medina sv). Messi 8. Ct Scaloni 6.

Egitto (4-2-3-1): Shobeir 8 – Hany 6, Ibrahim 5.5, Rabia 5.5, Hafez 5.5 – Lasheen 6 (51’ st Zizo sv), Attia 6.5 - Ha.Hassan 8 (29’ st Trezeguet sv), Salah 7, Ashour 6.5 (1’ st Fathy 5.5) – Zico 7.5 (35’ st Marmoush 5). Ct Ho.Hassan 7.

Arbitro: Letexier (Francia) 4

Reti: 15'pt Ibrahim, 22'st Zico, 34'st Romero, 38'st Messi, 47'st Fernandez.

Note: cielo sereno, campo in buone condizioni. Al 21'pt Shoubir para un rigore a Messi.

Ammoniti: Shobier, Fathy, Ateya.

Angoli 6-1.

Recupero 5' +1' pt, 7' +4' st.

Leggi i commenti