New York – Per una volta, non guardate la luna, guardate il dito. Haaland non è terrestre, per come segna, per come (non esulta), per come si comporta nel dopo partita (esattamente come un postino che ha consegnato le lettere, che altro doveva fare?). Tutto quello che sta alle sue spalle è umano, troppo umano. Possibile, perché realizzato. Haaland è l’ultimo anello di una catena da risalire per c…