“Stati Uniti, ballate con noi”, la provocazione dell’Iran dopo l’eliminazione degli Usa dal Mondiale
di Niccolò MaurelliNon solo il centravanti belga Lukaku, protagonista di una Trump dance rivista e corretta. Anche l’Iran balla per l’eliminazione degli Stati Uniti dai Mondiali: “Ora danza con me”, recita il messaggio social apparso sui canali ufficiali della nazionale di Taremi e compagni. La provocazione arriva dopo la sconfitta incassata dagli Usa contro il Belgio agli ottavi di finale, ma non è casuale. Si tratta di una risposta ironica alle parole di Markwayne Mullin, segretario della Sicurezza interna degli Stati Uniti: "Quando l’Iran è stato eliminato dai Mondiali, ho cantato una o due canzoni e fatto un balletto per festeggiare. Sono felice perché abbiamo ritirato i loro visti e gli abbiamo detto che potevano lasciare il suolo americano”.
Mondiali, Lukaku dopo il gol: la rabbia verso i tifosi Usa e lo sberleffo della Trump dance
Cosa aveva detto il segretario della Sicurezza Usa
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Non solo il centravanti belga Lukaku, protagonista di una Trump dance rivista e corretta. Anche l’Iran balla per l’eliminazione degli Stati Uniti dai Mondiali: “Ora danza con me”, recita il messaggio social apparso sui canali ufficiali della nazionale di Taremi e compagni. La provocazione arriva dopo la sconfitta incassata dagli Usa contro il Belgio agli ottavi di finale, ma non è casuale. Si tratta di una risposta ironica alle parole di Markwayne Mullin, segretario della Sicurezza interna degli Stati Uniti: "Quando l’Iran è stato eliminato dai Mondiali, ho cantato una o due canzoni e fatto un balletto per festeggiare. Sono felice perché abbiamo ritirato i loro visti e gli abbiamo detto che potevano lasciare il suolo americano”.
Mondiali, Lukaku dopo il gol: la rabbia verso i tifosi Usa e lo sberleffo della Trump dance
Cosa aveva detto il segretario della Sicurezza Usa
Repubblicano, ex senatore dell’Oklahoma fortemente allineato con l’ala “Maga” del partito (senza dimenticare il passato nel wrestling), Mullin aveva spiegato anche le difficoltà organizzative legate alla presenza iraniana negli Usa, visti i rapporti tra i due Paesi. Nelle settimane del Mondiale, la politica restrittiva di Mullin ha colpito diverse figure del torneo, come l’arbitro somalo Omar Artan, che non ha potuto mettere piede negli Stati Uniti: interrogato undici ore dopo il suo arrivo in aeroporto, Artan è stato costretto a tornare a casa. “Sono molto deluso. Sono un arbitro che stava cercando di realizzare il sogno più grande della sua vita: partecipare ai Mondiali. Avevo i documenti giusti e tutto il resto, ma credo che gli Usa abbiano un problema con il mio Paese di origine", le parole di Artan.
L’Iran esulta: “Ora il mondo intero balla. La politica è stata sconfitta dal calcio”
Ma questa è solo una delle tante polemiche legate alla gestione americana del Mondiale, criticata soprattutto dalla nazionale iraniana: tra visti ottenuti in ritardo, campi di allenamento cambiati all’ultimo minuto e permessi di viaggio lampo per gli spostamenti legati alle partite “siamo la squadra più penalizzata”. La sconfitta degli Usa, per loro, è quindi motivo di consolazione: "Ora il mondo intero balla per celebrare l'umiliante sconfitta della politica per mano del calcio". Un chiaro riferimento, tra gli altri, al caso Balogun.