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Bouaddi, il tesoro perduto della Francia: perché ha scelto il Marocco e rifiutato la corte di Zidane

Bouaddi in azione contro il Brasile (agf)

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Fino a marzo capitano dell’U21 transalpina, il giovane centrocampista del Lille ha colto al volo l’opportunità di giocare il Mondiale da titolare, garanzia che i Blues non potevano offrirgli. Anche Zizou, prossimo ct francese, ha provato (senza riuscirci) a convincerlo
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BOSTON – Di Ayyoub Bouaddi si sa ormai quasi tutto, del suo talento per la matematica o di quando vinse una gara di eloquenza davanti a Brigitte Macron, e adesso anche quanto bene giochi, benché siano già due anni che il centrocampista del Lille si è prepotentemente affacciato sul palcoscenico internazionale, che frequenta da protagonista da quando ne aveva 16. Però ancora non si sa, o non si spiega, come mai un giocatore di quel calibro abbia scelto di giocare per il Marocco e non per la Francia. Patriottismo? Scelta di comodo? Nessuna delle due, Bouaddi ha fatto un ragionamento meramente calcistico, se vogliamo di carriera: voleva giocare la Coppa del Mondo e il Marocco gli garantiva questa possibilità, la Francia invece ancora no.

BOSTON – Di Ayyoub Bouaddi si sa ormai quasi tutto, del suo talento per la matematica o di quando vinse una gara di eloquenza davanti a Brigitte Macron, e adesso anche quanto bene giochi, benché siano già due anni che il centrocampista del Lille si è prepotentemente affacciato sul palcoscenico internazionale, che frequenta da protagonista da quando ne aveva 16. Però ancora non si sa, o non si spiega, come mai un giocatore di quel calibro abbia scelto di giocare per il Marocco e non per la Francia. Patriottismo? Scelta di comodo? Nessuna delle due, Bouaddi ha fatto un ragionamento meramente calcistico, se vogliamo di carriera: voleva giocare la Coppa del Mondo e il Marocco gli garantiva questa possibilità, la Francia invece ancora no.

Non ha avuto voglia di pazientare e ai suoi amici la scelta l'ha spiegata così: "In una carriera ti possono capitare una o due occasioni di fare un Mondiale, non potevo rischiare di perderne una o di aspettare il 2030: da qui a quattro anni potrebbe succedere di tutto". Meglio divorarsi il presente, è stato il suo ragionamento.

Bouaddi in allenamento (afp)

Bouaddi capitano dell’U21 francese

In genere, i figli degli immigrati scelgono la nazionale delle loro origini perché in quella d'adozione difficilmente troverebbero spazio. È il caso, per restare al Marocco, di Brahim Diaz, che è arrivato soltanto alle porte della Spagna e a un certo punto s'è reso conto che oltre non sarebbe andato, perciò ha scelto di difendere i colori della patria dei suoi nonni. In altri casi c'è invece alla base un forte sentimento patriottico, per cui molti decidono per la terra d'origine prima ancora che la loro carriera prenda un indirizzo preciso: spesso incidono anche i problemi di integrazione, che animano sentimenti di rivalsa. Bouaddi, che fino a marzo è stato il capitano dell'under 21 della Francia, rappresenta invece la terza via, che potrebbe avere aperto proprio lui. La sua famiglia è perfettamente integrata in Francia, lui è uno studente brillante come anche le sue due sorelle, nel suo ambiente non c'è nessun segno di disagio sociale e insomma non ha scelto il Marocco come una specie di vendetta nei confronti del suo paese d'adozione. Lo ha fatto per ragionamento.

Bouaddi con la maglia della Francia U21 

Il pressing della federcalcio marocchina

Su di lui la federazione marocchina ha lavorato ai fianchi da oltre un anno. Nell'autunno scorso, l'ex ct Regragui, quello del quarto posto al Mondiale in Qatar, e il presidente della federcalcio marocchina sono andati a Lille per parlargli di persona: l'intenzione era di convincerlo a cambiare bandiera già per la Coppa d'Africa, ma lui non se l'è sentita di decidere così in fretta. La federazione francese è stata invece meno pressante, o meno attenta. Deschamps avrebbe potuto convocarlo per le amichevoli di marzo ma non lo ha fatto, considerando già completo un reparto che in ogni caso non è all'altezza dell'attacco, e forse neanche della difesa (dietro ai titolari Tchouaméni e Rabiot, ci sono Koné, Zaïre-Emery e Kanté: solo il primo sembra superiore a Bouaddi). Non ha neanche voluto fare una convocazione "politica", o dimostrativa: ha lasciato il ragazzo all'under 21.

Il no a Zidane

Qualcuno ha sussurrato che a corteggiare Bouaddi ci abbia allora provato Zidane in persona, vale a dire il sostituto designato di Deschamps, ma l'entourage del giocatore ha smentito seccamente. Ci sarebbe in ogni caso stato un sondaggio con un membro dello staff del futuro ct, che avrebbe reso nota tutta la stima di Zizou e la sua intenzione di offrirgli la maglia dei Bleus.

Il progetto che ha convinto Bouaddi

Il Marocco non ha però mollato la presa e a maggio Bouaddi ha infine ceduto: la prospettiva di giocare il Mondiale da titolare in una squadra ambiziosa (i fatti stanno confermando che l'ambizione è pienamente legittima) lo ha definitivamente convinto, ma è stato l'intero progetto marocchino a fare presa su di lui. La nazionale si allena in impianti all'avanguardia, la prospettiva del mondiale di casa (il Marocco ospiterà la Coppa del Mondo 2030 assieme con Spagna e Portogallo) è seducente e il capillare lavoro di reclutamento che la federazione sta facendo in tutta Europa sta garantendo ai Leoni dell’Atlante giocatori nuovi e sempre più interessanti.

(reuters)

La presenza del ct Ouahbi

Inoltre il nuovo ct, Mohamed Ouahbi, guida del giovane Marocco che l'anno scorso ha vinto il Mondiale under 20, propone un calcio moderno, offensivo, che privilegia il possesso palla e il controllo del gioco, tutti elementi che hanno ulteriormente convinto Bouaddi, consapevole che la Francia non gli avrebbe potuto offrire nessuna garanzia di questo genere. A Rabat hanno festeggiato, perché adesso in molti sono convinti che in futuro tanti altri giovani binazionali sceglieranno il Marocco per il solo fatto che lo ha scelto Bouaddi.

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