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Mbappé sbaglia un rigore, poi elimina il Marocco: 2-0, Francia in semifinale

L'esultanza di Mbappé (agf)

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Il fuoriclasse è impreciso dal dischetto, ma nella ripresa sblocca la gara prima di uscire per una botta alla caviglia. Dembélé completa l’opera. Ora per Deschamps la vincente di Spagna-Belgio
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Boston – Mbappé vuol essere Messi, è chiaro: sbaglia rigori come lui, segna gol anche più belli dei suoi, porta la Francia alla terza semifinale consecutiva e sa che in prospettiva sarà più di Messi, visto che non ha ancora 28 anni e quindi è più o meno a metà strada, mentre Leo sta per arrivare alla stazione finale. In quella battuta finora, ha fatto 20 reti in 20 partite mondiali, fa persino spavento immaginare dove possa arrivare avendo attorno, al contrario di Messi (e di chiunque altro), una squadra così forte che forse, ma molto forse, potrebbe addirittura fare a meno di lui e vincere lo stesso (l’Argentina no).

A tutto Mbappé: rigore sbagliato, gran gol e uscita per un pestone

Può anche capitare che finiremo per saperlo: ieri sera, a un quarto d’ora dalla fine, Kylian s’è accasciato a terra a ridosso della linea di metà campo per una botta alla caviglia, ha fatto una smorfia, ha chiesto il cambio. Lui è uno che si conosce e che si ferma alla prima avvisaglia, anche perché non e…

Boston – Mbappé vuol essere Messi, è chiaro: sbaglia rigori come lui, segna gol anche più belli dei suoi, porta la Francia alla terza semifinale consecutiva e sa che in prospettiva sarà più di Messi, visto che non ha ancora 28 anni e quindi è più o meno a metà strada, mentre Leo sta per arrivare alla stazione finale. In quella battuta finora, ha fatto 20 reti in 20 partite mondiali, fa persino spavento immaginare dove possa arrivare avendo attorno, al contrario di Messi (e di chiunque altro), una squadra così forte che forse, ma molto forse, potrebbe addirittura fare a meno di lui e vincere lo stesso (l’Argentina no).

A tutto Mbappé: rigore sbagliato, gran gol e uscita per un pestone

Può anche capitare che finiremo per saperlo: ieri sera, a un quarto d’ora dalla fine, Kylian s’è accasciato a terra a ridosso della linea di metà campo per una botta alla caviglia, ha fatto una smorfia, ha chiesto il cambio. Lui è uno che si conosce e che si ferma alla prima avvisaglia, anche perché non era il momento di rischiare. Nel frattempo, è stato lui a eliminare il Marocco per la seconda volta di fila (nel 2022 in semifinale, adesso ai quarti) e a sbloccare una gara chiusa a chiavistello con un destro a giro artistico. È di nuovo capocannoniere con Messi, è entusiasmante questa coabitazione provvisoria.

Mbappé con il ghiaccio sulla caviglia 

La strategia (perdente) del Marocco

Il Marocco ha provato a farcela trasformandosi in una squadra paludosa (paludoso era anche il clima, caldo e appiccicoso), ci ha attirato dentro la Francia, ha sperato che si impantanasse o perlomeno che si agitasse, perché con le sabbie mobili è così: più fibrilli e più vai giù. Non è successo. Ci sono stati in effetti dei momenti in cui i francesi si sono spazientiti per un attimo, affrettando un passaggio o forzando una giocata. Ma solo per un attimo. Poi hanno ripreso il filo della pazienza, vivendo dell’attesa della magia del loro quadrato magico. Il problema è che a guardia della palude c’era il portiere più forte del Mondiale e probabilmente del mondo, Yassine Bounou, che ha stoppato le sortite di Upamecano (di testa), Doué (da fuori) e soprattutto il rigore di Mbappé al 28’: già prima di tirarlo si è visto quanto la preoccupazione del tiratore fosse superiore a quella del paratore, Kylian conosceva la bravura di Bounou e ha preso tempo, ha puntato lo sguardo, ha interrotto la rincorsa e insomma non ha fatto nessun movimento davvero naturale, finendo per sbagliare per induzione, per ripensamento. La parata di Bounou non è stata neanche niente di che, per uno specialista come lui. O forse Mbappé ha voluto essere quasi uguale a Messi anche in questo.

Bounou ultimo baluardo

Il rigore era arrivato in una delle poche volte in cui il Marocco, schierato con un centravanti finto (Ouahbi ha sostituito l’infortunato Saibari con l’esterno El Khannous, ma certe volte a fare il 9 è andato persino Hakimi), aveva ficcato il naso fuori dalla palude: Hakimi ha perso una palla a ridosso della linea di fondo e da lì è scattato un contropiede micidiale, stroncato dalla falciata di Mazraoui a Mbappé. Ma tanto c’era Bounou. Il primo tempo s’è chiuso con un terrificante sinistro di Digne da lontanissimo che ha scheggiato la traversa.

Contro la Francia non basta neanche la gara perfetta

Va però precisato che la palude non è un bunker. I marocchini non si sono limitati a una partita distruttiva di stile paraguaiano, la loro difesa è stata organizzazione: tra il giocatore più arretrato e quello più avanzato gli spazi erano ridottissimi, tutti si sono mossi in armonia, il gioco duro non è mai stato preso in considerazione e nemmeno quello sporco, il palleggio è sempre stato preciso, attento, casomai si aprisse un varco. Ma con la Francia puoi organizzare la partita perfetta, non basterà a meno che non siano i francesi a farla bastare. Sul rigore Mbappé aveva dato l’idea di essere di quell’orientamento, ma era una falsa impressione, perché non appena ha avuto dieci centimetri di libertà li ha usati molto meglio degli undici metri di prima: in quel minimo spazio ha creato, da fermo, un destro a giro impossibile da imitare e anche da parare, tant’è che persino Bounou non ce l’ha fatta.

Il sigillo di Dembélé

Un primo tentativo del Marocco di adattarsi a una partita diversa lo ha portato a scomporsi, e subito è arrivato il contropiede del 2-0 che Dembélé ha chiuso con un tiro dall’interno a fil di palo (filissimo). La Francia si può fermare soltanto da sé.

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