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Se Olise sembra Roberto Bolle

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La rubrica Schermaglie
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Massimo rispetto per chi rivede quelle immagini e si commuove: ma, nell’opinione di molti tifosi, l’oceano di rievocazioni del Mondiale vinto 20 anni fa alla fine produrrà sì molte lacrime. E però dovute soprattutto al confronto con l’infinita tristezza calcistica del presente.

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A Dribbling Mondiali (Raidue) Domenico Marocchino si spertica in elogi a Olise, lo paragona a Roberto Bolle — e vabbè — ma poi lancia un’ipotesi suggestiva: «Secondo me Olise non suda mai».

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Sul tema scommesse è sempre tutto molto labile. Il caso Adinolfi fa riflettere soprattutto sul fatto che in teoria giocare collettivamente alle moderne scommesse non serve a nulla, visto che ognuno può giocare la sua parte da solo e vincere, ma soprattutto perdere, uguale. Ovvero, il caso Adinolfi ribadisce un celebre assioma lanciato a suo tempo da Wanna Marchi, che qui non si può riportare per alcun motivo.

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Gli appassionati di tennis, soprattutto quelli occasionali, sono nuovamente sconcertati dai recenti svilu…

Massimo rispetto per chi rivede quelle immagini e si commuove: ma, nell’opinione di molti tifosi, l’oceano di rievocazioni del Mondiale vinto 20 anni fa alla fine produrrà sì molte lacrime. E però dovute soprattutto al confronto con l’infinita tristezza calcistica del presente.

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A Dribbling Mondiali (Raidue) Domenico Marocchino si spertica in elogi a Olise, lo paragona a Roberto Bolle — e vabbè — ma poi lancia un’ipotesi suggestiva: «Secondo me Olise non suda mai».

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Sul tema scommesse è sempre tutto molto labile. Il caso Adinolfi fa riflettere soprattutto sul fatto che in teoria giocare collettivamente alle moderne scommesse non serve a nulla, visto che ognuno può giocare la sua parte da solo e vincere, ma soprattutto perdere, uguale. Ovvero, il caso Adinolfi ribadisce un celebre assioma lanciato a suo tempo da Wanna Marchi, che qui non si può riportare per alcun motivo.

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Gli appassionati di tennis, soprattutto quelli occasionali, sono nuovamente sconcertati dai recenti sviluppi. L’altro giorno nell’arco di tre ore si è passati da “L’Italia del tennis si prende il mondo intero” a: “Beh, certo, in fondo c’è solo lui. E se non fosse per lui… Che poi, italiano, mah, insomma…”.

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Carlo Ancelotti si è speso parecchio alla guida del Brasile, ha perfino imparato a memoria l’inno da cantare a squarciagola e con trasporto. Ma uno come Romario non si è lasciato intenerire e ha espresso una qualche perplessità usando un giro di parole: «È una vergogna. Se fossi il presidente della federazione gli strapperei il contratto e vaffanc…».

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Osservatorio titoli flash di calciomercato sui social, ovvero quell’irruzione di notizie in estrema sintesi che ravviva molte ore vuote del Mondiale. Ieri spiccava “Südtirol, è fatta per Niklas Pyythia dal Bologna in prestito secco”. Ma soprattutto un altro, che sembrava un messaggio in codice in tempo di guerra: “Gaetano è atterrato a Linate”.

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Paolo Paganini: «Siamo collegati con Domenico Marocchino da casa sua e ovviamente è davanti alla libreria per far vedere quanti volumi possiede». Marocchino: «Veramente qui è l’unico angolo della casa dove prende l’Ipad». (Dribbling Mondiali, Raidue).

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