Miami – Ci sono tre modi di farsi eliminare dal Mondiale: da eroi, tipo Capo Verde, cacciando l’allenatore (lo hanno già fatto in 12, la Tunisia ancora prima di essere spedita a casa) oppure lamentandosi dell’arbitro, con toni e contenuti diversi: lo hanno fatto l’Egitto, la nazionale più vociante, ma anche la Svizzera, che ha contestato contro l’Argentina la seconda ammonizione di Embolo decisa alla moviola (il ct Yakin: «Ha perso la testa»), e la Norvegia per il caso ormai noto come cablegate o “il cavo di Dio”.
Cosa è successo
È successo che il pareggio inglese sia arrivato dopo che un lungo rinvio del portiere Nyland è spiovuto quasi all’improvviso all’altezza del centrocampo, dove l’ha raccolto Anderson, che ha avviato l’azione dell’1-1. Nyland l’ha fatto notare subito all’arbitro: il pallone avrebbe colpito il cavo su cui si muove la cosiddetta spidercam, la telecamera sospesa che riprende il campo dall’alto, altrimenti non si spiegherebbe quel cambio improvviso di traiettoria. …
Miami – Ci sono tre modi di farsi eliminare dal Mondiale: da eroi, tipo Capo Verde, cacciando l’allenatore (lo hanno già fatto in 12, la Tunisia ancora prima di essere spedita a casa) oppure lamentandosi dell’arbitro, con toni e contenuti diversi: lo hanno fatto l’Egitto, la nazionale più vociante, ma anche la Svizzera, che ha contestato contro l’Argentina la seconda ammonizione di Embolo decisa alla moviola (il ct Yakin: «Ha perso la testa»), e la Norvegia per il caso ormai noto come cablegate o “il cavo di Dio”.
Cosa è successo
È successo che il pareggio inglese sia arrivato dopo che un lungo rinvio del portiere Nyland è spiovuto quasi all’improvviso all’altezza del centrocampo, dove l’ha raccolto Anderson, che ha avviato l’azione dell’1-1. Nyland l’ha fatto notare subito all’arbitro: il pallone avrebbe colpito il cavo su cui si muove la cosiddetta spidercam, la telecamera sospesa che riprende il campo dall’alto, altrimenti non si spiegherebbe quel cambio improvviso di traiettoria. Ma Turpin non si è accorto di nulla, altrimenti avrebbe dovuto interrompere il gioco e restituire il pallone alla Norvegia, né se n’è accorto il chip che sta dentro il Trionda, quello stesso sensore che aveva invece percepito l’impercettibile tocco di capelli del croato Matanović che aveva messo in fuorigioco il compagno Gvardiol, facendone annullare il gol del pareggio contro il Portogallo. Qualcuno lo ha già chiamato il chip Donald.
Embolo è stato invece tradito dalla nuova regola, che consente al Var di intervenire in caso di scambio di persona su un giallo (l’arbitro Pinheiro aveva ammonito Paredes per il fallo e non lo svizzero per la simulazione).
Il papà di Haaland e il ct Solbakken
La Norvegia ci è rimasta male. «Spero che il Mondiale lo vinca l’Inghilterra, ma oggi mi sono sentito derubato», ha twittato Haaland senior. Il centrocampista Berge si è spinto un poco più in là: «È ridicolo, questo gol con il filo». Ma alla fine ci si rassegna, come ha fatto il ct Solbakken: «Io non me ne ero accorto, ma tutti gli altri in panchina sì, visto che il pallone è praticamente precipitato. Ma cosa ci possiamo fare, questo è».
L’addio alla nazionale che più si è fatta amare
Torna così a casa una delle nazionali più coinvolgenti di questa Coppa del mondo, sia per la passione che ci hanno messo i loro tifosi (la viking row ha già fatto epoca) sia per la genuinità di Haaland, la prima stella di primissima grandezza (Vinicius è un gradino sotto, Ronaldo ormai è quello che è) di questo Mondiale ad andarsene a casa: «Sono stati 40 giorni surreali, delle montagne russe di emozioni, faccio ancora fatica a realizzarla. Sono state le settimane più belle della mia vita, questa Coppa del mondo ha unito il paese e credo che cambierà per sempre sia me sia la Norvegia».