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Sensazionale Spagna: domina 2-0 la Francia e va in finale

La seconda rete spagnola di Pedro Porro (afp)

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A Dallas partita sorprendentemente senza storia. Un rigore di Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio di Pedro Porro nella ripresa mandano la squadra di De la Fuente a sfidare domenica prossima Argentina o Inghilterra
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Dallas – Due gol e nessun altro tiro, ma d’altronde cosa se ne sarebbe fatta la Spagna di un inutile sfoggio di imprecisione se per battere la Francia, che era e resta il gruppo di giocatori più forte del mondo ma evidentemente non la squadra, le è bastata la meravigliosa precisione del calcio perfetto. Ha difeso senza falli, attaccato senza sprechi, orchestrato il gioco come se ogni giocatore fosse connesso, come un organismo vivo di nervi, vene e neuroni dove il pallone scorre come sangue, fluisce come pensiero. È stato un 2-0 senza storia, firmato dal centravanti meno centravanti che ci sia ma che segna esattamente come un centravanti, e da un terzino che ha diritto di cittadinanza anche se la sua tecnica pura non è quella di Yamal o di Olmo. La Francia dopo la finale per il terzo posto saluterà Deschamps, tra 4 anni a riprovarci sulla panchina del Bleus sarà Zinedine Zidane.

Dallas – Due gol e nessun altro tiro, ma d’altronde cosa se ne sarebbe fatta la Spagna di un inutile sfoggio di imprecisione se per battere la Francia, che era e resta il gruppo di giocatori più forte del mondo ma evidentemente non la squadra, le è bastata la meravigliosa precisione del calcio perfetto. Ha difeso senza falli, attaccato senza sprechi, orchestrato il gioco come se ogni giocatore fosse connesso, come un organismo vivo di nervi, vene e neuroni dove il pallone scorre come sangue, fluisce come pensiero. È stato un 2-0 senza storia, firmato dal centravanti meno centravanti che ci sia ma che segna esattamente come un centravanti, e da un terzino che ha diritto di cittadinanza anche se la sua tecnica pura non è quella di Yamal o di Olmo. La Francia dopo la finale per il terzo posto saluterà Deschamps, tra 4 anni a riprovarci sulla panchina del Bleus sarà Zinedine Zidane.

Spagna perfetta, Francia frustrata

La Francia troppo presto ha ceduto alla frustrazione di chi non sa come intaccare la perfezione, nel paradosso di una partita di livello altissimo e quasi senza occasioni da gol a parte i gol, ma queste erano due squadre talmente forti da riuscire a limitare la forza altrui, ed è per questo che s’è visto del calcio vibrante, giocato al limite delle possibilità, ma non esuberante, non può esserlo quando tutti stanno perfettamente in campo, in quest’attico della tattica. L’equilibrio non poteva che essere stravolto da uno sbaglio: Digne ha cercato di colpire un pallone che stava spiovendo, guardava in alto senza accorgersi che dal basso stava arrivando Lamine Yamal, così alla fine anziché la palla ha dato un calcio a lui. Il gelido Oyarzabal il rigore (una delle poche decisioni giuste di un arbitro inadeguato, il salvadoregno Barton, del quale si è lamentato anche Deschamps) non lo ha sbagliato.

Il rigore che ha spaccato la partita

In quel momento la Spagna ha preso il comando, risultando più fredda, più lucida, più padrona di sé (un gol di vantaggio agevola freddezza, lucidità e padronanza, in effetti), mentre la Francia non completava contropiede per centimetri ma soprattutto pativa l’inattesa assenza di Olise, sparito chissà dove, spostato ora in fascia e ora di nuovo al centro, senza che ci fosse un posto in cui trovasse tracce di sé. La Francia non ha così potuto essere superiore dove in teoria lo sarebbe, cioè tra i lati del carré magique, la Spagna invece sì, perché a centrocampo Olmo, Rodri e Fabián hanno giganteggiato, non soltanto per la qualità del palleggio ma nel paziente lavoro di cucitura e recupero del pallone, contribuendo alla totale assenza di sofferenza dei colleghi di difesa, che hanno contenuto anche chi, al contrario di Olise, era sveglio, cioè Mbappé e Barcola, tenendoli sempre sul filo del fuorigioco e non cadendo mai nella trappola dell’uno contro uno.

L’essenzialità della Spagna

Neanche la Francia, a dire il vero, in difesa ha sofferto, ma era inevitabile che prima o poi le capitasse, con tutta la delicatezza di quel palleggio e la concretezza nella quale gli spagnoli sapevano tradurlo. Non c’è mai stata una giocata fine a sé stessa, soltanto pregevolissima essenzialità poi sublimata dal gol del raddoppio, segnato dal più rude degli spagnoli in campo, il terzino destro Porro, e architettato dal più intelligente, Dani Olmo, le cui intuizioni la Francia non ha mai capito. I Bleus ne sono rimasti annichiliti. Se prima giocavano in dieci, poi sono rimasti in nove perché anche Dembélé si è dato alla macchia, chissà perché tutti sono spariti al momento buono. Mbappé continuava a cercarli e non li trovava mai, persino lui da solo non può nulla, di fronte alla precisione artistica nel collettivo più organizzato del mondo. Vien quasi da pensare che Lamine Yamal non voglia uscire dalle righe perché in questa squadra è così bello essere uno come tutti gli altri.

Francia (4-2-3-1) Maignan 6 — Koundé 6, Upamecano 5.5, Saliba 6 (30’ st Lacroix 6), Digne 4.5 (28’ st T.Hernandez sv) — Tchouaméni 5, Rabiot 6.5 (1’ st Koné 5), — Dembélé 5, Olise 4 (28’ st Cherki sv), Barcola 5.5 (12’ st Doué 5) — Mbappé 6. Ct Deschamps 5.

Spagna (4-3-3) Simon 7 — Porro 7.5, Cubarsí 7.5, Laporte 7, Cucurella 6 — Olmo 7.5 (33’ st Merino sv), Rodri 6.5, Fabian 7 (33’ st Pedri sv) — Yamal 7, Oyarzabal 7 (29’ st Torres sv), Baena 6 (39’ st N. Williams 6. Ct De la Fuente 8.

Arbitro: Barton (Slv) 5. Reti: nel pt, 22' Oyarzabal (rigore); nel st, 13' Porro

Note: ammoniti Rabiot, Cucurella, Mbappé. Spettatori 70.176

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