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Mbappé o Yamal, Francia-Spagna ha il sapore della finale

Mbappé e Yamal 

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A Dallas la partita più attesa tra le due squadre regine d’Europa: qualità e idee che influenzano il Vecchio Continente
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Non più Italia-Germania o Argentina-Brasile, il classico del calcio moderno è Francia-Spagna: c’è meno storia a incombere, ci sono meno tradizioni da rispettare, però nel terzo millennio (e anzi un po’ prima, visto il titolo mondiale francese del 1998) il pallone va dove decidono loro, che per decenni sono state invece presenze marginali nel calcio internazionale e oggi hanno Mbappé, Lamine Yamal e attorno a loro due squadre fortissime. Proponevano campioni (Platini) o squadroni (Real, Barcellona), ma nei grandi tornei restavano poco e uscivano presto, salvo sporadiche eccezioni. È significativo che il primo confronto ufficiale tra le due semifinaliste di oggi sia tutto sommato abbastanza recente, la finale dell’Europeo 1984 che la Francia di Platini vinse, in casa, per 2-0, punizione di Michel e papera di Arconada. La Spagna è una nazionale spesso velleitaria (basti pensare alla figuraccia del Mundial ’82: fuori al primo turno), la Francia un elegante avversario che non era mai davve…

Non più Italia-Germania o Argentina-Brasile, il classico del calcio moderno è Francia-Spagna: c’è meno storia a incombere, ci sono meno tradizioni da rispettare, però nel terzo millennio (e anzi un po’ prima, visto il titolo mondiale francese del 1998) il pallone va dove decidono loro, che per decenni sono state invece presenze marginali nel calcio internazionale e oggi hanno Mbappé, Lamine Yamal e attorno a loro due squadre fortissime. Proponevano campioni (Platini) o squadroni (Real, Barcellona), ma nei grandi tornei restavano poco e uscivano presto, salvo sporadiche eccezioni. È significativo che il primo confronto ufficiale tra le due semifinaliste di oggi sia tutto sommato abbastanza recente, la finale dell’Europeo 1984 che la Francia di Platini vinse, in casa, per 2-0, punizione di Michel e papera di Arconada. La Spagna è una nazionale spesso velleitaria (basti pensare alla figuraccia del Mundial ’82: fuori al primo turno), la Francia un elegante avversario che non era mai davvero svantaggioso da affrontare.

Dopo Platini ha dovuto aspettare Zidane e la prima vera generazione mista, quella del titolo Mondiale del 1998 e dell’Europeo del 2000, anche se la vera svolta è arrivata quando in nazionale è arrivato Deschamps, nel 2012: Didier ha gestito ondate su ondate di giovani fenomeni, li ha lanciati e poi ha aspettato quelli dopo. Nel 2008 ha cominciato a vincere la Spagna, con lo spirito collettivo del Barcellona di Xavi e Iniesta e da allora il mondo è stato sostanzialmente un affare a due: non ci può essere partita di contenuti tecnici più elevati di Francia-Spagna, che l’anno scorso fu la semifinale di Nations League (5-4 per gli spagnoli!), due anni fa di Euro 2024 (ancora la Spagna), nel 2021 finale di Nations League (Francia). Mancava una sfida di questo livello, perché le due squadre non si sono mai affrontate a questo punto del Mondiale (al massimo agli ottavi, nel 2006): sarebbe stato giusto che fosse una finale, la qualità del gioco proposto finora da Argentina e Inghilterra non è nemmeno paragonabile.

Kylian Mbappe dopo la vittoria sul Paraguay

 

Dal 2014 la Francia ha fatto un quarto di finale, due finali e questa semifinale. La Spagna, campione del 2010, nella Coppa del mondo ha faticato di più (questa è la sua seconda semifinale dopo il titolo vinto nel 2010, nel 1950 arrivò quarta ma c’era un girone finale), ma dal 2008 ha vinto tre Europei e uno l’ha perso in semifinale (con noi). Ha anche vinto una Nations League, un oro e un argento olimpici. Ma il vero dato che segna la tendenza è nel numero di giocatori che stanno in Premier League, cioè al top: i francesi sono 33 e rappresentano la colonia più numerosa, gli spagnoli meno (19) ma solo perché il loro campionato è il secondo più competitivo, si emigra poco e difatti De la Fuente potrebbe fare una nazionale anche solo di spagnoli di Spagna, e sarebbe fortissima.

La Spagna ha imposto uno stile, la Francia la variabilità dei suoi. Gli spagnoli hanno influenzato col modo di intendere il gioco, i francesi con i giocatori. La sintesi perfetta è il Psg allenato da uno spagnolo, mentre pochi anni fa il dominio l’ha esercitato il Real allenato da un francese, Zidane. Da Guardiola in poi le idee nuove del calcio iberico hanno fatto tendenza, si sono diffuse a macchia d’olio, hanno diramato nuovi modi di intendere il guardiolismo che Luis Enrique ha sublimato: qui, per esempio, più di una squadra ha battuto il calcio d’inizio alla maniera del Psg, spedendolo al fallo laterale per guadagnare subito terreno. Della Francia non si può dire che abbia uno stile di gioco definito né che ci siano allenatori francesi che abbiano fatto scuola, neanche Deschamps che è stato anzi spesso accusato di un difensivismo un po’ rétro. Però le transizioni veloci, le ali creative, gli attaccanti eclettici sono modelli a cui molti vivai si sono ispirati, tant’è vero che oggi il tipo di calciatore di ala più ricercato è l’ala alla Dembélé, dribbling e dinamismo.

Ieri Lamine Yamal ha compiuto 19 anni, oggi la Repubblica francese qualcuno in più.

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