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Argentina, la vicepresidente Villarruel prima della semifinale mondiale: “Inglesi pirati usurpatori”

La foto postata su X dalla vicepresidente argentina Villarruel: "Che i pirati piangano" 

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L’attacco sui social della vice di Milei: “Non è una partita come le altre”. E rievoca lo scontro per le isole Falkland
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Che fosse anche una partita politica lo si era capito. Nel dubbio, la vicepresidente argentina Victoria Villarruel ci ha tenuto a ricordarlo: “Giochiamo contro gli inglesi, pirati usurpatori”. Non il più diplomatico dei messaggi, quello pubblicato su X a poche ore dalla semifinale dei Mondiali. Una posizione molto distante da quella presa dal commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni, che invece aveva cercato di distendere gli animi: “È solo una partita di calcio, teniamo separate le due sfere”. Il tentativo di mediazione non ha funzionato benissimo. Perché la numero due del Paese Villarruel, da mesi in contrasto con il presidente Javier Milei, ha scelto di infuocare l’atmosfera che precede l’incontro: “Non è solo una partita di calcio. Contro gli inglesi è sempre qualcosa in più”.

Il messaggio pubblicato su X dalla vicepresidente argentina 

La vicepresidente: “Non sarà mai una parti…

Che fosse anche una partita politica lo si era capito. Nel dubbio, la vicepresidente argentina Victoria Villarruel ci ha tenuto a ricordarlo: “Giochiamo contro gli inglesi, pirati usurpatori”. Non il più diplomatico dei messaggi, quello pubblicato su X a poche ore dalla semifinale dei Mondiali. Una posizione molto distante da quella presa dal commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni, che invece aveva cercato di distendere gli animi: “È solo una partita di calcio, teniamo separate le due sfere”. Il tentativo di mediazione non ha funzionato benissimo. Perché la numero due del Paese Villarruel, da mesi in contrasto con il presidente Javier Milei, ha scelto di infuocare l’atmosfera che precede l’incontro: “Non è solo una partita di calcio. Contro gli inglesi è sempre qualcosa in più”.

Il messaggio pubblicato su X dalla vicepresidente argentina 

La vicepresidente: “Non sarà mai una partita come le altre”

Il motivo? Le contese isole Falkland, “Malvinas” per gli argentini. La ferita, aperta nel 1982 con il tentativo – fallito – di strappare quei territori d’oltremare al Regno Unito, non s’è mai rimarginata. Tanto che, durante il suo mandato, il presidente Javier Milei ha più volte rivendicato la sovranità argentina sulle isole, cercando – invano, per ora – la sponda e il sostegno dell’amico Donald Trump. “Non sarò politicamente corretta né fredda di cuore. Per le Malvinas, per Diego (Maradona), per l'ultima di Leo (Messi)”, tuona Villarruel citando i versi della canzone "La cuarta estrella", la stessa che cantano, nello spogliatoio, i protagonisti della nazionale. “Si tratta frenare gli invasori. Forza Argentina! Perché fino al nostro ultimo respiro continueremo a rivendicare ciò che è nostro!", conclude.

Lo scontro social: interviene l’ex consigliere britannico di Margaret Thatcher

Dopo la pubblicazione del post, è cominciato anche uno scambio di messaggi su X tra il ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno e Nile Gardiner, ai tempi consigliere dell'ex premier britannica Margaret Thatcher. Gardiner sostiene che la disputa sia stata risolta con la guerra del 1982 e che le isole "sono britanniche e lo saranno per sempre". L’ex consigliere ha poi pubblicato la foto di Thatcher che celebra con i soldati delle forze armate britanniche dopo la vittoria nella Guerra delle Falkland. Quirno ha replicato, richiamando la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del novembre 1982, secondo cui il conflitto non ha modificato la natura giuridica della controversia sulla sovranità e che invita entrambe le parti a riprendere i negoziati per una soluzione pacifica.

Le polemiche per il divieto di bandiere delle Malvinas allo stadio

Ma le polemiche non finiscono qui. Il divieto di esporre bandiere argentine con l'effigie delle Malvinas dentro lo stadio di Atlanta, teatro della semifinale, ha scatenato le proteste dell’opposizione. Che punta il dito contro il presidente Milei, accusato di essersi piegato alle richieste della Fifa e delle autorità statunitensi.

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