Il Mondiale è una cosa seria e de la Fuente non ha alcuna voglia di scherzare. I fischi dei tifosi, le domande dei vip, Messi che decide di partecipare a una e non all’altra che sarebbe obbligatoria. Un’americata. Lo show made in Usa. La finale? Un pretesto per un biglietto da 80 dollari e una conferenza con i tifosi. Per uno serio e composto come il ct spagnolo è troppo.
Cosa è successo
Oltre alle conferenze stampa obbligatorie, quest'anno è stato organizzato dalla Fifa un evento, a pagamento ça va sans dire, in una sala del Javits Center di Manhattan. Non c’erano giornalisti, c’erano le star. Sul palco i giocatori di Spagna e Argentina, i finalisti, dietro al microfono Tom Brady, Djokovic, Durant e Rio Ferdinand. Ad ascoltare i tifosi che hanno sborsato poco più di 80 dollari per essere lì. E poter fischiare a piacimento.
De La Fuente si infuria
Ed è qui che Messi (che non ha partecipato alla conferenza tradizionale non rispettando una regola sacra, da capitano avrebbe dovuto invece no ha partecipato solo all’evento a pagamento) ha parlato della foto del bagnetto con Yamal, attualmente la foto più famosa del mondo. La domanda? Di Tom Brady. La risposta di Leo: “Pazzesco”. Scaloni, per partecipare allo show a pagamento, si è presentato con 40 minuti di ritardo. Ma il peggio è capitato a de la Fuente.
Il ct viene presentato. Inizia a parlare e partono i fischi. I fischi? A un evento? A una conferenza? Certo, se i tifosi argentini pagano, entrano e fischiano. De la Fuente si innervosisce. Aspetta e poi chiede “rispetto, che serve sempre ed è dovuto a tutti”. Poi se ne va irritato perché gli è sembrato di partecipare a una festa per Messi e l’Argentina.