Milano – L’Olimpiade atterra sul ghiaccio della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena alle 14.40, quando azzurre e francesi apriranno il loro torneo di hockey scontrandosi in una gara che può già valere un posto ai quarti. Il girone B, da 5 squadre, taglia solo le ultime due: con Italia e Francia ci sono Germania, Svezia e Giappone. Si può fare, sarebbe storico, perché nella sua unica partecipazione al femminile, vent’anni fa, l’Italia chiuse con tutte sconfitte, un solo gol fatto e 32 subiti. Le migliori (Usa, Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svizzera) sono nel gruppo A.
L’importanza delle oriunde
L’obiettivo di «fare bella figura» è l’ossessione del gruppo azzurro, guidato dalla capitana Nadia Mattivi. Ma è un’Italia che nasconde dietro la foglia d’acero le sue debolezze strutturali: su 23 convocate, 5 sono nate in Canada (e 3 negli Usa). Una di loro è la campionessa olimpica 2014 e argento 2018 Laura Michele Fortino, l’unica ad aver già rigato il ghiaccio dei Giochi, ma con la na…
Milano – L’Olimpiade atterra sul ghiaccio della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena alle 14.40, quando azzurre e francesi apriranno il loro torneo di hockey scontrandosi in una gara che può già valere un posto ai quarti. Il girone B, da 5 squadre, taglia solo le ultime due: con Italia e Francia ci sono Germania, Svezia e Giappone. Si può fare, sarebbe storico, perché nella sua unica partecipazione al femminile, vent’anni fa, l’Italia chiuse con tutte sconfitte, un solo gol fatto e 32 subiti. Le migliori (Usa, Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svizzera) sono nel gruppo A.
L’importanza delle oriunde
L’obiettivo di «fare bella figura» è l’ossessione del gruppo azzurro, guidato dalla capitana Nadia Mattivi. Ma è un’Italia che nasconde dietro la foglia d’acero le sue debolezze strutturali: su 23 convocate, 5 sono nate in Canada (e 3 negli Usa). Una di loro è la campionessa olimpica 2014 e argento 2018 Laura Michele Fortino, l’unica ad aver già rigato il ghiaccio dei Giochi, ma con la nazionale del suo paese d’origine. Tutte esordienti le altre ragazze alla guida del ct (ovviamente) canadese Eric Bouchard, nominato a ottobre, quando la squadra era a grandi linee disegnata. Dove non arrivano la buona volontà e quel che passa il modesto campionato italiano (7 squadre), c’è il generoso assist del regolamento internazionale: per le donne dell’hockey la naturalizzazione arriva dopo appena 2 anni trascorsi nel campionato del paese di cui si vuol difendere la bandiera.
Giocatrici fuori dai radar delle grandi nazionali
Così nel 2023 alle società italiane — come l’Usg Zoldo del presidente Tito Meneghetti — arrivarono mail di giocatrici fuori dai radar delle grandi nazionali disposte a cambiare bandiera in vista di Milano Cortina. Meneghetti, che sul vivaio ha costruito le fortune della minuscola società veneta, disse no. A Bolzano, di mentalità più aperta verso le “italo”, andarono le sovvenzioni federali. «A chi ci ha chiesto di venire solo per poter giocare le Olimpiadi — ricorda Meneghetti — ho detto di andare altrove».
Saletta: “Gioco a hockey nel nome di mio padre”
Ora bisogna raccogliere quel che sarà possibile. Tra dicembre e gennaio Bouchard ha portato tutte le azzurre in ritiro a Montreal per sette settimane. «Il nostro è un mix ambizioso» racconta Carola Saletta, laurea in giurisprudenza con tesi discussa a poche ore da un match con l’Italia ai Mondiali 2018 e master a Ginevra, oggi una delle migliori giocatrici del campionato svizzero, «e l’arrivo delle ragazze nate all’estero ci ha sicuramente rafforzato». Saletta, originaria di Torre Pellice, è nata con i pattini ai piedi, «ma ho fatto mille sport, dallo sci alla ginnastica artistica. Perché l’hockey? Perché era lo sport di mio padre, scomparso quando avevo 16 anni. Da allora gioco anche per lui. Mia madre era così felice che fossi nata donna... ma all’hockey ci sono arrivata lo stesso, chi l’ha detto che è solo uno sport di maschi? Al primo allenamento mi portò una mia amica delle elementari. La Val Pellice è l’unica enclave dell’hockey nelle Alpi Occidentali. E io lo amo per quella sensazione di leggerezza che ti dà e che sugli sci avevo perduto. Fare bene alle Olimpiadi sarà importante per tutto il movimento. Vogliamo vedere più bambine sul ghiaccio». «Abbiamo un piano preciso» spiega Bouchard, l’head coach, «dominare i dettagli, limitare gli errori, gestire bene il disco, seguire il gioco con attenzione. Queste sono le Olimpiadi, godiamocele e facciamo vedere le nostre qualità. C’è tanta fiducia». La Francia è 14ª nel ranking mondiale, l’Italia è 17ª. L’occasione per le azzurre è gigantesca.