Milano – Cerimonia d’apertura con censura? Questa sembrerebbe la sorte del rapper Ghali (ma è la sua versione), invitato non senza polemiche all’inaugurazione milanese dei Giochi. «Non ho potuto più cantare l’Inno» ha scritto sui social. E la poesia sulla pace, oggetto finale della sua performance di stasera sul palco di San Siro, sarebbe stata modificata al volo: «Poteva contenere più di una lingua, ma quella araba all’ultimo era di troppo».
Ghali e il ricordo di due anni fa a Sanremo
Hanno messo la museruola all’artista che da giorni è lo spauracchio del centrodestra? Forse sì. O forse è solo un avviso preventivo agli organizzatori, i quali hanno il terrore che Ghali si produca in un altro show tipo quello a Sanremo, due anni fa, quando a proposito di Gaza usò il termine «genocidio». Ancora si discuteva se lo fosse (oggi è acclarato), e il rapper fu tra i primi a chiamare le cose con il loro nome. Da lì in avanti, non ha perso occasione per attaccare il governo Meloni: «Stare in alt…
Milano – Cerimonia d’apertura con censura? Questa sembrerebbe la sorte del rapper Ghali (ma è la sua versione), invitato non senza polemiche all’inaugurazione milanese dei Giochi. «Non ho potuto più cantare l’Inno» ha scritto sui social. E la poesia sulla pace, oggetto finale della sua performance di stasera sul palco di San Siro, sarebbe stata modificata al volo: «Poteva contenere più di una lingua, ma quella araba all’ultimo era di troppo».
Ghali e il ricordo di due anni fa a Sanremo
Hanno messo la museruola all’artista che da giorni è lo spauracchio del centrodestra? Forse sì. O forse è solo un avviso preventivo agli organizzatori, i quali hanno il terrore che Ghali si produca in un altro show tipo quello a Sanremo, due anni fa, quando a proposito di Gaza usò il termine «genocidio». Ancora si discuteva se lo fosse (oggi è acclarato), e il rapper fu tra i primi a chiamare le cose con il loro nome. Da lì in avanti, non ha perso occasione per attaccare il governo Meloni: «Stare in alto in cambio di tutto questo sangue? Tutto questo per cosa? Per avere un po’ di potere per altri quanti anni? Ma sono certo che, prima o poi, il conto arriva». Con simili premesse, il palcoscenico planetario delle Olimpiadi non può lasciare tranquillo chi comanda in Italia.
Ghali, la Lega e Israele
«Ghali è un odiatore di Israele e del centrodestra» aveva dichiarato la Lega, accusando fortemente chi aveva pensato di invitarlo stasera. A quel punto, anche il ministro dello Sport Abodi aveva dovuto precisare: «Il rispetto, al centro dei valori olimpici, azzera i rischi di libera interpretazione», dicendosi sicuro che quel discolo di Ghali alla fine avrebbe fatto il bravo. Ma adesso ne sono convinti in pochi.Oppure, invece, il rapper ha solo voluto mettere le mani avanti per le cose che non dirà, dichiarando che qualcuno non gliele ha fatte dire. Niente Inno di Mameli davanti a Mattarella e a una cinquantina di potenti del mondo: Ghali per qualcuno non è abbastanza italiano? E quando sarà il momento di leggere la già famosa poesia, l’artista si tratterrà dalla tentazione di improvvisare? «Lo so che anche un mio silenzio fa rumore», scrive, chiudendo il post con un’autocitazione: «So che è tutto un Gran Teatro». Guarda caso, il titolo dell’ultimo tour. Ghali è rapper, ma anche promoter.