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Dominik Fischnaller, l’intervista: “Abbiamo una pista, adesso la medaglia”

Dominik Fischnaller 

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L’azzurro dello slittino in gara oggi e domani alle Olimpiadi di Milano Cortina: “L’impianto è meraviglioso e nessuno lo conosce come me”
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CORTINA – Dominik Fischnaller sorride come un bambino mentre mette in verticale il suo slittino, fa brillare i pattini al primo sole dell’Olimpiade dopo la nebbia e le nuvole dei giorni scorsi, abbraccia i compagni Leon Felderer e Alex Gufler. «Bella, bella, anzi bellissima». Vista di sera, la pista Eugenio Monti è un fascio di luce che zigzaga sulla collina di Ronco, spogliata di 560 larici, piantumati altrove. Circa 130 milioni di euro per impedire che il Cio portasse l’Olimpiade di slittino, bob e skeleton altrove. L’azzurro è stato anche protagonista della cerimonia di apertura, con la lettura del giuramento olimpico condivisa con Stefania Constantini.

La pista Eugenio Monti. La pista di casa dopo una vita per voi azzurri, Fischnaller.

«Adesso abbiamo un vantaggio che non avevamo mai avuto prima: nessuno conosce meglio di noi questa pista. Ci siamo allenati tantissimo, potremmo percorrerla bendati. Dalla sua omologazione siamo tornati in vari stage. Ci siamo stati tutta l’ult…

CORTINA – Dominik Fischnaller sorride come un bambino mentre mette in verticale il suo slittino, fa brillare i pattini al primo sole dell’Olimpiade dopo la nebbia e le nuvole dei giorni scorsi, abbraccia i compagni Leon Felderer e Alex Gufler. «Bella, bella, anzi bellissima». Vista di sera, la pista Eugenio Monti è un fascio di luce che zigzaga sulla collina di Ronco, spogliata di 560 larici, piantumati altrove. Circa 130 milioni di euro per impedire che il Cio portasse l’Olimpiade di slittino, bob e skeleton altrove. L’azzurro è stato anche protagonista della cerimonia di apertura, con la lettura del giuramento olimpico condivisa con Stefania Constantini.

La pista Eugenio Monti. La pista di casa dopo una vita per voi azzurri, Fischnaller.

«Adesso abbiamo un vantaggio che non avevamo mai avuto prima: nessuno conosce meglio di noi questa pista. Ci siamo allenati tantissimo, potremmo percorrerla bendati. Dalla sua omologazione siamo tornati in vari stage. Ci siamo stati tutta l’ultima settimana. Gli avversari sono arrivati solo da pochi giorni».

Che pista è la nuova Monti? Ci porti a bordo del suo slittino.

«Partenza a tutta, quattro, cinque colpi di guanto sul ghiaccio, fondamentali per l’abbrivio. Poi giù veloci. Stries, Verzi, il labirinto è difficile, poi dopo il Bandion c’è il rettifilo Antelao, là si va giù duri, la curva del Cristallo è una vertigine, ti va il cuore nello stomaco, si va in senso orario, un ovale, l’arrivo. Si vince con quattro manche intorno ai 52 secondi».

Un serpentone di 1650 metri, 16 curve, uno stanzone per custodire l’ammoniaca che serve a manutenere il ghiaccio, un dislivello di 110 metri: il punto nodale dell’Olimpiade politica, ricostruita in un anno.

«Per noi che siamo sempre stati costretti a emigrare a Winterberg quando andava bene e a Sigulda, in Lettonia, quando andava male, è una meraviglia. Servirà per il movimento, per il nostro futuro».

(reuters)

Gareggerete oggi e domani, quattro run complessive, nel pomeriggio. Finirete sotto le stelle.

«Di sera è uno splendore, anche vista da lontano. Il ghiaccio è stato più lento nelle ultime tornate di allenamento, ma abbiamo sempre girato al mattino. In gara ci aiuteranno le manche a orari serali, quando la temperatura è più bassa, più adatta ai nostri materiali. Più è freddo, più si va veloce, più chance abbiamo. Tedeschi e austriaci però si sono subito adattati. Siamo molto vicini, tutti, si vince sui millesimi».

(afp)

Sua moglie, l’atleta statunitense Emily Sweeney, da sposata ha scelto il suo cognome. E sarà in gara nel singolo femminile.

«Ci siamo conosciuti in pista, ci siamo sposati un anno fa, viviamo in Alto Adige. Qui siamo al villaggio olimpico di Fiames, poco fuori Cortina, ci vediamo ma siamo in due palazzine diverse. La gara è gara, lei è motivatissima. Saremo avversari nella prova a squadre».

Com’è la vita a Maranza, frazione di Rio Pusteria.

«Un paradiso per lo slittino. Piste naturali, una pista artificiale di 200 metri. Viviamo lì. Lei è di Portland, Maine, una città enorme. E invece dalla nostra finestra vediamo campi, mucche, neve».

A quasi 33 anni, dopo una carriera da erede di Armin Zöggeler, un bronzo olimpico e una Coppa del mondo, cosa si aspetta a Cortina?

«Una medaglia. Perché siamo alle Olimpiadi. E una medaglia è tutto».

Cosa ha cambiato nella sua preparazione?

«Sono più grosso, ho potenziato la parte alta del corpo. Da 94 kg del mio peso forma sono passato a 97, ho messo più massa perché su questa pista così tecnica, ma anche scorrevole il peso fa grande differenza. Più peso significa farsi aiutare dalla gravità nelle parti rettilnee. Si possono guadagnare centesimi, millesimi fondamentali. La differenza tra le medaglie e niente».

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