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Franzoni argento e Paris bronzo, la festa in discesa è doppia: “Bello essere insieme sul podio”

Il podio della libera, da sinistra a destra: Franzoni, Von Allmen e Paris 

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La libera regala all’Italia le prime due medaglie alle Olimpiadi di Milano Cortina
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Il ragazzino e il gigante. Due generazioni, tutti e due sul podio olimpico, con passaggio di consegne: Giovanni Franzoni, 24 anni, alla sua prima partecipazione ai Giochi, è d’argento nella discesa a Cinque Cerchi di Bormio. Terzo col bronzo c’è Dominik Paris, 36 anni, che di Olimpiadi ne ha disputate cinque con questa, ma senza aver mai ricevuto in cambio una medaglia (miglior piazzamento, il quarto posto in Corea del Sud 2018, in discesa).

Vince Von Allmen, giù dal podio Odermatt

La libera sulla Stelvio la vince lo svizzero Franjo Von Allmen, 24 anni, campione mondiale in carica della specialità (a Saalbach 2025), 14 podi in coppa del mondo tra cui 5 successi: il prodigio del Cantone del Berna dà 20 centesimi al finanziere bresciano e 50 al carabiniere della Val d’Ultimo. Battuta l’altra stella svizzera, Marco Odermatt, leader in coppa, che è 4° a 70 centesimi dal suo compagno di squadra.

Giovanni Fra…

Il ragazzino e il gigante. Due generazioni, tutti e due sul podio olimpico, con passaggio di consegne: Giovanni Franzoni, 24 anni, alla sua prima partecipazione ai Giochi, è d’argento nella discesa a Cinque Cerchi di Bormio. Terzo col bronzo c’è Dominik Paris, 36 anni, che di Olimpiadi ne ha disputate cinque con questa, ma senza aver mai ricevuto in cambio una medaglia (miglior piazzamento, il quarto posto in Corea del Sud 2018, in discesa).

Vince Von Allmen, giù dal podio Odermatt

La libera sulla Stelvio la vince lo svizzero Franjo Von Allmen, 24 anni, campione mondiale in carica della specialità (a Saalbach 2025), 14 podi in coppa del mondo tra cui 5 successi: il prodigio del Cantone del Berna dà 20 centesimi al finanziere bresciano e 50 al carabiniere della Val d’Ultimo. Battuta l’altra stella svizzera, Marco Odermatt, leader in coppa, che è 4° a 70 centesimi dal suo compagno di squadra.

Giovanni Franzoni sul podio (reuters)

L’Italia torna sul podio in discesa

Giornata enorme sulla Stelvio, sotto un bel sole che via via si è un po’ coperto a tratti. Pista che non perdona i pavidi e ti fa a pezzi le gambe: il francese Muzaton cade, il norvegese Sejersted fa fuori pista, quasi tracolla il francese Alphand. L’Italia, che schierava anche Mattia Casse (11°) e Florian Schieder (17°), sta in piedi, lassù: Franzoni e Paris non solo portano le prime due medaglie alla spedizione azzurra di Milano Cortina, ma sono anche i primi italiani a tornare sul podio della discesa olimpica da Christof Innerhofer, che era stato argento a Sochi 2014. Prima, solo Zeno Colò era riuscito a vincere a Oslo nel 1952, poi Herbert Plank si prese il bronzo a Innsbruck 1976.

Franzoni, un mese da sogno

A Manerba del Garda ci sono i maxischermi in piazza. Per quanto grandi, non possono contenere l’enormità del loro concittadino, Franzoni: il ragazzo col cerotto che un mese fa nessuno conosceva. Dopo i quattro podi in stagione, tra cui i mitici successi nel superG di Wengen e nella libera straziante sulla Streif di Kitzbuehel, sta vivendo una stagione magica. E al debutto a Cinque Cerchi, nonostante la stanchezza, dimostra di esserci. “Wow, che roba”, dice al traguardo. “E’ stata una gara strana, in questi giorni ero tranquillo, non avevo tensioni, ma stamattina al cancelletto le gambe mi sono diventate dure e quando ho visto le discese perfette degli svizzeri, mi sono dette: sarà dura battere questi qui”. Invece, eccoti qui. “Pista bellissima, ho sbagliato un po’ sulla Carcentina, lì ho perso qualche decimo. Ma chi l’avrebbe mai detto di ritrovarmi qui, i podi in questa stagione mi hanno cambiato la testa e anche Domme mi aveva detto di essere stanco di aspettarmi. Bello essere sul podio con lui”.

Dominik Paris (afp)

Finalmente Paris

Domme è Dominik Paris: cento chili di felicità. Finalmente, alla quinta Olimpiade, dopo che alla prima a Vancouver fu convocato last minute e come riserva per la combinata, si toglie il gusto di una medaglia mai avuta. Lo aveva detto alla vigilia di questa gara: “Se voglio cancellare quel legno? L’obiettivo è quello, poi il risultato vediamo”.

Lo vediamo benissimo. Per l’appuntato Scelto del Gruppo Sportivo Carabinieri 24 successi in coppa, un oro e un argento Mondiali, ma mai questo metallo cercato e scavato per una vita. Viene da due podi stagionali (3° nella libera di Val Gardena e 2° la settimana scorsa in quella di Crans Montana). In questi giorni ha sciato in confidenza su una Stelvio che ha dominato 7 volte (6 in discesa, 1 in superG). Dice: “Perfetto, ci ho provato così tante volte e sperato. Ero in fiducia, sapevo di poter fare quello che volevo su questo tracciato, peccato qualche sbavatura al San Pietro e nella parte bassa. Sono felice di questa medaglia, su una pista così bella e difficile. Giovanni? E’ in forma e ha dimostrato di esserci anche sotto pressione. L’Italia tutta ha dimostrato di esserci anche sotto pressione”. Eccome, l’Italia è tanta, col ragazzino e il gigante.

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