L'inno di Ghali, un'occasione sprecata

Finita la cerimonia d'inaugurazione diffusa dei Giochi, viene da chiedersi se non sarebbe stato più giusto e coraggioso affidare davvero l'interpretazione dell'inno nazionale a Ghali, come avrebbe dovuto fare l’artista milanese prima del dietrofront del comitato organizzatore della Cerimonia. Per una questione di qualità dell’artista, uno dei pochi italiani internazionali sulla scena, ma anche e soprattutto per l’occasione a disposizione. Quella di dare rappresentanza a un pezzo d’Italia, gli italiani di seconda generazione, che valgono già il 14 per cento degli under 18 del nostro Paese (il futuro, di fatto), costituiscono già parte fondante delle nazionali azzurre nelle discipline sportive più varie eppure rimangono ancora largamente invisibili

di Matteo Macor

LO SPECIALE INTERATTIVO
02:17
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