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Brignone, la tigre oltre la paura: “Non mi nascondo”

Federica Brignone 

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Alle 11.30 la discesa a Cortina. Federica a dieci mesi dall’infortunio: “Vediamo quali sono stati i danni”. Dubbi sul recupero di Vonn. Goggia cerca la terza medaglia
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Cortina – Il dolore? Con Federica Brignone passa la paura. Tra le trentasei atlete che questa mattina si lanceranno in discesa sulla Olympia, passando tra le rocce monumentali dello schuss di Tofana, ci sarà anche lei. Si è presa un po’ di tempo, ma dentro di sé aveva già deciso. Bastava vederla scendere in prova ad altissima velocità, cercare le linee migliori dopo la cautela mostrata nel primo test cronometrato. Dosando rischio, intelligenza tattica e quelle mosse feline di un tempo che sta tornando. Addirittura più veloce di 9 centesimi nel terzo tratto rispetto all’americana Breezy Johnson che ha ottenuto il miglior tempo totale.

La cortesia di Mosaner: “Gli ho distrutto la schiena”

Poi, ovviamente, la prudenza, la stessa dell’estate in cui diceva di pensare prima alla salute mentre in realtà affilava gli artigli: «Vediamo quali sono stati i danni, perché qualche atterraggio l’ho subìto parecchio. La sera prima avevo un ginocchio così, per questo Amos Mosaner mi ha portato su…

Cortina – Il dolore? Con Federica Brignone passa la paura. Tra le trentasei atlete che questa mattina si lanceranno in discesa sulla Olympia, passando tra le rocce monumentali dello schuss di Tofana, ci sarà anche lei. Si è presa un po’ di tempo, ma dentro di sé aveva già deciso. Bastava vederla scendere in prova ad altissima velocità, cercare le linee migliori dopo la cautela mostrata nel primo test cronometrato. Dosando rischio, intelligenza tattica e quelle mosse feline di un tempo che sta tornando. Addirittura più veloce di 9 centesimi nel terzo tratto rispetto all’americana Breezy Johnson che ha ottenuto il miglior tempo totale.

La cortesia di Mosaner: “Gli ho distrutto la schiena”

Poi, ovviamente, la prudenza, la stessa dell’estate in cui diceva di pensare prima alla salute mentre in realtà affilava gli artigli: «Vediamo quali sono stati i danni, perché qualche atterraggio l’ho subìto parecchio. La sera prima avevo un ginocchio così, per questo Amos Mosaner mi ha portato sulle spalle durante la cerimonia in cui ho fatto la portabandiera, poverino, gli avrò distrutto la schiena. Sto ancora facendo dei test per capire se la mia gamba tiene in curva o sui salti. Per me è importante prendere confidenza ogni giorno, cerco di sciare come se fossi in gara, di mettermi in gioco. Non è per nascondersi, ma davvero per me tutto è un allenamento in questo momento». Come darle torto? Il giorno prima era scesa per la prima volta dopo undici mesi in libera. Tra una data e l’altra, un infortunio che fa impressione solo pronunciare.

In discesa per capire come potrà essere il SuperG

Ma ora Federica ha detto sì. Si espone al rischio di apparire lontana dal vertice, di perdere il confronto con la rivale e compagna di squadra di Sofia Goggia che vanta un oro a PyeongChang 2018 e un argento a Pechino 2022. Quanto è ampio questo rischio? Bisogna riascoltare quel che lei dice quando cerca di depistare parlando del vero obiettivo del superG del 12 febbraio, per non parlare del gigante del 15. «Sciare le curve in discesa mi aiuta a capire quanto la mia gamba tenga anche in superG. Se non dovessi correre la discesa, è perché avremo capito che non mi serve a niente, e che non ho chance». Quindi Federica insieme al fratello allenatore Davide ritiene di avere chance anche in libera, e i parziali stanno lì a dimostrarlo.

L’ironia di Lindsey Vonn

Lo sci femminile si sta dimostrando sempre più il palcoscenico di donne che vanno oltre l’impossibile, e pure veder scendere Lindsey Vonn tra il salto Duca d’Aosta e il Gran curvone dà una scarica d’adrenalina. E di incredulità, al punto che medici sportivi hanno messo in dubbio la gravità dell’infortunio, sospetto a cui la 41enne americana ha risposto con ironia sui social: «Ahah, grazie. Il mio crociato anteriore era perfettamente funzionante fino a venerdì scorso. Solo perché ti sembra impossibile non significa che non sia possibile. E sì, il mio crociato anteriore è rotto al 100%».

L’amicizia incrinata tra Goggia e Vonn

Siamo già in un’epoca in cui i progressi della medicina si fondono col coraggio di super campionesse? Se Mikaela Shiffrin si dice entusiasta, «credo che tutto sia possibile, lei ha fatto cose incredibili nonostante gli infortuni», se si ipotizza una visita del vicepresidente JD Vance per sostenerla, Sofia Goggia sembra scettica, lei che ha vinto un argento olimpico ventitré giorni dopo un grave infortunio. Finiti i tempi dei duetti tra amicone con Lindsey, gli incontri attorno alla pista olimpica sono stati tiepidi e frettolosi. «Un recupero da fantascienza? Mi ricordo come stavo io con un crociato non rotto completamente… Ai posteri l’ardua sentenza». Sarà il suo modo di caricarsi per un’Olimpiade sulla pista dove ha vinto quattro volte: ma Sofia sembra davvero contrariata. E incapace di credere ai miracoli.

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