“E’ stato un azzardo e purtroppo l’ha pagato subito”. Stefano Zaffagnini dirige la Clinica 2 dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. E’ uno dei massimi esperti nel nostro paese dei problemi traumatologici del ginocchio, tra i quattro chirurghi italiani ammessi nella più importante società scientifica internazionale sulla chirurgia del legamento crociato anteriore.
Perché Vonn è partita malgrado il grave infortunio subito pochi giorni fa?
“E’ stata una scelta dell’atleta. Credo che i dottori non fossero d’accordo e l’avranno certamente avvertita dei pericoli ai quali andava incontro partecipando a una nuova gara. Voleva fare la discesa della vita, avere l’ultima possibilità di vincere un altro oro olimpico. Così ha rischiato tutto”.
Si può sciare con la rottura completa del crociato anteriore?
“Si può fare, ma andando piano, cioè da sciatori della domenica. Ci sono anche calciatori che riescono a giocare malgrado il crociato rotto. Ma ci vuole una muscolatura sviluppata e una…
“E’ stato un azzardo e purtroppo l’ha pagato subito”. Stefano Zaffagnini dirige la Clinica 2 dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. E’ uno dei massimi esperti nel nostro paese dei problemi traumatologici del ginocchio, tra i quattro chirurghi italiani ammessi nella più importante società scientifica internazionale sulla chirurgia del legamento crociato anteriore.
Perché Vonn è partita malgrado il grave infortunio subito pochi giorni fa?
“E’ stata una scelta dell’atleta. Credo che i dottori non fossero d’accordo e l’avranno certamente avvertita dei pericoli ai quali andava incontro partecipando a una nuova gara. Voleva fare la discesa della vita, avere l’ultima possibilità di vincere un altro oro olimpico. Così ha rischiato tutto”.
Si può sciare con la rottura completa del crociato anteriore?
“Si può fare, ma andando piano, cioè da sciatori della domenica. Ci sono anche calciatori che riescono a giocare malgrado il crociato rotto. Ma ci vuole una muscolatura sviluppata e una conformazione del ginocchio che può supportare la carenza del legamento”.
La caduta di Vonn può essere quindi dovuta alla lesione precedente?
“Può essere sicuramente figlia della rottura. Probabilmente ha fatto una traslazione eccessiva del ginocchio ed è partito tutto, perché non ha potuto controllare il gesto. La sensazione di chi ha il problema al legamento crociato anteriore è che gli statunitensi definiscono “giving way” (cedere il passo, ndr) proprio perché se il ginocchio fa una certa rotazione lo si sente andare via. Se il crociato teneva, probabilmente, non avrebbe avuto un nuovo infortunio”.
Vonn, hanno detto ieri sera i medici, si è fratturata la gamba.
“Non avere il crociato predispone a una caduta. La frattura alla gamba sinistra, quindi alla tibia anche se non sappiamo di che tipo, è figlia anche del problema al ginocchio. E questo anche se ha fatto una preparazione speciale, e delle prove nei giorni precedenti. Ma un conto sono quelle, un conto è affrontare una gara, con tutte le tensioni e le difficoltà che porta con sé. In un’Olimpiade, comunque in una competizione professionistica, le sollecitazioni sono molto più grandi. E non scordiamo che lei ha già una protesi monocompartimentale al ginocchio. Vuol dire che ne ha già cambiato metà. Il suo ginocchio, quindi, non ha una fisionomia normale, anche quello può essere un fattore di rischio”.
Molti sciatori amatoriali con problemi a un ginocchio usano ginocchiere. Sono utili?
“Più che essere realmente capaci di evitare il trauma, danno un aiuto psicologico. Se una persona dà una botta forte non è che evita una distorsione perché ha la ginocchiera addosso. Per questo ai livelli professionisti, oggettivamente, non servono. Sono più che altro un ingombro. Se proprio la Vonn ne indossava una sul ginocchio col crociato rotto, sarebbe la dimostrazione che quando uno ha una distorsione forte la ginocchiera non evita il trauma e non sostituisce il crociato”.