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L’esclusione di Heraskevych e la zona di interesse dei burocrati del Cio

(afp)

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Il caso dell’esclusione per il casco che ricorda gli atleti ucraini caduti nella guerra con la Russia, solleva il tema dell’immobilismo del massimo organismo sportivo mondiale
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Dal Comitato olimpico internazionale dicono ovviamente che è solo una questione di regole. Che, se deroghi una volta, crei un precedente che può essere sfruttato da altri, e magari per scopi meno nobili. Quindi Vladyslav Heraskevych, l’atleta ucraino di skeleton che si è presentato al via della gara con un casco sul quale sono effigiati i volti degli atleti suoi connazionali uccisi dai russi, andava squalificato. Dura lex sed lex. Il regolamento è sovrano. Stamattina alla partenza dello skeleton si è presentata persino Kirsty Coventry, la presidente del Cio, per convincere Heraskevych a usare un casco ordinario. Lui ha rifiutato. Gli hanno impedito di gareggiare. Lei ha pianto.

I burocrati del Cio

Ha detto: “Nella vita ci sono cose più importanti di una…

Dal Comitato olimpico internazionale dicono ovviamente che è solo una questione di regole. Che, se deroghi una volta, crei un precedente che può essere sfruttato da altri, e magari per scopi meno nobili. Quindi Vladyslav Heraskevych, l’atleta ucraino di skeleton che si è presentato al via della gara con un casco sul quale sono effigiati i volti degli atleti suoi connazionali uccisi dai russi, andava squalificato. Dura lex sed lex. Il regolamento è sovrano. Stamattina alla partenza dello skeleton si è presentata persino Kirsty Coventry, la presidente del Cio, per convincere Heraskevych a usare un casco ordinario. Lui ha rifiutato. Gli hanno impedito di gareggiare. Lei ha pianto.

I burocrati del Cio

Ha detto: “Nella vita ci sono cose più importanti di una gara sportiva e questo è il prezzo della nostra dignità”. I burocrati olimpici possono continuare serenamente a lavorare nella loro zona d’interesse. Stasera telefoneranno alle famiglie, nei rispettivi Paesi, manderanno un bacio a figli, mariti, mogli, tutti al sicuro nelle loro case non minacciate da droni e missili. Si racconteranno la giornata. Come è andata oggi al lavoro? Tutto ok, solo una piccola grana con un ucraino cocciuto. Anzi no, diranno solo: tutto ok. Una squalifica a norma di regolamento non è un fatto così rilevante da raccontarlo ai familiari. Forse sono in buona fede. Forse. Hanno solo applicato le regole. Ma questa piccola storia ignobile racconta il contrario: un mondo dove non si può fare eccezione alla regola perché non c’è più né la capacità né la forza morale di distinguere l’eccezione buona da quella cattiva.

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