Hockey, l’Italia mette paura alla Svezia poi si arrende. Ma quanti applausi per Damian Clara
di Massimo PisaMILANO – Abbiamo una stellina. Damian Clara, 21enne portiere di Brunico che in Svezia (ora al Brynäs Idrottsförening) gioca da quando era minorenne ed è controllato dagli Anaheim Ducks dell’Nhl, che lo scelsero al secondo giro al draft 2023 con la chiamata numero 60: qui para col 94%, un muro. E abbiamo una squadra. Per 55 minuti il Blu Team di coach Jukka Jalonen, oro olimpico a Pechino 2022 con la sua Finlandia, tiene testa all’esordio a uno squadrone imbottito di professionisti, primo candidato ad inserirsi nell’affaire Canada-Usa per l’oro e pronto a mangiarci in un boccone. Invece la Svezia sbatte a lungo sul muro Clara, ci insegue e ci ritrova attaccati a metà partita, un po’ ci soffre e dilaga solo nel finale nel candido splendore dell’Arena Santa Giulia, così luccicante con la sua spirale di led, così confortevole almeno finché non vi viene sete e non avete la carta di credito dello sponsor unico (niente contanti, si usavano ai tempi di De Coubertin, ora non più).
Certo, il co…
MILANO – Abbiamo una stellina. Damian Clara, 21enne portiere di Brunico che in Svezia (ora al Brynäs Idrottsförening) gioca da quando era minorenne ed è controllato dagli Anaheim Ducks dell’Nhl, che lo scelsero al secondo giro al draft 2023 con la chiamata numero 60: qui para col 94%, un muro. E abbiamo una squadra. Per 55 minuti il Blu Team di coach Jukka Jalonen, oro olimpico a Pechino 2022 con la sua Finlandia, tiene testa all’esordio a uno squadrone imbottito di professionisti, primo candidato ad inserirsi nell’affaire Canada-Usa per l’oro e pronto a mangiarci in un boccone. Invece la Svezia sbatte a lungo sul muro Clara, ci insegue e ci ritrova attaccati a metà partita, un po’ ci soffre e dilaga solo nel finale nel candido splendore dell’Arena Santa Giulia, così luccicante con la sua spirale di led, così confortevole almeno finché non vi viene sete e non avete la carta di credito dello sponsor unico (niente contanti, si usavano ai tempi di De Coubertin, ora non più).
Certo, il conteggio finale delle conclusioni in porta recita 22 a 60: noblesse oblige. E del resto il copione, tra la quinta nazionale nell’ultimo ranking della federazione internazionale e la ventesima, fra la terza (sempre gli svedesi) nel “power ranking” della vigilia dell’IIHF e la dodicesima e ultima (noi), era già scritto. Gialli a manovrare, a distendersi, ad affondare fluidi e azzurri arroccati attorno a Clara, che comincia subito a scaldarsi i guanti su Nylander, Forssling e Dahlin, con Eriksson colpevole nel fallire una comoda ribattuta. L’Italia è però attenta sulle linee di passaggio di svedesi e svelta a partire in fuga. Ma è il portiere Gustavsson a combinarla grossa al 4’14”, perdendo il bastone in controllo e consegnando a Luca Frigo, 32enne torinese in forza all’IC Bolzano nel campionato austriaco – sì, non ne abbiamo più uno nostro – il 22° gol in azzurro, il più elementare della carriera: 1-0 e delirio per 15mila.
I favoriti non ci stanno e il primo tempo si trasforma in assedio (le statistiche conteranno 27 tiri a 3 per la Svezia), con Clara a sminare di tutto e Morini e Gazley a moltiplicarsi per tappare le falle in difesa. Proprio Gazley, al 7’06” si fa pizzicare per una bastonata e allo scadere dei due minuti di “power play” arriva la stoccata del pareggio di Landeskog, bandiera e capitano dei Colorado Avalanche. Fallita da Frycklund – che grazia gli ex connazionali – l’occasione in tre contro due per riportarci subito in vantaggio, riparte la rumba gialla. Clara in porta diventa la dea Kalì, ma non può nulla al 17’53” sulla ribattuta di Forssberg. Si termina sotto la prima frazione dopo orgogliosa resistenza, e ci si potrebbe accontentare qui e dedicarsi a inveire contro il deejay che spara “Sarà perché ti amo” e tarantelle in ossequio all’eterno luogo comune canoro.
E invece bastano 37 secondi per punire l’alterigia svedese, completamente scoperta sull’intercetto di Gazley che scappa via a servire un cioccolatino per Matt Bradley, italo-canadese e compagno di club di Frigo: 2-2 al volo e il discorso si fa serio. Perché Clara continua ad intercettare di tutto e abbiamo pure un paio di chances in contropiede (va da sé), prima con Mantenuto che si fa inghiottire dalla difesa, poi con una stoccata dalla distanza di Zanatta e ancora con un assolo funambolico di Bradley murato da Gustavsson al’11’. Mettiamo paura ai giganti, li guardiamo negli occhi, li innervosiamo, vedi il durissimo muso a muso alla balaustra tra Andersson e Segafredo. La Svezia torna a pungere, ma ai tentativi dalla distanza di Bratt e Pettarsson rispondiamo con un assolo di Mantenuto e una girata di Pietroniro. Così, per temporaneo paradosso, è di Zibanejad in contropiede svedese la migliore occasione svedese: Clara blocca, manco a dirlo. Ma non può far nulla al 36’46” dopo aver respinto di pattino su slalom di Dahlin: quello raccoglie e serve Nylander per il 3-2 a porta vuota.
Svezia in controllo? Macché. Anzi, Adrian Kempe fuori controllo. Prima spintona a terra Zanatta a gioco fermo, poi schiaffeggia in viso Cristiano Di Giacinto, cui era caduto il caschetto sul ghiaccio, sotto gli occhi degli arbitri. Sotto di uno alla seconda pausa, con molta più Italia nella metà campo gialla e un filo di rimpianto. Abbiamo ancora tre chance: due minuti di superiorità numerica per trattenuta di Holmberg, ma è il solito Clara a salvarci quando Pettersson si presenta tutto solo davanti a lui. E due conclusioni dalla corta distanza sprecate da Perna e Di Giacinto. Va a prendersi un po’ di gloria il milanese (applauditissimo) Davide Fadani, subentrato in porta a Clara e subito reattivo su Raymond, Andersson, Dahlin e Rakell. Non può nulla su Zibanejad, che prima lo grazia sotto porta e poi lo buca dai 18 metri. Finiamo tutti in avanti, Fadani compreso, e da un ingaggio perso in attacco subiamo il 2-5 di Hedman da 50 metri a porta vuota, evitabilissimo. Venerdì a mezzogiorno sul ghiaccio di Rho ci attende sua maestà Juraj Slafkovsky, decisivo nel primo successo della sua Slovacchia sui campioni uscenti finlandesi
Italia – Svezia 2-5
(1-2, 1-1, 0-2)
4’14” Frigo (I), 9’06” Landeskog (S), 17’53” Forssberg (S), 20’37” Bradley (I), 36’46” Nylander (S), 55’42” Zibanejad (S), 57’11” Hedman (S)