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Franzoni all’esame Gigante: “Non parto favorito, mi godrò la sciata”

Giovanni Franzoni (reuters)

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Sabato terza gara dell’azzurro dopo il secondo posto in discesa e la stecca del superG: “Dovrò alzare il volume per sostenere tre discipline”
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Livigno – Talmente veloce da perdere la cognizione del tempo, e tutto quello che ci sta dentro: imprese e ambizioni, i dolori e le conquiste, “anche quelle più inaspettate”. La sua personale condanna da discesista prodigio, del resto, il neo argento olimpico Giovanni Franzoni non potrà che continuare a viverla così. Tra bicipite e avanbraccio si porta dietro tatuate le ferite del passato, il ricordo dell’infortunio che gli ha cambiato la traiettoria tre anni fa e quello dell’amico Matteo Franzoso, due colombe e i numeri 28 e 51, l’ultimo intermedio segnato dal compagno azzurro prima di cadere e morire sulla pista cilena di La Parva, a settembre.

Franzoni e il gigante: “Non vedo l’ora”

Davanti però c’è una storia tutta da scriver…

Livigno – Talmente veloce da perdere la cognizione del tempo, e tutto quello che ci sta dentro: imprese e ambizioni, i dolori e le conquiste, “anche quelle più inaspettate”. La sua personale condanna da discesista prodigio, del resto, il neo argento olimpico Giovanni Franzoni non potrà che continuare a viverla così. Tra bicipite e avanbraccio si porta dietro tatuate le ferite del passato, il ricordo dell’infortunio che gli ha cambiato la traiettoria tre anni fa e quello dell’amico Matteo Franzoso, due colombe e i numeri 28 e 51, l’ultimo intermedio segnato dal compagno azzurro prima di cadere e morire sulla pista cilena di La Parva, a settembre.

Franzoni e il gigante: “Non vedo l’ora”

Davanti però c’è una storia tutta da scrivere, a partire dalla giornata con vista sul futuro di domani. Il gigante di Bormio come prima occasione per immaginare quello che verrà, forse servirà per poter guardare ancora più in alto.Ancora fresche le emozioni insperate della prima Olimpiade, il secondo posto sulla Stelvio dell’apertura, la splendida illusione in combinata e la stecca nel SuperG, “non rendermi conto fino in fondo di quello che mi sta accadendo mi aiuta, e le delusioni ho capito mi fanno solo venire voglia del ritorno in pista il prima possibile”, sostiene Franzoni.

"Non ci arrivo da favorito, mi godrò la sciata”

L’incoscienza lucidissima di un ventiquattrenne che vedeva Milano-Cortina come “orizzonte lontano, se non lontanissimo”, passato dai podi in Coppa Europa a guardare tutti dall’alto in basso a Kitz: la salita complicata di “tre anni veramente tosti” che in un mese e mezzo l’hanno portato a prendersi tutto, o quasi. Ecco perché il gigante della Stelvio, domani, potrebbe valere davvero un’anteprima della prossima stagione, obiettivo dichiarato l’investimento su un impegno su tre discipline. Che porta con sé quello non dichiarato, la caccia alle coppe e ai mondiali che verranno.“Non ci arrivo da favorito, potrò concentrarmi solo sulla mia sciata, mi godrò l'esperienza e la possibilità di dare tutto me stesso”, è il Franzoni pensiero della vigilia del gigante.

La leggerezza dopo la medaglia del primo giorno

Una specialità in cui si è allenato pochissimo, ultimamente. Che nella versione olimpica di domani, però, potrebbe favorirlo. “La pista potrebbe aiutarlo un po' di più perché non è estremamente tecnica, da gigantista puro, richiede più fisicità e scorrevolezza”, ammette lo stesso Massimo Massimo Carca, il direttore tecnico delle squadre maschili dello sci alpino azzurro. Ci sarà da fare “la slitta”, insomma, come si dice in gergo lo scivolare tra le porte. “Ma dopo una medaglia al primo giorno, un po' di leggerezza la acquisisci”, butta lì il nuovo campione bresciano.

L’ammirazione per Ted Ligety

A conferma che la sfida, insomma, è già stata accettata.“Da bambino il mio idolo era Ted Ligety, non guardavo le discese ma amavo il gigante e lo slalom, volevo fare quello e per fortuna che mi sono spostato sulla parte più divertente dello sci, perché adesso fare le gare di discesa è bellissimo – racconta Franzoni – Ma non pensavo sarei arrivato così presto ad avere i 500 punti Fis necessari per gareggiare in gigante, in fondo a inizio stagione ero primi solo in Super G e in discesa ero ancora fuori dai 30”. “Ho già parlato con il mio preparatore, però: il lavoro di quest'estate sarà molto intenso, dovrò alzare il volume per sostenere una stagione con tre discipline, però l'obiettivo è quello”, è la dichiarazione di intenti.Ci saranno solo pochi mesi per festeggiare una stagione incredibile e l’esordio inaspettato ai Giochi e le prime vittorie, insomma, realizzare “i messaggi di Sinner e Jacobs” e la “fama improvvisa”, e godersi tutto quello che “almeno per un mese mi serve per staccare la testa”. La musica e il kitesurf, Dragon Ball e i libri con cui i compagni di nazionale lo accusano di “riempire troppo la valigia”. Dalla prossima stagione “si alza l’obiettivo”, riprende Franzoni. La sua stagione incredibile e inaspettata, in fondo, è partita in estate, e come reazione necessaria al momento più difficile della sua vita di atleta, il giorno della morte di Franzoso, il compagno inseparabile di cui porta l’ultimo intermedio tatuato sul braccio.

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