Brignone trasforma tutto in oro: aumentano sponsor e fan, e il film sulla medaglia va al Lido

Italy's gold medalist Federica Brignone celebrates on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)
Italy's gold medalist Federica Brignone celebrates on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP) (afp)

Il recupero e il trionfo nel superG hanno stravolto l’immagine di Federica, diventata ancora più popolare

2 minuti di lettura

Il mondo ha bussato alla porta di Federica Brignone, ma almeno la sera del trionfo in SuperG lei ha tenuto chiuso per quasi tutti: uniche eccezioni le chiamate delle due amiche Charlotte e Flavia, del padre Daniele, di qualche parente. La notte non è stata all’insegna del riposo totale in un impasto di eccitazione e dolore che il giorno dopo le fa dire «non ho dormito tantissimo, dopo l’adrenalina di giovedì era difficile. Il ginocchio? Fa male, ma è sempre così».

Il day after

La consapevolezza di quel che è successo è arrivata il giorno dopo: «Stamattina mi sono resa conto di aver vinto la medaglia d’oro».

Riprendere possesso del suo cellulare le ha fatto scoprire una lista chilometrica di messaggi, non ha risposto a tutti, lo farà col tempo, e nelle prime ore della giornata c’è stato spazio anche per il primo, essenziale post su Instagram: “Pura follia! Grazie”. Nel pomeriggio, ultimata la sua routine di terapie al villaggio olimpico, la rapida visita allo store di uno dei suoi sponsor, in cui ha potuto constatare nella ressa quanto affetto abbia suscitato la sua impresa in un campione minimo di appassionati.

Gli sponsor e il film

Tutto qui, niente vita privata nei suoi post, anche questo è Federica Brignone, poco social eppure popolarissima con un’evoluzione anomala della sua carriera: “spacca” molto di più adesso, a 35 anni, che quando era più giovane. Lo certificano dati di ricerche di mercato, che hanno analizzato anche l’apprezzamento della sua immagine da aprile in poi: da quando si è gravemente infortunata, diventando simbolo anche per chi non si interessa di sport, ma apprezza carattere, volontà di non arrendersi: anche senza garanzie sul suo ritorno allo sci il pool dei suoi sponsor si è allargato. I valori che rappresenta Federica hanno reso naturale la produzione di un docufilm che racconterà i suoi mesi di ribellione a un destino che l’infortunio le voleva scrivere. Le prime fasi del ricovero, le settimane in ospedale, al J Medical di Torino, il ritorno a casa, il momento in cui è tornata a camminare per poi indossare gli scarponi e piazzarsi sugli sci a fine novembre, quando le Olimpiadi di Milano Cortina sembravano lontanissime, almeno ai livelli che lei voleva raggiungere. È stata la stessa Federica a indirizzare la sceneggiatura del suo film verso l’incredibile finale della medaglia d’oro, un lieto fine che è sembrato esagerato addirittura a lei.

È sembrato tutto credibile invece alla casa di produzione italiana, di cui non è stato ancora reso noto il nome, che avrebbe già programmato la prima ufficiale alla mostra di Venezia, e l’uscita nelle sale in autunno. Per il road movie di un’atleta che viaggia non solo per lo sci, ma anche per la sua passione per le mete esotiche: quelle che vorrebbe raggiungere, lei amante del mare e del surf, come non è riuscita a fare la scossa estate. Il suo amore per la natura si è rappresentato pienamente nell’inverno 2023, quello dei Mondiali di Meribel, quando la ditta MartiDesign le consegnò l’ormai celebre casco della tigre.

(lapresse)

Un pezzo da collezione, che rappresenta la valdostana come il codino di Baggio o la bandana di Pantani, e già in duecento hanno acquistato la sua riproduzione in edizione limitata da 260 euro. Quando non graffia, la Tigre trasforma tutto quel che tocca in oro.

I commenti dei lettori