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Le storie tese del curling: tra svedesi e canadesi scoppia la rissa. Cambiato il regolamento

(afp)

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Momenti concitati durante il torneo a squadre maschile per pietre spostate e dita galeotte. E non è il primo episodio
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CORTINA – Il curling è uno sport di grandi silenzi e straordinaria sportività. Ci si arbitra quasi da soli, si riconosce il punto all’avversario e solo in casi estremi si chiede l’intervento della giuria, che entra con il mitologico compasso per misurare la distanza dal centro delle stone. Tutto vero, ma non alle Olimpiadi di Milano Cortina. E soprattutto, non tra svedesi e canadesi, nel torneo maschile a squadre.

Cosa è successo tra Svezia e Canada

Svezia contro Canada, palazzetto del ghiaccio di Cortina. I gialli, con Rasmus Wranaa, l’oro del doppio misto assieme alla sorella Isabella, hanno richiamato gli arbitri per chiedergli di controllare gli avversari che a loro dire toccavano due volte la stone, al momento del rilascio e subito dopo per correggere la traiettoria. La tensione è salita finché, nel nono end, con il Canada in vantaggio 7-6, è esplosa. Il third canadese Marc Kennedy ha rilascia la sua stone prima della hogline ma poi con l'indice è sembrato 'aggiustare' …

CORTINA – Il curling è uno sport di grandi silenzi e straordinaria sportività. Ci si arbitra quasi da soli, si riconosce il punto all’avversario e solo in casi estremi si chiede l’intervento della giuria, che entra con il mitologico compasso per misurare la distanza dal centro delle stone. Tutto vero, ma non alle Olimpiadi di Milano Cortina. E soprattutto, non tra svedesi e canadesi, nel torneo maschile a squadre.

Cosa è successo tra Svezia e Canada

Svezia contro Canada, palazzetto del ghiaccio di Cortina. I gialli, con Rasmus Wranaa, l’oro del doppio misto assieme alla sorella Isabella, hanno richiamato gli arbitri per chiedergli di controllare gli avversari che a loro dire toccavano due volte la stone, al momento del rilascio e subito dopo per correggere la traiettoria. La tensione è salita finché, nel nono end, con il Canada in vantaggio 7-6, è esplosa. Il third canadese Marc Kennedy ha rilascia la sua stone prima della hogline ma poi con l'indice è sembrato 'aggiustare' la spinta. Il collega svedese Oskar Eriksson se ne è accorto e gli ha urlato: "L'hai toccata due volte e l'avevi già fatto, alla fine della partita ti faccio vedere il video". "Non mi piace essere accusato di barare dopo 25 anni di gare mondiali e Olimpiadi", ha poi spiegato il canadese Kennedy, "così ho detto a Eriksson dove poteva ficcarsi la scopa. Forse era nervoso perché stava perdendo... ".

Polemiche sul pubblico

Non è la prima polemica esplosa durante il torneo olimpico di curling. La partecipazione focosa del pubblico di casa sta irritando le squadre avversarie dei due team italiani in gara. Ma è vero anche il contrario: nell’ormai storica semifinale contro Constantini-Mosaner, uno dei momenti più visti di tutta l’Olimpiade, Korey Dropkin aizzava il pubblico americano, assai numeroso tra i legni antichi del palazzetto. Fa parte del gioco, si dice. Non del gioco del curling, però.

I cambi nel regolamento

A seguito di quanto accaduto durante Svezia-Canada, World Curling ha pubblicato una nota: "World Curling non utilizza attualmente il video replay per rivedere le decisioni adottate dagli arbitri. Le decisioni prese durante le varie partite sono definitive. Non è possibile disporre di arbitri di gioco per osservare tutte le hog line". "Durante la partita di ieri sera non ci sono state violazioni. Ma dalla sessione pomeridiana di oggi dei Giochi due arbitri si muoveranno lungo tutto il campo e osserveranno i vari lanci". Infine Wolrd Curling (Federazione Internazionale) ribadisce che "sono vietate condotte improprie, linguaggi offensivi, abusi di attrezzature e danni intenzionali da parte di qualsiasi componente dei vari team. Qualsiasi violazione può comportare la sospensione della persona incriminata da parte dell'organizzazione del curling che ha giurisdizione".

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