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Giradelli: “Odermatt rischia anche nel Gigante, ha troppa voglia di vincere”

Girardelli con Toma e Aamodt ad Albertville (afp)

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L’ex fuoriclasse lussemburghese prevede un’altra giornata non facile per lo svizzero
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Lo sci totale. «Quando ero giovane non ero capace di frenare». Neanche adesso: Marc Girardelli, 61 anni, austriaco naturalizzato lussemburghese, il più grande campione polivalente della storia, 5 coppe del mondo generali, 4 ori mondiali: «Dovrei andare in pensione, ma mi piace troppo ascoltare i giovani e avere nuove idee».

Lo incontriamo a Bormio dove ai Mondiali del 1985 fu argento nello slalom.

«Avevo fatto il miglior tempo nella prima manche, pensai che avrei potuto vincere facile: invece commisi un errore nella seconda, persi un bastoncino, e persi per 6 centesimi. Ancora non mi dà pace».

Pronostici per il gigante maschile?

«Mi aspetto una gara interessante e così per lo slalom di lunedì. Penso che i favoriti siano molti e di molti paesi, è un gruppo molto colorato quello che lotterà per le medaglie. Avrei detto Marco Odermatt per il gigante, è stato il più vincente nella specialità nelle ultime stagioni, ma sembra che stia forzando un po’ troppo per ottenere il successo, fa qual…

Lo sci totale. «Quando ero giovane non ero capace di frenare». Neanche adesso: Marc Girardelli, 61 anni, austriaco naturalizzato lussemburghese, il più grande campione polivalente della storia, 5 coppe del mondo generali, 4 ori mondiali: «Dovrei andare in pensione, ma mi piace troppo ascoltare i giovani e avere nuove idee».

Lo incontriamo a Bormio dove ai Mondiali del 1985 fu argento nello slalom.

«Avevo fatto il miglior tempo nella prima manche, pensai che avrei potuto vincere facile: invece commisi un errore nella seconda, persi un bastoncino, e persi per 6 centesimi. Ancora non mi dà pace».

Pronostici per il gigante maschile?

«Mi aspetto una gara interessante e così per lo slalom di lunedì. Penso che i favoriti siano molti e di molti paesi, è un gruppo molto colorato quello che lotterà per le medaglie. Avrei detto Marco Odermatt per il gigante, è stato il più vincente nella specialità nelle ultime stagioni, ma sembra che stia forzando un po’ troppo per ottenere il successo, fa qualche errore, forse è anche un po’ stanco per una stagione davvero pesante. Forse subisce la pressione di Franjo Von Allmen».

Si aspettava l’exploit del giovane svizzero, con tre ori?

«Non è stato un exploit, era uno degli strafavoriti per la discesa, nella combinata è stato fortunato ad aver uno slalomista eccellente in Nef, forse non avrei scommesso su di lui nel superG. Franjo è diventato una superstar già l’anno scorso, credo che sarà il rivale più duro per Marco Odermatt e il futuro della velocità insieme a Giovanni Franzoni».

La gara che le è piaciuta di più di questa Olimpiade?

«Il superG femminile a Cortina. Una delle più attraenti e interessanti che abbia mai visto: i dossi, i salti, la tracciatura. Credo che dovremmo fare più competizioni così».

Cosa dire della vincitrice, Federica Brignone?

«Fantastica, un fenomeno. Con sua madre, Ninna Quario, ci siamo sentiti spesso durante l’estate, le chiedevo come stesse andando il recupero di Fede dopo l’infortunio, io ho una certa esperienza in materia, in carriera ho subìto 14 operazione alle ginocchia».

La chiave per l’oro?

«La testa. Deve essere orgogliosa di quello che ha fatto, tornare in campo dopo un incidente brutto come il suo, e così rapidamente, non è una cosa ordinaria, credo che nessuno ci sia mai riuscito. Il gigante? Ha ancora male alla gamba, avrebbe bisogno di più allenamento. Ninna le ha detto di smettere? Non era per fare dei bambini, ma diminuire i rischi».

Sofia Goggia è caduta.

«A inizio stagione non ha fatto cose straordinarie ma neanche mediocri, qualche errore ma anche una gara vinta, negli anni scorsi in coppa è stata la sciatrice dominante in discesa. Ha preso dei rischi, e ha perso tutto anziché vincere tutto. Ma lo sport è questo e l’insuccesso per Sofia, dal punto della sua evoluzione mentale, sarà una scuola migliore del successo».

Lindsey Vonn?

«Anche lei: ha iniziato bene la stagione, senza esagerare. Poi più si avvicinavano le Olimpiadi, più ha forzato. Al cancelletto della discesa aveva un atteggiamento completamente diverso, probabilmente non era pronta mentalmente per rischiare al 100 per cento».

Troppa pressione?

«Conosco la situazione, l’ho vissuta: i campioni come Odermatt, Tomba, Maier, Stenmark, producono le migliori performance quando sono sottoposti alla più intensa delle pressioni. Io avevo un obiettivo: battere i migliori. Per farlo devi allenarti duro e non perdere motivazioni, io sono stato incostante».

Vedremo in futuro atleti polivalenti e vincenti come è stato lei?

«C’è la tedesca Emma Aicher, sarà la futura campionessa di tutte le discipline e scommetto che vincerà la coppa generale la prossima stagione. Serve tanta intensità, forma fisica e psichica».

Gli italiani latitano nelle discipline tecniche.

«Dovremmo chiedere ad Alberto Tomba di tornare, scia ancora molto bene. Alberto è stata la cosa migliore che potesse accadere alla coppa del mondo. Dovremmo avere personalità come la sua, ci si avvicina Lucas Pinheiero Braathen. La gente guarda in tv i personaggi, non solo gli atleti. Se lo sci vuole rimanere attraente ed entrare a un altro livello, dobbiamo imparare dagli altri sport: servono storie per non perdere la sfida col calcio, col tennis, col golf».

Alex Vinatzer ha sbagliato la manche di slalom della combinata, suggerimenti?

«E’ stato difficile per lui, ha sentito la responsabilità di difendere il miglior tempo di Franzoni in discesa. Ha cercato di vincere facile, invece non funziona così. Ma non bisogna condannarlo, è successa la stessa cosa a Mikaela Shiffrin. Ma questo è quello che è interessante nello sci, non puoi prevedere chi vincerà».

Le piace il nuovo format della combinata a squadre?

«Commovente, non solo perché vedi i migliori nelle due discipline, ma perché vedi anche un’emozione di squadra».

Cos’è cambiato nello sci rispetto ai suoi tempi?

«Gli sci stessi, noi eravamo acrobati nel fare le curve, ora girano da soli ma per governarli serve tanta potenza. Per questi vediamo anche più incidenti. In più, è diventato uno sport sempre più caro, esclusivo, e per questo anche più internazionale, arrivano paesi un tempo poveri che si sono sviluppati e vogliono entrare nel Circo. L’unica cosa che non sopporto? L’e-ski, lo sci virtuale: i ragazzi sprecano troppe energie sui cellulari».

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