Pellegrino guida la staffetta al bronzo, l’Italia del fondo sul podio olimpico dopo 20 anni
dal nostro inviato Giampaolo VisettiTESERO – Finalmente grande Italia anche nel fondo. A vent’anni dall’ultima medaglia olimpica nella staffetta, oro e argento a Torino 2006, il quartetto azzurro maschile conquista uno straordinario bronzo sul circuito di Lago di Tesero. A fare il capolavoro in Val di Fiemme il fuoriclasse senza tempo Federico Pellegrino, a un passo dall’addio dalle competizioni dopo sedici anni ad altissimo livello.
Il capolavoro di Pellegrino
Il poliziotto valdostano, con un’ultima frazione da fenomeno, a 35 anni trascina gli azzurri sul podio recuperando 21 secondi nel primo giro al finlandese Niko Anttola e lasciandolo poi letteralmente sul posto nella salita finale. Capolavoro anche di tattica; dopo il grande recupero, Pellegrino per alcuni chilometri è rimasto a rifiatare alle spalle del finlandese, per recuperare energie prima della sparata finale.
Klaebo nella storia
Davanti all’Italia, splendida anch…
TESERO – Finalmente grande Italia anche nel fondo. A vent’anni dall’ultima medaglia olimpica nella staffetta, oro e argento a Torino 2006, il quartetto azzurro maschile conquista uno straordinario bronzo sul circuito di Lago di Tesero. A fare il capolavoro in Val di Fiemme il fuoriclasse senza tempo Federico Pellegrino, a un passo dall’addio dalle competizioni dopo sedici anni ad altissimo livello.
Il capolavoro di Pellegrino
Il poliziotto valdostano, con un’ultima frazione da fenomeno, a 35 anni trascina gli azzurri sul podio recuperando 21 secondi nel primo giro al finlandese Niko Anttola e lasciandolo poi letteralmente sul posto nella salita finale. Capolavoro anche di tattica; dopo il grande recupero, Pellegrino per alcuni chilometri è rimasto a rifiatare alle spalle del finlandese, per recuperare energie prima della sparata finale.
Klaebo nella storia
Davanti all’Italia, splendida anche con Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo, che sono riussciti a non farsi staccare dai migliori, solo l’inarrivabile Norvegia di Johannes Klaebo e la Francia trascinata dalla coppia Lapalus-Desloges. Il marziano Klaebo si aggiudica il quarto oro di questi Giochi e con nove vittorie olimpiche entra nella storia del fondo diventando l’atleta più grande di sempre.
Pellegrino: “Un bronzo che vale oro”
Con questo bronzo Federico Pellegrino si mette invece al collo la terza medaglia in tre edizioni dei Giochi, dopo il doppio argento in Corea del Sud e Cina. “Questo bronzo però – dice commosso sul traguardo – per me vale oro. Chiude sedici anni di lavoro e lancia i miei giovani compagni nel futuro. Vincere in Italia, davanti a un tifo bellissimo, ha un sapore diverso che farlo in Paesi lontani. Ci speravo, ma le medaglie si conquistano solo dopo che si passa il traguardo. Ora sono in pace e posso pensare alla mia famiglia: un grazie senza fine ai compagni che mi hanno regalato questa gioia”.
La staffetta per il bis
Appena tagliato il traguardo Pellegrino si inginocchia e bacia la neve. Poi scavalca le transenne e va ad abbracciare la moglie e i loro due bambini, in lacrime e felici a bordo pista. Migliaia di tifosi esultano e chiamano gli azzurri quando salgono sul podio. Mercoledì, nella staffetta Team sprint, una seconda medaglia azzurra non è un più un sogno lontano.