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Edelman: “Al Villaggio tutti cortesi, un unico atleta accusa noi israeliani”

Adam Edelman (reuters)

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Il pilota di bob è uno dei personaggi più discussi di questi Giochi anche per le sue posizioni estreme su Gaza
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CORTINA – Erano finiti nei notiziari di tutto il mondo per il misterioso furto nel loro appartamento, in una località segreta per motivi di sicurezza. Adesso la squadra israeliana di bob riappare qui, sulla pista “Eugenio Monti” di Cortina, e nel villaggio in cui ha allestito una piccola sinagoga. Il telecronista della svizzera Rts, prima che la tv rimuovesse il video e vietasse ulteriori commenti, ha raccontato la loro discesa parlando di un team impegnato nel genocidio e della necessità di espellerlo dalle Olimpiadi. Il più accusato è stato il pilota Adam Edelman, nato a Boston, figlio di una avvocatessa e un ingegnere biomedico ebrei americani ortodossi, fratello di Alex, conosciuto attore e comico. In un video tornato virale sbeffeggia una scritta Free Palestine.

Edelman, è vero che ha sostenuto che la guerra a Gaza è la più giusta della storia, dopo il 7 ottobre?

«Non posso entrare nei dettagli».

È vero che nel team ci sono membri dell’Idf, compreso Ward Fawarseh che lei sos…

CORTINA – Erano finiti nei notiziari di tutto il mondo per il misterioso furto nel loro appartamento, in una località segreta per motivi di sicurezza. Adesso la squadra israeliana di bob riappare qui, sulla pista “Eugenio Monti” di Cortina, e nel villaggio in cui ha allestito una piccola sinagoga. Il telecronista della svizzera Rts, prima che la tv rimuovesse il video e vietasse ulteriori commenti, ha raccontato la loro discesa parlando di un team impegnato nel genocidio e della necessità di espellerlo dalle Olimpiadi. Il più accusato è stato il pilota Adam Edelman, nato a Boston, figlio di una avvocatessa e un ingegnere biomedico ebrei americani ortodossi, fratello di Alex, conosciuto attore e comico. In un video tornato virale sbeffeggia una scritta Free Palestine.

Edelman, è vero che ha sostenuto che la guerra a Gaza è la più giusta della storia, dopo il 7 ottobre?

«Non posso entrare nei dettagli».

È vero che nel team ci sono membri dell’Idf, compreso Ward Fawarseh che lei sostenne quando era impegnato a Gaza?

«Sì, ce ne sono un paio che stanno gareggiando con noi. Io invece non sono inquadrato nell’esercito».

Il governo vi appoggia?

«Credo che l’intera nazione sia orgogliosa di avere una squadra israeliana di bob alle Olimpiadi».

Prima di una discesa ha indicato la bandiera sulla divisa.

«L’obiettivo principale della squadra era essere la prima israeliana alle Olimpiadi, ma non l’ultima. Vogliamo che qualche ragazzo più giovane ci veda e dica: “Posso farcela”. E porti avanti questo programma, senza lasciarlo morire. Siamo orgogliosi come israeliani, vogliamo che questa sia una squadra eterna che gareggi in tutte le Olimpiadi, non una sola volta e basta».

(reuters)

Non vivete più in una località segreta?

«No, siamo al Villaggio. Siamo solo atleti, accettiamo la situazione, è così che va la vita».

In quali circostanze è avvenuto il furto prima dei Giochi?

«Mi dispiace per chiunque abbia fatto quel gesto, è triste, spero che qualcuno li aiuti. Ma non sono io a dover giudicare».

Cosa hanno rubato nell’appartamento israeliano?

«Tante attrezzature, hanno portato via anche valigie, cibo. Poi si sono fatti una doccia. È stato pazzesco».

Avete sospetti?

«Abbiamo la sensazione che non ci sia stata alcuna effrazione. Come se sapessero che eravamo lì, e fossero in grado di entrare perché qualcuno glielo ha permesso».

Che rapporti avete con gli altri atleti al Villaggio?

«Non parliamo molto, però tutti sono molto gentili. Solo un atleta ha detto che abbiamo ucciso bambini e cose del genere. Ma è così che vanno le cose».

Un atleta di quale nazione?

«Non posso entrare nei dettagli».

Cosa volete dimostrare?

«Qualificarsi è stata la sfida più difficile della mia vita ma ce l’abbiamo fatta. Noi siamo atleti olimpici. Rappresentiamo il nostro Paese con orgoglio, e penso che lo sport sia un linguaggio universale. Vogliamo lasciare la politica fuori dalla porta e gareggiare ad armi pari».

Da chi è composto il team?

«È straordinario che gli altri ragazzi siano nati tutti in Israele. Abbiamo in squadra atleti di ogni estrazione, uno di Gerusalemme, un druso, 100 % di etnia araba, un esponente dell’ebraismo ortodosso Chabad. Lui (indica il frenatore Menachem Chen, ndr) ha fondato la squadra con me, e ha ottenuto un risultato straordinario per la sua comunità, un villaggio del Nord del Paese. Penso che la gente dovrebbe vedere la squadra per quello che è: questa è la società israeliana».

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