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Gutmann: “Il pattinaggio cambia, ma io resto classica. E non farò mai il salto mortale all’indietro”

Lara Naki Gutmann

 

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Intervista all’azzurra bronzo nel team event che sta crescendo anche nell’individuale
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L’azzurra Lara Naki Gutmann, 23 anni, che fa parte del Team Visa, riparte verso i prossimi mondiali di pattinaggio (a fine marzo a Praga) con il 15° posto olimpico, dopo il bronzo nel team event. «Sono abbastanza soddisfatta». Nel libero sulle musiche de Lo Squalo si è riscattata con un programma senza sbavature: punteggio di 134,19, appena un punto sotto il suo record stagionale.

Chi le è piaciuta di più tra le sue avversarie?

«Apprezzo lo stato d’animo di Alysa Liu. La sua energia è spettacolare e anche di persona è molto simpatica. Io esco da queste Olimpiadi molto stanca, ho bisogno di un po’ di riposo prima di ripartire, ma con la consapevolezza che il lavoro fatto è giusto. Sono riuscita a rimanere lucida in ogni elemento e li ho portati tutti a casa. Sono veramente contenta di questo, si tratta di continuare su questa strada e di migliorare il livello tecnico. Non sono lontana dai 200 punti e non mi pongo limiti».

Lei è mancina come Carolina Kostner.

«Sì ma solo di piedi, …

L’azzurra Lara Naki Gutmann, 23 anni, che fa parte del Team Visa, riparte verso i prossimi mondiali di pattinaggio (a fine marzo a Praga) con il 15° posto olimpico, dopo il bronzo nel team event. «Sono abbastanza soddisfatta». Nel libero sulle musiche de Lo Squalo si è riscattata con un programma senza sbavature: punteggio di 134,19, appena un punto sotto il suo record stagionale.

Chi le è piaciuta di più tra le sue avversarie?

«Apprezzo lo stato d’animo di Alysa Liu. La sua energia è spettacolare e anche di persona è molto simpatica. Io esco da queste Olimpiadi molto stanca, ho bisogno di un po’ di riposo prima di ripartire, ma con la consapevolezza che il lavoro fatto è giusto. Sono riuscita a rimanere lucida in ogni elemento e li ho portati tutti a casa. Sono veramente contenta di questo, si tratta di continuare su questa strada e di migliorare il livello tecnico. Non sono lontana dai 200 punti e non mi pongo limiti».

Lei è mancina come Carolina Kostner.

«Sì ma solo di piedi, scrivo con la destra. Nel pattinaggio non dà particolari problemi».

(lapresse)

Sakamoto, la regina giapponese del ghiaccio, si ritira a 25 anni. Non è presto?

«Si vede che Kaori pensa di aver dato tutto. Questo è uno sport che consuma, dove ti giochi tutto in pochi minuti. Basta una scivolata e il lavoro che hai fatto svanisce. È molto crudele. Mi dispiace che l’altra sera Sakamoto abbia finito affranta. Io da parte mia ho avuto un leggero malessere per tutto il giorno, mi sono svegliata con il mal di testa, non proprio l’ideale se devi scendere in pista. Però devo dire che poi l’adrenalina della gara mi ha aiutata e sono riuscita a scalare tre posizioni».

Il pattinaggio sta cambiando: più show, meno arte.

«Cerca di venire incontro al pubblico, di farlo partecipare. Anche se io sono più classica, mi piace ricercare il gesto elegante e raffinato. Per questo lavoro con una ballerina della Scala per la parte interpretativa. Qui si è parlato molto di backflip, di salto mortale all’indietro. Io non lo capisco, nel senso che non dà punti, è inutile, anche se la gente si eccita a vederlo. Piace molto».

Lo inserirà mai?

«No, non mi appartiene come genere. Anche se sono una persona che sul ghiaccio ama divertirsi tendo a cercare altre traiettorie. Non tutto è andato come volevo, ma sono felice».

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