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Sci alpinismo, Italia senza medaglia. Oro Francia nella staffetta mista

Michele Boscacci (reuters)

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Alba De Silvestro e Michele Boscacci chiudono al 5° posto. Sul podio anche Svizzera e Spagna
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All’ultima discesa prima del traguardo, Thibault Anselmet saluta la folla ai lati della Stelvio mentre infila le pelli degli sci nella tutina. Applausi. La compagna in staffetta mista, Emily Harrop, d’argento nella sprint individuale mentre lui è stato bronzo nel maschile, corre ad abbracciarlo. La Francia de Les enfants terribles è il primo paese campione olimpico nello sci alpinismo che debutta ai Giochi di Milano Cortina.

L’argento va alla Svizzera di Marianne Fatton (oro nella sprint individuale) e Jon Kistler, di due rossocrociati in ritardo di 11"9. La Spagna è di bronzo (a +26’’5) dopo aver rischiato grosso con Ana Alonso Rodriguez che al cambio con Oriol Cardona Coll (campione nella sprint maschile), ha tolto gli sci oltre la zona consentita: i 3 secondi di penalità non compromettono il loro terzo posto.

Gli italiani Alba De Silvestro e Michele Boscacci, coppia anche nella vita, chiudono entrambi quinti a poco più di un minuto dai francesi. Davanti a loro, gli americani A…

All’ultima discesa prima del traguardo, Thibault Anselmet saluta la folla ai lati della Stelvio mentre infila le pelli degli sci nella tutina. Applausi. La compagna in staffetta mista, Emily Harrop, d’argento nella sprint individuale mentre lui è stato bronzo nel maschile, corre ad abbracciarlo. La Francia de Les enfants terribles è il primo paese campione olimpico nello sci alpinismo che debutta ai Giochi di Milano Cortina.

L’argento va alla Svizzera di Marianne Fatton (oro nella sprint individuale) e Jon Kistler, di due rossocrociati in ritardo di 11"9. La Spagna è di bronzo (a +26’’5) dopo aver rischiato grosso con Ana Alonso Rodriguez che al cambio con Oriol Cardona Coll (campione nella sprint maschile), ha tolto gli sci oltre la zona consentita: i 3 secondi di penalità non compromettono il loro terzo posto.

Gli italiani Alba De Silvestro e Michele Boscacci, coppia anche nella vita, chiudono entrambi quinti a poco più di un minuto dai francesi. Davanti a loro, gli americani Anna Gibson e il barbutissimo Cameron Smith. Alba, veneta, 30 anni, era uscita dalle semifinali della sprint, lui, 36, non aveva superato le batterie della gara veloce tra i maschi. I due vivono in Valtellina, ad Albosaggia, dove Michele ha messo su una stalla di una quarantina di mucche, non tanto per business (“al massimo produrrò latte”), ma perché ama gli animali. Dice: “Ci siamo divertiti, non abbiamo commesso errori, tranne che nella prima salita mi sono fatto predente emotivamente dagli avversari e mi sono un po’ bruciato la gamba”. Alba aggiunge: “Ci sarebbe piaciuto prendere una medaglia, ma i valori in campo sono stati rispettati, i più forti hanno vinto e non ci sono stati colpi di scena strani. Il format? Questo è un punto di partenza e non di arrivo”.

Alba de Silvestro 

La staffetta mista, a differenza della sprint individuale, è stata disputata su un percorso diverso, con una salita e una discesa aggiuntive che rendevano la sfida ancora più impegnativa. Le squadre miste si sono alternate tra donne e uomini su quattro giri, due a testa. La lunghezza del percorso: 1.410 metri con un dislivello totale di circa 137 metri. La prima salita su un tracciato delimitato, il primo cambio (via le pelli sotto gli sci), la discesa, secondo cambio (di nuovo su le pelli) per affrontare una seconda salita tra i rombi, altro cambio (sci nello zaino) e su per circa 50 scalini, altro cambio (di nuovo sugli sci per salita) e infine l’ultimo cambio, via le pelli per la discesa.

Il podio (reuters)

E’ uno sci diverso, all’incontrario: si sale, più che scendere. Per amore della fatica, della natura, di un senso di comunità e persino di verità. E in effetti si respira un’aria molto particolare tra gli atleti dei vari paesi e anche tra gli appassionati: come di qualcosa da condividere, piuttosto che di qualcosa dove prevalere. Disciplina antica, radicata nelle montagne, trasmessa tra le generazioni. Il format scelto per debuttare alle Olimpiadi è solo un’istantanea, non da tutti apprezzata, dello sport nella sua profondità e natura. Ma almeno è uscito dall’ombra, sul palco più importante che c’è.

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