CORTINA – Ci sono molti modi di gareggiare, tantissimi di allenarsi. C’è un atleta delle Paralimpiadi, un biathleta e fondista ucraino, che ha fatto una sintesi di tutto ciò e ha trovato la formula perfetta. Anzi, l’ha fatta trovare all’intelligenza artificiale.
Coach ChatGPT
Maksym Murashkovskyi ha attribuito infatti all’intelligenza artificiale tutto il merito della sua preparazione, che gli è valsa l’argento nella gara individuale di para-biathlon riservata ad atleti ipovedenti. “Negli ultimi sei mesi mi sono allenato con ChatGPT”, ha dichiarato il 25enne ucraino. “Non si trattava solo di tattica, era metà del mio piano di allenamento, della motivazione, eccetera. Insomma, una parte enorme di tutta la mia preparazione. Lo usavo come psicologo, allenatore e, a volte, anche come medico”. Un’idea che potrebbe prendere piede, con buona pace di ognuna di queste categorie. Ho vinto anche una gara di Coppa del mondo in Polonia grazie ChatGPT, da allora non posso più farne a meno”.
“T…
CORTINA – Ci sono molti modi di gareggiare, tantissimi di allenarsi. C’è un atleta delle Paralimpiadi, un biathleta e fondista ucraino, che ha fatto una sintesi di tutto ciò e ha trovato la formula perfetta. Anzi, l’ha fatta trovare all’intelligenza artificiale.
Coach ChatGPT
Maksym Murashkovskyi ha attribuito infatti all’intelligenza artificiale tutto il merito della sua preparazione, che gli è valsa l’argento nella gara individuale di para-biathlon riservata ad atleti ipovedenti. “Negli ultimi sei mesi mi sono allenato con ChatGPT”, ha dichiarato il 25enne ucraino. “Non si trattava solo di tattica, era metà del mio piano di allenamento, della motivazione, eccetera. Insomma, una parte enorme di tutta la mia preparazione. Lo usavo come psicologo, allenatore e, a volte, anche come medico”. Un’idea che potrebbe prendere piede, con buona pace di ognuna di queste categorie. Ho vinto anche una gara di Coppa del mondo in Polonia grazie ChatGPT, da allora non posso più farne a meno”.
“Tecnologia rivoluzionaria”
“È una tecnologia rivoluzionaria” ha proseguito il biathleta ucraino, “purtroppo la si vede anche nell’ambito militare e in ambiti negativi. Ma è come con la chimica o la biologia: qualcuno può usarla per qualcosa di buono, qualcuno per qualcosa di cattivo. Io la uso per studiare, per le lingue, per alcuni dei miei progetti, nella chimica, nella biologia e nello sport”. Nella gara di domenica ha fatto percorso netto al poligono, conquistando la sua prima medaglia ai Giochi nella sua seconda gara paralimpica insieme alla guida Vitali Trush: “Sono stato tranquillo al poligono, mi sento sempre a mio agio con il fucile e con il tiro”. Tornerà in gara questa mattina, stavolta nella 10 km di fondo. “Allenatori, psicologi e medici hanno i giorni contati? Non completamente per i prossimi cinque-dieci anni. Ma in parte sì, sicuramente”.