CORTINA – Alle Paralimpiadi il tempo non è uguale per tutti. Fateci caso: per alcuni atleti il cronometro scorre più lentamente del normale. Un minuto può durare più di un minuto, insomma. Se vi sembra un’estensione della Teoria della relatività di Albert Einstein, siete quasi sulla strada giusta. Il tempo e lo spazio non sono dati oggettivi, in un mondo in cui il giudice ultimo si chiama “factored time”, tempo fattorizzato.
Cos’è il tempo fattorizzato
Il factored time è quel sistema di calcolo usato negli sport invernali paralimpici per consentire ad atleti con diversi livelli di disabilità, appartenenti a categorie diverse, di competere equamente nella stessa nelle gare “a cronometro”, tutte quelle dell’alpino e molte di quelle del fondo. Il sistema si basa su un coefficiente matematico che cerca di rendere eque le gare fra atleti della stessa macrocategoria. L’atleta con maggiore funzionalità residua (ossia quello più vicino ad essere un individuo normodotato) avrà un tempo de…
CORTINA – Alle Paralimpiadi il tempo non è uguale per tutti. Fateci caso: per alcuni atleti il cronometro scorre più lentamente del normale. Un minuto può durare più di un minuto, insomma. Se vi sembra un’estensione della Teoria della relatività di Albert Einstein, siete quasi sulla strada giusta. Il tempo e lo spazio non sono dati oggettivi, in un mondo in cui il giudice ultimo si chiama “factored time”, tempo fattorizzato.
Cos’è il tempo fattorizzato
Il factored time è quel sistema di calcolo usato negli sport invernali paralimpici per consentire ad atleti con diversi livelli di disabilità, appartenenti a categorie diverse, di competere equamente nella stessa nelle gare “a cronometro”, tutte quelle dell’alpino e molte di quelle del fondo. Il sistema si basa su un coefficiente matematico che cerca di rendere eque le gare fra atleti della stessa macrocategoria. L’atleta con maggiore funzionalità residua (ossia quello più vicino ad essere un individuo normodotato) avrà un tempo del 100%: un secondo del cronometro è un secondo reale. Per gli atleti con meno funzionalità, il tempo scorre un po’ più lentamente: lo si può notare a occhio nudo seguendo la sovrimpressione in una gara. Il sistema è imperfetto: è difficilissimo trovare dei criteri oggettivi inoppugnabili. Ma così si cerca di restituire fedeltà alla prestazione di un atleta.
La fisica del tempo
In fisica la dilatazione del tempo, in accordo con la teoria della relatività ristretta, è il fenomeno per cui la durata di un medesimo evento risulta maggiore se misurata in un sistema di riferimento in moto rispetto a quello assunto come solidale con l'evento. La dilatazione temporale diventa rilevante solo se la velocità relativa tra i due sistemi di riferimento è una frazione significativa (> 10%) della velocità della luce nel vuoto. Su questa scoperta si basa il complicato sistema del factored time.
Il sistema di valutazione
La Fis, la federazione internazionale dello sci, è responsabile della classificazione di un atleta. Se la Fis conclude che un atleta è idoneo, viene invitato a partecipare a una sessione di valutazione con una commissione di classificazione. Questa sessione comprende domande sulla diagnosi medica e sulla storia di allenamento, seguite da una valutazione fisica e, se necessario, tecnica. Durante questa fase, la commissione può esaminare diversi aspetti, dalla forza muscolare all’ampiezza di movimento e alla coordinazione. Successivamente viene effettuata una valutazione specifica per lo sport, in cui la menomazione idonea viene confrontata con i Criteri Minimi di Menomazione (MIC) di ciascuna disciplina. Il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) definisce questi criteri come “il livello minimo di menomazione derivante da una menomazione idonea necessario affinché un atleta possa essere autorizzato a partecipare allo sport paralimpico”. I partecipanti vengono quindi valutati in base ai criteri relativi allo sport scelto. I MIC variano non solo tra le diverse discipline, ma anche tra le diverse menomazioni idonee, poiché una menomazione può manifestarsi in modi differenti sia sull’atleta sia nel modo in cui pratica lo sport. A questo punto il processo passa dalla domanda “se un atleta può competere” alla domanda “come può competere”, ed è qui che entrano in gioco le classi sportive.
Le classi
Gli sciatori alpini ad esempio competono in una delle tre categorie: in piedi (standing), seduti (sitting) e ipovedenti/non vedenti (vision impaired). All’interno di ciascuna categoria, tutti gli atleti gareggiano insieme indipendentemente dalla loro specifica classe sportiva. Per garantire una competizione equa tra atleti con diversi tipi e livelli di menomazione, i risultati vengono calcolati utilizzando un tempo corretto tramite coefficienti (factored timing).