La mamma di Mattia: “Cobolli sensibile come pochi, gli siamo grati per quello che ha fatto”
di Niccolò MaurelliROMA – Quando penso a Flavio, mi vengono in mente l’umanità e la gratitudine di un ragazzo sensibile come pochi». La personalità di Cobolli raccontata da chi l’ha conosciuto dal vivo, negli ultimi mesi, nel momento più tragico.
Al telefono c’è la voce toccata di Manuela, la mamma di Mattia, il tredicenne morto a Roma lo scorso aprile. Suo figlio era una promessa del Tennis Club Parioli, lo stesso che ha lanciato Cobolli verso il successo. «Erano legati. Flavio è un faro per i più giovani», racconta Paolo Cerasi, presidente del circolo. «Cobolli è un ragazzo con un’empatia fuori dal comune», prosegue. Manuela conferma: «Flavio conosceva bene Mattia. La nostra famiglia gli è grata per tutto quello che ha fatto: le dediche, il tatuaggio, la maglietta tributo. È un ragaz…
ROMA – Quando penso a Flavio, mi vengono in mente l’umanità e la gratitudine di un ragazzo sensibile come pochi». La personalità di Cobolli raccontata da chi l’ha conosciuto dal vivo, negli ultimi mesi, nel momento più tragico.
Al telefono c’è la voce toccata di Manuela, la mamma di Mattia, il tredicenne morto a Roma lo scorso aprile. Suo figlio era una promessa del Tennis Club Parioli, lo stesso che ha lanciato Cobolli verso il successo. «Erano legati. Flavio è un faro per i più giovani», racconta Paolo Cerasi, presidente del circolo. «Cobolli è un ragazzo con un’empatia fuori dal comune», prosegue. Manuela conferma: «Flavio conosceva bene Mattia. La nostra famiglia gli è grata per tutto quello che ha fatto: le dediche, il tatuaggio, la maglietta tributo. È un ragazzo molto umano e speriamo che vinca, come sempre», continua. Ma il tifo «lo avremmo fatto lo stesso, anche se non ci avesse dedicato nulla».
Certo, «la grande sensibilità dimostrata nei confronti della nostra famiglia ci spinge a tifare ancora di più». A una condizione, però: Flavio è molto scaramantico. E «io gli ho fatto una promessa», confessa Manuela. Quale? «Lo seguo soltanto dalla televisione, non dal vivo, perché agli Internazionali di Roma ero in tribuna e non è andata benissimo», sorride. Nella sua voce c’è tutta la dolcezza del mondo, unita alla consapevolezza di «dover fare maggiore sensibilizzazione su tematiche come la cura del disagio giovanile».
Il ricordo di Mattia resta vivo, sulla pelle di Cobolli, nel cuore di chi lo ama e ora lo celebra ancora di più: «Era un vero talento, dolcissimo», dice il presidente Cerasi. «Abbiamo deciso di intitolare a Mattia il girone finale dei campionati under 15. Proprio tre giorni fa mi è stato comunicato il via libera dalla Federazione».