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Cobolli da applausi, ma il Roland Garros è di Zverev: trionfo al 5° set, primo Slam per il tedesco

Alexander Zverev esulta a fine match 

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L’azzurro gioca una grande partita e finisce tra gli applausi del pubblico di Parigi
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PARIGI – Che peccato, Flavio. A un passo dal paradiso, Cobolli si è arreso al quinto set (6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1) al termine di una partita che è stata per 4 ore e 16 minuti un’altalena di emozioni, con l’azzurro generoso e all’altezza del numero 3 del mondo. Sascha Zverev vince a 29 anni il primo Slam della carriera, ma anche Cobbo avrebbe meritato di sollevare la Coppa dei Moschettieri, perché – a parte una prima frazione buttata via per la troppa tensione – è stato all’altezza dell’avversario. Per la seconda volta consecutiva, dopo la drammatica sfida tra Alcaraz e Sinner dello scorso anno, salutiamo il Roland Garros con orgoglio ma ci resta in bocca un sapore amaro.

Cobolli: “Sono stati i giorni più belli della mia vita”

Adriano Panatta, che qui trionfò mezzo secolo fa in finale con Solomon, consegna il trofeo nelle mani del vincitore. Lo aveva fatto anche 10 anni fa, allora a vincere era stato Djokovic ed era il primo successo parigino, per Sua Maestà Nole. Ma prima, c’è un prem…

PARIGI – Che peccato, Flavio. A un passo dal paradiso, Cobolli si è arreso al quinto set (6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1) al termine di una partita che è stata per 4 ore e 16 minuti un’altalena di emozioni, con l’azzurro generoso e all’altezza del numero 3 del mondo. Sascha Zverev vince a 29 anni il primo Slam della carriera, ma anche Cobbo avrebbe meritato di sollevare la Coppa dei Moschettieri, perché – a parte una prima frazione buttata via per la troppa tensione – è stato all’altezza dell’avversario. Per la seconda volta consecutiva, dopo la drammatica sfida tra Alcaraz e Sinner dello scorso anno, salutiamo il Roland Garros con orgoglio ma ci resta in bocca un sapore amaro.

Cobolli: “Sono stati i giorni più belli della mia vita”

Adriano Panatta, che qui trionfò mezzo secolo fa in finale con Solomon, consegna il trofeo nelle mani del vincitore. Lo aveva fatto anche 10 anni fa, allora a vincere era stato Djokovic ed era il primo successo parigino, per Sua Maestà Nole. Ma prima, c’è un premio anche per Flavio. Che sorride, mentre Adriano gli dà una pacca di incoraggiamento. «Non è facile per me parlare in questo momento. Sascha, se qualcuno mi avesse chiesto chi meritasse di più questo titolo, avrei fatto il tuo nome. Abbiamo un rapporto speciale: sono contento per te, ma triste perché ci sono andato veramente vicino. Adesso che hai coronato il tuo sogno, fammi vincere la prossima volta. Sono state le migliori settimane della mia vita: questo è lo Slam più bello, per me. Ho sentito un po’ di pressione, Adriano: non è facile giocare davanti a te, complimenti per la carriera che hai avuto». Ringrazia il muro azzurro di tifosi che lo ha incitato per tutta la partita. «Non riesco a guardarvi, altrimenti mi metto a piangere». Poi si rivolge alla squadra: «Vi prego, sorridete. È un privilegio lavorare con voi. Mia madre dopo tutte queste emozioni è ancora viva, per fortuna. Ho iniziato a giocare da giovanissimo, e sono ancora giovane: non è finita, spero di ottenere qualcosa di speciale. Intanto, mi rimane il sorriso».

Cobolli nella top10

Flavio può comunque celebrare un torneo strepitoso, che da domani gli permetterà di entrare nella Top10. Al termine del match ha ricevuto i sinceri applausi di un pubblico che ha soprattutto tifato per lui, bello e coraggioso come un guerriero romano. Aveva il pronostico contro, ha risposto da autentico campione. Lo rivedremo a Wimbledon a fine mese, sarà sicuramente protagonista insieme a Sinner e gli altri gioielli italiani. Zverev, il primo tedesco dell’èra moderna a vincere il torneo francese, ha chiuso il match sdraiato per terra, sfinito. Si è messo a piangere per la gioia, poi è salito in tribuna ad abbracciare il padre-allenatore. Nel frattempo, Stefano, anche lui padre-allenatore di Flavio, guardava il figlio con amore. E forse si è commosso.

Zverev a terra dopo il punto della vittoria (reuters)

Flavio troppo contratto, primo frazione senza storia

Nel primo set è successo esattamente tutto quello che non doveva accadere: Zverev è stato micidiale nel servizio (un impressionante 76% di prime, esattamente come aveva promesso alla vigilia) e con rovescio, in particolare in diagonale. Cobolli è partito terribilmente contratto, non ha trovato vie d’uscita all’insostenibile gioco da fondo del tedesco: quando ha rischiato, che fosse un’accelerazione o una palla corta, ha quasi sempre finito per sbagliare. Soprattutto è mancato nel servizio (solo il 60% di prime), e questo con uno come Sascha non se lo può permettere.

(afp)

La rimonta del romano, e Sascha perde le staffe

All’inizio della seconda frazione, Cobolli ha aggiustato la mira in battuta e questo gli ha permesso di restare attaccato nel punteggio. Sul 3-3 ha però approfittato di uno dei tanti, improvvisi sbandamenti che hanno tormentato la carriera del suo avversario: dopo un’ora di gioco – e 14 punti consecutivi sulla sua battuta - Zverev ha cominciato ad essere impreciso, meno efficace col servizio (2 doppi falli nello stesso game) e tirando malamente fuori un dritto si è visto sfilare sotto il naso il suo turno di battuta. Ha cominciato a litigare vistosamente col padre e il resto del team. L’azzurro ha mantenuto il vantaggio, è addirittura andato vicino al secondo break, quindi ha chiuso su un altro sbaglio del tedesco e si è messo in tasca un po’ a sorpresa il secondo set. Dopo un’ora e mezza di gioco, i finalisti sono un set per parte.

Cobolli regala il terzo set

Ora più sicuro di sé, Flavio ha fatto un game a testa con Sascha. Nel quarto ha rischiato parecchio, con due palle break consecutive concesse, però ha avuto il coraggio e la lucidità per venire fuori brillantemente. Cobolli ha preso fiducia, Zverev si è mantenuto largamente sopra il 70% di prime. Col match più equilibrato dal punto di vista fisico e tattico, è cominciata una battaglia soprattutto mentale: entrambi consapevoli che anche una piccola incertezza sarebbe stata sufficiente all’altro per prendere il largo. È successo sul 30-0 a suo favore: il romano ha messo in fila 4 errori consecutivi. E all’improvviso il set gli è scivolato via, come sabbia tra le dita.

L'abbraccio tra Zverev e Cobolli 

Le montagne russe, il tie-break: l’azzurro la porta al quinto

Cosa si dice di Sascha? Ah, già. Che all’improvviso, si perde: con 2 doppi falli e un erroraccio ha regalato il break a Flavio, bravo a consolidare il vantaggio col servizio. Sul 3 a 2 a suo favore e turno di battuta, l’azzurro si è messo nei guai da solo: ha offerto 3 palle break consecutive all’avversario, ha incredibilmente rimediato ma poi si è fatto prendere dalla fretta. Il tedesco ha ringraziato, pareggiando il punteggio. Invece di deprimersi, Cobolli ha tirato fuori le zanne e strappato nuovamente il servizio all’altro. Sul 5-4, vicinissimo a chiudere il set e con Zverev che si massaggiava la coscia sinistra affaticata, Flavio ha però subìto un’altra rimonta, complici 2 rovesci lungolinea al millimetro. Alla fine, montagne russe di emozioni, si è andati al tie-break. Peccato, anzi no: perché dopo una breve incertezza iniziale, il tennista italiano si è messo a comandare e – fallita in maniera quasi goffa la prima palla del set - ha chiuso con un formidabile dritto lungolinea. Per il secondo anno consecutivo, il Roland Garros si è deciso al quinto set.

Ci voleva un niente per ribaltare tutto. Invece…

Ahia. Nel quinto set, Flavio ha subito subito un break. Ha avuto subito l’occasione per restituire la cortesia, però il tedesco – in difficoltà dal punto di vista muscolare, costretto ad essere più istintivo e paradossalmente efficace - è riuscito a salire 2-0, poi a brekkare una seconda volta consecutiva. Cobolli si è fatto a sua volta massaggiare. Di nuovo 2 palle break per lui, però Zverev alla fine ha allungato 4-0. Ci voleva un niente, per ribaltare la situazione. Invece. Sascha è tornato a servire con percentuali importanti, l’azzurro non ha smesso di lottare un attimo. Però la storia era ormai scritta. Tre match point sul servizio di Flavio. “Balle de titre”, secondo il protocollo. Alla seconda, Cobolli ha messo fuori uno smash. Zverev è crollato a terra, campione. E ha cominciato a piangere per la felicità.

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