Piangono, il fratello Guglielmo e papà Stefano. Nel box di Cobolli vince la commozione. Vicino a loro c’è Edoardo Bove, l’amico di sempre, dai tempi delle giovanili della Roma. «Edoardo ha rosicato un po’, sembrava proprio fatta», confessa Matteo Santopadre (figlio di Vincenzo, coach di Sonego), uno del gruppo dei «tori», la comitiva storica che accompagna Flavio in tour. Anche se al Roland Garros l’appuntamento con la storia è saltato, «anzi rimandato», correggono il tiro i suoi compagni di vita, rimasti a Parigi molto più del previsto. «Ci ha voluto fino alla fine», rivela Lorenzo, un altro fratello acquisito.
Flavio Cobolli
La scaramanzia di Flavio
«Perché Flavio è scaramantico e dovevamo essere gli stessi dell’inizio. Pensate che io devo mandargli sempre lo stesso messaggio prima di ogni partita». E gli esami? «Ne stavo preparando uno, ma per Cobolli ho scelto di saltarlo», …
Piangono, il fratello Guglielmo e papà Stefano. Nel box di Cobolli vince la commozione. Vicino a loro c’è Edoardo Bove, l’amico di sempre, dai tempi delle giovanili della Roma. «Edoardo ha rosicato un po’, sembrava proprio fatta», confessa Matteo Santopadre (figlio di Vincenzo, coach di Sonego), uno del gruppo dei «tori», la comitiva storica che accompagna Flavio in tour. Anche se al Roland Garros l’appuntamento con la storia è saltato, «anzi rimandato», correggono il tiro i suoi compagni di vita, rimasti a Parigi molto più del previsto. «Ci ha voluto fino alla fine», rivela Lorenzo, un altro fratello acquisito.
Flavio Cobolli
La scaramanzia di Flavio
«Perché Flavio è scaramantico e dovevamo essere gli stessi dell’inizio. Pensate che io devo mandargli sempre lo stesso messaggio prima di ogni partita». E gli esami? «Ne stavo preparando uno, ma per Cobolli ho scelto di saltarlo», aggiunge l’amico tra un sorriso e un sospiro, «ci avevamo creduto, sembrava fatta». Insieme a lui ci sono altre settanta persone: «Flavio si è portato dietro tutta Roma», prosegue Matteo. Dopo la sconfitta, tutta la «curva Flavio» ha cenato al ristorante. Una tavolata immensa. Ci sono la fidanzata Matilde, la mamma Francesca, papà Stefano e Guglielmo detto Gully, che ha messo da parte i libri della maturità per volare a Parigi e poi ha scritto una lettera a Flavio: «Ho sentito amore e orgoglio quando sei entrato in campo. Ora fa male, lo so, ma quel dolore è la misura di quanto hai amato questo momento». Senza dimenticare i nonni Giulio, Barbara, Daniela, che quando Flavio era piccolo si preoccupava: «Mio nipote diventerà un campione? Vale la pena fare questi sacrifici?». Pronta la risposta dello storico allenatore del Tennis Club Parioli Vittorio Magnelli: «Stia tranquilla, lo sarà».
Clima di festa nonostante la sconfitta
Clima di festa, nonostante tutto: «Flavio è così: anche nei momenti più duri trova la forza di strapparci un sorriso». La madre Francesca mentre osservava il figlio lottare contro Zverev faceva battute per allentare la tensione. Chi la conosce bene assicura: «Cobolli da bambino aveva un talento fuori dal comune, il padre Stefano l’ha fatto crescere, ma gran parte del merito è della mamma e dei suoi sacrifici».