“Non sono mica matto”, grida. Insomma. Daniil Medvedev ha decisamente qualche problema nella gestione delle emozioni: la rabbia, in particolare. Se date retta agli avversari, fuori dal campo è una delle persone più simpatiche, curiose e intelligenti del circuito. Però quando gioca a tennis: insopportabile. Provate a navigare sul web: troverete decine di video dedicati alle “follie” del moscovita.
La sceneggiata vergognosa di Medvedev
E poi, come dimenticare l’odiosa scenetta con Sinner alle Atp Finals di 4 anni fa? Dopo aver vinto il primo set per 6-0, aveva platealmente sbadigliato in faccia a Jannik: “Troppo facile. Mi annoio”. Daniil con quel sorrisetto perfido è uno che avrebbe fatto perdere la pazienza anche al Mahatma Gandhi. Figuriamoci l’altra sera, quando nel primo turno degli Us Open, sul match point per il francese Benjamin Bonzi, ha messo in piedi una sceneggiata vergognosa con gesti che sono stati censurati dalle televisioni (potete trovarli sui social, con un minimo di p…
“Non sono mica matto”, grida. Insomma. Daniil Medvedev ha decisamente qualche problema nella gestione delle emozioni: la rabbia, in particolare. Se date retta agli avversari, fuori dal campo è una delle persone più simpatiche, curiose e intelligenti del circuito. Però quando gioca a tennis: insopportabile. Provate a navigare sul web: troverete decine di video dedicati alle “follie” del moscovita.
La sceneggiata vergognosa di Medvedev
E poi, come dimenticare l’odiosa scenetta con Sinner alle Atp Finals di 4 anni fa? Dopo aver vinto il primo set per 6-0, aveva platealmente sbadigliato in faccia a Jannik: “Troppo facile. Mi annoio”. Daniil con quel sorrisetto perfido è uno che avrebbe fatto perdere la pazienza anche al Mahatma Gandhi. Figuriamoci l’altra sera, quando nel primo turno degli Us Open, sul match point per il francese Benjamin Bonzi, ha messo in piedi una sceneggiata vergognosa con gesti che sono stati censurati dalle televisioni (potete trovarli sui social, con un minimo di pazienza).
"Non ho fatto niente di male, è stato divertente”
Stava per ribaltare il risultato, gli è andata male. E allora, ha fatto rabbiosamente a pezzi la racchetta (niente di nuovo: due anni fa, a Washington, l’aveva poi scagliata in tribuna). Pochi minuti dopo, in conferenza stampa, ha sgranato gli occhioni innocente: “Non ho fatto niente di male. E comunque, è stato divertente". Non sono pazzo, appunto. Lo aspetta una multa salata, ma il problema sono i risultati. Talento purissimo, numero uno del mondo nel 2022, Medvedev, 29 anni, è scivolato al 13° posto del ranking Atp. Le cose minacciano di peggiorare. Cos’ha nella testa?
L’incredibile epilogo con Bonzi
A gennaio era arrivato felice a Melbourne. «Papà per la seconda volta: un maschietto, dopo Alisa». Uscito al 2° turno. Roland Garros? Subito fuori con Norrie. Stesso risultato a Wimbledon, proprio contro Bonzi, che si è ritrovato di fronte a New York: due set già persi e match point per l’altro, che è andato a servire. Un fotografo a bordo campo si è spostato proprio mentre il francese batteva: Greg Allensworth, il giudice di sedia, gli ha concesso di ripetere il servizio. Apriti cielo. Medvedev si è fatto sotto, ha aggredito a parole l’arbitro («Vuole tornare a casa, ragazzi. Non gli piace stare qui: viene pagato a partita, non a ore»), aizzando con gesti plateali il pubblico. Bonzi ha perso il terzo e il quarto set, alla fine però si è portato a casa l’incontro. Poco dopo, il russo si è comportato come se non fosse accaduto nulla: «Avrei voluto fare di peggio, ma ci sono le regole. Ho anche pensato che sarebbe stato bello finire così la mia carriera». Si ritira? «Macché. Però dal prossimo anno dovrò giocare meglio». Nel 2021 aveva vinto gli Us Open: «Perché non sapevo cosa regalare a mia moglie Daria per l’anniversario». Si è appoggiato a una psicologa, Francisca Dauzet: c’è molto lavoro da fare, Daniil.