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Sinner e i capelli di Alcaraz: “Comodi, ma troppo corti. Non li taglierò mai come lui”

Jannik Sinner 

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Il numero uno del mondo, dopo la vittoria al primo turno degli Us Open, scherza con il rivale. Domani l’azzurro contro Popyrin: “Sto bene, devo riposare come si deve. Il grosso dell’allenamento l’abbiamo fatto”
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«In certe partite, solo apparentemente facili, puoi provare alcune cose di più. Ma è anche vero che, se ho la possibilità di chiudere in fretta, ci provo. Sembra semplice, detto così: non lo è per niente, perché qui tutti sanno giocare benissimo a tennis, e nulla è scontato». Jannik con Kopriva ha fatto vedere qualcosa di diverso – la seconda palla di servizio, alcuni attacchi in controtempo, linee di corsa e l’uso del rovescio lungolinea –, ma senza scoprire troppo le carte.

Sinner: “Popyrin è migliorato molto”

Domani se la vedrà con l’australiano Alexei Popyrin, che nell’unico precedente – 4 anni fa, sulla terra rossa di Madrid – lo aveva sconfitto in 2 set. «Non ricordo molto di quella partita, lui sicuramente è migliorato moltissimo e qui la scorsa stagione ha battuto Djokovic: spero di servire bene e vediamo cosa fare sulla risposta, abbiamo lavorato tanto negli ultimi 5 giorni. Il più è fatto, oggi ci alleniamo per mantenere confidenza con la palla».

Sinner e Alcaraz, la fi…

«In certe partite, solo apparentemente facili, puoi provare alcune cose di più. Ma è anche vero che, se ho la possibilità di chiudere in fretta, ci provo. Sembra semplice, detto così: non lo è per niente, perché qui tutti sanno giocare benissimo a tennis, e nulla è scontato». Jannik con Kopriva ha fatto vedere qualcosa di diverso – la seconda palla di servizio, alcuni attacchi in controtempo, linee di corsa e l’uso del rovescio lungolinea –, ma senza scoprire troppo le carte.

Sinner: “Popyrin è migliorato molto”

Domani se la vedrà con l’australiano Alexei Popyrin, che nell’unico precedente – 4 anni fa, sulla terra rossa di Madrid – lo aveva sconfitto in 2 set. «Non ricordo molto di quella partita, lui sicuramente è migliorato moltissimo e qui la scorsa stagione ha battuto Djokovic: spero di servire bene e vediamo cosa fare sulla risposta, abbiamo lavorato tanto negli ultimi 5 giorni. Il più è fatto, oggi ci alleniamo per mantenere confidenza con la palla».

Sinner e Alcaraz, la finale più attesa

Tutti scommettono su di un’altra finale con Alcaraz. Lo spagnolo e Sinner si incontrarono a New York nel 2022. «Allora in un certo senso era come se ci stessimo conoscendo, e in modi diversi. Ma non sapevamo ancora bene cosa aspettarci per il futuro. È un po’ lo stesso, oggi. Non sai mai cosa succederà. All’epoca era un tipo di partita in cui scendi in campo e colpisci semplicemente. Quello è stato sicuramente un match importante, anche per vedere da fuori il nostro potenziale. È stato uno degli incontri chiave, anche se eravamo molto giovani. Ora invece dobbiamo prepararci tatticamente, ma anche a livello emotivo e mentale. È tutto diverso, perché negli ultimi tre anni ci siamo affrontati molte volte, e ogni partita è diversa, soprattutto dal punto di vista tattico. Facciamo sempre degli aggiustamenti».

Sinner e i capelli di Alcaraz

A proposito di aggiustamenti: Carlitos si è rapato a zero. «Non credo mi vedrete mai come lui: sarebbe più comodo, ma i capelli corti non mi stanno bene». In campo si è visto un Sinner molto mobile. «Cerco sempre di migliorare, ovviamente. Ma se vuoi colpire bene la palla, devi arrivarci con un buon movimento. Più ti muovi bene, meglio colpisci. Credo sia questa la chiave anche per essere un colpitore “pulito”, e penso di esserlo, ma cerco anche di muovermi nel miglior modo possibile. Da entrambi i lati. Devi muoverti, e andare attraverso la palla con tutto il corpo». Cosa ha tenuto stretto del trionfo del 2024? «Lo scorso anno ci sono stati tanti alti e bassi. Ho iniziato alcune partite non come avrei voluto. Ricordo la partita contro Tommy Paul: ero sotto di un break, poi ho recuperato e mi sono sentito meglio. A volte serve più tempo per abituarsi. Può succedere se gioco di sera, perché magari non conosco ancora bene le condizioni. Ogni giorno può essere diverso».

Sinner e l’amore per il tennis

Non è facile, essere un campione. «È quello che amo fare: viaggiare e giocare a tennis. Mi sento molto fortunato. Non dovrebbe essere difficile: certo, ci sono momenti complicati, quando perdi delle partite, magari anche con match point. Succede. Ma alla fine della giornata devi accettarlo e considerarti una persona fortunata. Giochiamo davanti a tanta gente. Con grande supporto. E dovremmo anche essere un buon esempio per i giovani, quelli che ci guardano in tv, come facevo io da bambino — e ancora lo faccio. Amo guardare il tennis. Dovremmo essere una bella immagine per lo sport. Ci sono molte sorprese dietro le quinte, sì, che però non voglio raccontare qui davanti a voi. Sorprese positive e negative, come in ogni lavoro».

Sinner e la ricerca della condizione perfetta

Gli Slam, che stress. «Una volta, nei giorni di pausa, mi allenavo due ore in campo. Ora capisco che – se sento bene la palla – è meglio riposare. Conservare quanta più energia possibile per il match del giorno dopo, così non sei scarico. Fare fisioterapia in hotel o qui, decidere quanto tempo restare sul sito del torneo o andarsene subito. Preferisco venire qui per lavorare e poi andare via, perché a volte può diventare tutto molto lungo. Non sono perfetto, ma sto imparando».

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